Per la rentrée dopo le ferie estive con i nostri a...

Recensione di del 22/09/2012

La Chiocciola

33 € Prezzo
7 Cucina
7 Ambiente
7 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 33 €

Recensione

Per la rentrée dopo le ferie estive con i nostri amici Riccardo ed Annamaria, scelgo questo ristorante piemontese nel cuore della Chieri medioevale. Il posteggio non è facile: conviene fermare la macchina nella centrale Piazza Cavour e poi proseguire a piedi per circa duecento metri tra i vicoli.
Un vecchio palazzotto del 1400, una insegna semplice, una vetrina e un ingresso sulla via San Giorgio. Siamo accolti dal figlio del patron, il signor Alessandro Vergnano.

Il locale è un'unica sala luminosa con un vecchissimo soffitto a cassettoni verniciato di bianco, tavoli in legno, sedie impagliate verdi non il massimo della comodità, pavimento a piastrelloni, pareti in colori pastello, proprio davanti l'ingresso il bancone bar, poi una credenza e gli scalini che portano alla cucina. Atmosfera tranquilla da osteria più che ristorante o, meglio, da paese di una volta senza fronzoli né orpelli.
La mise en place è altrettanto semplice, con sottotovaglia e tovaglioli granata, tovaglia bianca, posate in acciaio, bicchieroni per l'acqua e calice per il vino, centrotavola floreale, cestino con corti grissinetti artigianali e fette di pane bianco.

In cucina il patron, signor Guido Vergnano, che fa della semplicità e tradizione della cucina piemontese la sua guida da innumerevoli anni, cucina prettamente casalinga orientata ai prodotti del territorio con recupero delle ricette di una volta, quelle della nonna per intenderci.
Stesso orientamento sulla cantina, vini prevalentemente piemontesi e del Chierese Astigiano in particolare, per chi vuole c'è anche offerta di vino sfuso.

Questa sera è presente un menù degustazione "tutto funghi" (rigorosamente nostrani di Mondovì come tiene a sottolineare Alessandro), composto da tris di antipasti, la scelta di un primo e la scelta di un secondo, più il dolce, il tutto proposto a 29 euro senza vini, oppure si può scegliere il menù alla carta che presenta antipasti classicissimi (quali vitello tonnato, insalata russa, lingua in salsa rossa....) e poi antipasti a base di funghi. Tra i primi, i risotti, i tagliolini, gli agnolottini del plin e i classici agnolotti piemontesi al sugo d'arrosto. Per i secondi, arrosto di fassone con ratatouille, brasato, finanziera, funghi porcini fritti o le cappelle di porcino alla piastra. Presenti anche vari formaggi con confettura di cipolle rosse o il tris.

Riccardo ed Annamaria scelgono il menù tutto funghi, Patrizia il tris di funghi come antipasto e i funghi fritti, io l'antipasto misto piemontese e gli agnolottini del plin.
Dalla lista dei vini scelgo una Freisa vivace di Chieri dell'azienda Stefano Rossotto, vino gradevolissimo, dal color rosso vivace, profumato di lampone con un gradevole sapore asciutto.
Breve è l'attesa, classico che più classico non si può il mio antipasto misto tra cui eccelle una ottima insalata russa e un altrettanto ottimo vitello tonnato con carne chiara e saporita, direi nella norma la lingua, mentre non mi prende granchè il pollo in carpione (sarà che per me era fin troppo leggera la carpionatura).
Molto molto positivi i giudizi degli altri commensali sul tris di funghi in cui eccellevano il crostino e la crespella, piuttosto anonima la fantasia di funghi misti.

Arrivano contemporaneamente i miei plin, il risotto ai funghi per Anna e i tagliolini ai funghi per Riccardo nonchè una freschissima fragrante frittura di porcini per Patrizia. Mi soffermo un pochino sui plin da me scelti, non raggiungono l'eccellenza, sì sono buoni, gustosi, ma per me hanno due difetti: il primo, che sono arrivati appena appena tiepidi, il secondo (ma questo è personale) che la pasta è troppo spessa, comunque molto gradevole il gusto del condimento al Freisa; resta un piatto solo sufficiente.
Sia Anna che Riccardo gradiscono le loro portate ricche di condimento e funghi, così come i funghi porcini fritti sono veramente buoni, li assaggio dalla mia consorte e li gusto parecchio, complimenti alla freschezza. Giudizio che viene ribadito in seguito dai nostri amici quando arrivano loro i piatti di frittura.

Pesche ripiene per Riccardo, affogato al caffè per Patrizia e quattro ottime Freise chinate concludono la nostra rimpatriata enogastronomica in quel di Chieri.

Giudizio finale: buonissima cucina casalinga senza voli pindarici, piatti semplici tradizionali ma eseguiti con accortezza, bravi per l'attenzione ai prodotti del territorio. Un locale che consiglio anche per il buon rapporto costo/qualità, in tutto abbiamo speso 134 euro di cui 15 per la bottiglia di vino (prezzo dal ricarico appropriato).

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