Da Felice si trova in fondo alla via parallela al ...

Recensione di del 07/03/2010

Da Felice

46 € Prezzo
7 Cucina
5 Ambiente
6 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 46 €

Recensione

Da Felice si trova in fondo alla via parallela al lungomare di Chiavari, verso Genova, proprio davanti alla ferrovia e dai tavoli vedi e soprattutto senti i treni in transito: vicinissimo al mare per distanza, potrebbe essere ovunque per la vista. Due vetrine senza pretese, parcheggio facile solo in questa stagione con la porta d’ingresso che si apre direttamente nel locale. Meno di venti posti distribuiti su tavoli ravvicinati e ridottissimi: è quasi come sedere con gli altri avventori ad un unico desco. La cucina è a vista sul fondo del locale, disposto orizzontalmente; le pareti, marezzate di giallo, accolgono nicchie di mattoni a vista, mentre alcune piccole travi di legno concorrono coreograficamente a sostenere il soffitto. Una perlinatura modesta si erge fino a poco più di un metro di altezza.
La porta della toilette, con un piccolo antibagno, si apre proprio davanti ai tavoli, apparecchiati con tovaglie gialle su sottotovaglie arancioni, doppi bicchieri e posate nella norma. La presenza del coltello da pesce fa intuire quali siano le intenzioni della cucina. Piccoli panini, grissini e tranci di focaccia fanno bella mostra nel cestino del pane, rigorosamente fatti in casa, come tutte le paste, così almeno recita il menu.
Una lavagnetta a fianco della cucina, riporta i piatti del giorno.
Veniamo accolti, in due, direttamente dal gestore, che ci aveva avvisato, all’atto della prenotazione, che il tavolo era molto piccolo.
La lista, suddivisa tra antipasti e primi, comprende solo piatti di pesce della tradizione ligure, così come locali sono i secondi piatti scritti sulla lavagnetta in base al pescato ed un paio di altre proposte che il gestore, unico a servire, recita a voce.
Due bicchieri di prosecco e due frittelline ci vengono servite in attesa della comanda.
La carta dei vini comprende in prevalenza etichette liguri, i ricarichi sono corretti. Scegliamo un Pigato della cantina Durin, vigna Braie, 13,5 gradi, povero di profumi al naso, sapido ma lievemente maderizzato, indice di mal conservazione, data l’annata, 2008!

Cappon magro e triglie sfilettate con patate sono le nostre scelte come antipasti. Preparazione tradizionale per il primo, coreograficamente valida ma poco agliata e troppo acetosa, inoltre la salsa genovese di accompagnamento sembra essere impastata con maionese; saporite e sapientemente diliscate, ma troppo asciutte, le triglie.
Proseguiamo con un’orata “di mare“ con carciofi e patate e una “pignatta” di pesce.
Indubbiamente pescata l’orata, per il sapore ma soprattutto per la consistenza della carne che si discosta dal pesce allevato che comunemente siamo abituati a consumare. Peccato che i carciofi, fritti e le patate, al forno, siano stati cucinati separatamente, rendendo il piatto disomogeneo.
Giudizio negativo sulla pignatta: una abbondante "accozzaglia" di pesci, molluschi e crostacei lessati, annegati in un brodo a metà strada tra una zuppa e un caciucco, che della prima non ha la delicatezza e del secondo la sapidità.

Terminiamo con fagottini di mele e frittelle anch’esse di mele, quest’ultime preparate al momento, entrambi serviti su piatti oblunghi con gelato di castagne ed un bicchierino di fragolino bianco, dolci che apprezzeremo così come il gelato.
In definitiva una trattoria senza pretese, piatti tipici ormai rari a trovarsi con qualche difficoltà nell’esecuzione, dovuta forse all’arrotondamento dei sapori che tanto si discosta dalla tradizionale, gustosa cucina ligure.
Il conto, 92 euro, appare corretto.

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