Ci si arriva uscendo al casello di Chatillon-St.Vi...

Recensione di del 29/09/2007

Chez Nous

25 € Prezzo
8 Cucina
7 Ambiente
7 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 25 €

Recensione

Ci si arriva uscendo al casello di Chatillon-St.Vincent, e proseguendo per Ussel: tre chilometri di curve che salgono dolcemente. Ai piedi del secolare castello di Ussel (1343), che dà il nome al minuscolo e delizioso paesino, immerso nel verde del grande prato che lo circonda, il ristorante Chez Nous ti accoglie con l'inconfondibile odore di legna e profumi antichi nell'aria.
Pochi scalini conducono alla sala, piccola e raccolta, solo una ventina di coperti, dove si trova anche il minuscolo banco bar. A fianco la cucina, e al piano di sotto un'altra sala più grande. L'ambiente è rustico, i tavoli apparecchiati semplicemente ma con un certo gusto.
Servizio curato dalla gentile Vanda, in cucina l'instancabile Gianni.

I piatti sono quelli della tradizione: antipasto di salumi, tra i quali spiccano l'ottimo lardo di Arnad e la mocetta.
Come primo, solo su ordinazione, la fonduta servita con crostini: delicata e "fontinosa" al punto giusto, meglio non esagerare perchè altrimenti non si riuscirà ad assaggiare più niente.
Piatto forte e, direi, unico, perchè davvero sostanziosa, la spettacolare polenta concia: polenta che Gianni ha appena smesso di girare a mano nel paiolo, condita con burro e fontina. Abbandonate ogni speranza di salvarvi da un esagerato sussulto del vostro colesterolo ma, credete, ne vale la pena!
Viene servita nel coccio e accompagnata da: coniglio e pollo in umido, buoni; salamini in umido davvero gustosi; carbonada (spezzatino tipico valdostano con carne di manzo [un tempo era cervo] cotta nel vino e speziata con chiodi di garofano) apprezzatissima.
Se devo proprio trovare un difetto direi che, a mio parere, le carni bianche e i salamini sono conditi in maniera troppo simile.
Affondate il cucchiaio nella tenera crosticina di formaggio che ricopre la polenta e lasciatevi trasportare in un altra dimensione.

Tenetevi, mi raccomando, un posticino per il dolce, perchè, credetemi, una panna cotta come quella che fa Gianni difficilmente la si trova.
Niente a che vedere con quei semirigidi castellini bianchi rovesciati sui piatti che si trovano abitualmente.
Questa è un morbidissimo delirio di panna, che quasi stenta a restare "in piedi", pur mantenendosi compatta al punto giusto: insomma, un perfetto connubio tra l'arrendevolezza e la consistenza! Accompagnata da caramello che contrasta piacevolmente con la sua nota leggermente amara.
Vino della casa, acqua, caffè nel bicchierino di vetro, conto sui 25-30 euro.

Ora, uscite nel vento che è solito alzarsi nel pomeriggio, e perdetevi nel mare verde dell'immenso prato; percorrete il viottolo di pietre che costeggia la piccola altura dove, da più di 600 anni, svetta il castello intatto nella sua struttura originaria, e che vi porterà di fronte alla vallata che ospita St.Vincent (sulla destra) e Chatillon (sulla sinistra).
Se avete tempo, risalite fino a raggiungere la strada ed inoltratevi nel piccolo vicolo che attraversa il paese, raggiungete la minuscola chiesetta, ammirate le case con i balconi fioriti e le fontane senza tempo.
Smaltito dolcemente l'importante pasto, potete sicuramente affrontare la salita, breve ma ripida, che parte proprio di fianco al ristorante e che porta al castello, aperto nel periodo estivo e che, solitamente, ospita caratteristiche mostre (l'ultima sugli antichi giocattoli).
Qui, il tempo sembra essersi fermato, complice la genuinità della cucina dello Chez Nous.
Da gustare senza fretta.

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