Brianza terra di pesce, seconda puntata

Recensione di del 31/05/2019

Nesis

72 € Prezzo
8 Cucina
8 Ambiente
8 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 72 €

Recensione

Continua il giro della Brianza per pranzi di lavoro, il nostro orientamento è pesce e pesce andiamo a cercare. Le ricerche questa volta ci hanno portato a Cesano Maderno, Ristorante già provato dal mi commensale e che io parallelamente avevo messo nella lista di quelli valutabili, con un punto di domanda perché la mancanza del menù sul sito Internet ne impediva una piena valutazione a priori.

Navigatore acceso e ci si orienta nel dedalo di sensi unici di Cesano, il posteggio è facile in una piazzetta a due passi dal locale.

Entriamo, location decisamente elegante, vecchia casa padronale ben ristrutturata, muri bianchi con sprazzi di mattoni a vista che contribuiscono ad una piacevole luminosità dell’ambiente, piastrelline chiare in cotto veneto con una greca a fare da bordo, qualche quadro astratto, mobili in legno scuro. Tavoli in legno di varia foggia con tovaglia di cotone chiaro, sedie in legno pesante con cuscino in velluto, ogni tavolo personalizzato nei colori dei bicchieri e della rosellina appoggiata sui sotto piatti, la nostra è di un azzurro tenue veramente elegante.

Ci portano subito il menù, plastificato con foto di crostacei in sottofondo, molto gridato e poco in linea con lo stile del locale a differenza della carta dei vini che è un bellissimo libro sulla cui copertina campeggia un quadro del secolo scorso con bottiglie ( ho cercato di individuare esattamente quale ma non ci sono riuscito... ).

Tornando al menù sulla prima pagina campeggiano i crudi, che ci spiegano essere la specialità della casa, ed una decina di antipasti di pesce cotto dove forse si privilegia l’esclusività e l’uso di termini roboanti ( aragosta, trionfo di crostacei, gran misto di mare ) ad una descrizione della sostanza ( terrina di piovra, insalata di seppie nere … ). Seconda pagina con dieci primi e dieci secondi in una veste editoriale che concede loro mezza pagina a scapito delle foto di crostacei; interessanti i primi ( linguine con colatura di alici, chicche di patate con merluzzo ), molto incentrato sul prodotto i secondi dove non ci sono particolari fughe in avanti. L’impressione è che si punti molto alla qualità della materia prima con una impronta molto tradizionale, qualche sperimentazione in più potrebbe dare più slancio.

Carta dei vini molto ben costruita, ovviamente tanti bianchi, tanta Italia ma molta Francia, posizionamento sulla fascia medio alta del mercato con ricarichi comunque corretti. Siamo i periodo di Metodo Classico e di Alta Langa e la lista propone una vera chicca, Coppo, 2010, Alta Langa Riserva, un vino sensazionale, un bel perlage, tanto pane e lieviti, frutta tropicale con sensazioni finali di mandorla, un equilibrio grandissimo. Assolutamente da provare.

Venendo al cibo, se la specialità del locale sono i crudi, che i crudi siano. Il piatto è veramente bello a vedersi, col suo bordo arancione che fa contrasto con il pesce disposto ad arte e condito con un filo d’olio. Abbiamo degli scampi, salmone selvatico scozzese, una tartare di tonno, Black Cod dell’Alaska ed un altro paio di pesci, per la maggior parte tagli presi dalla parte più grassa ed a maggiore consistenza degli esemplari. Il commento è più che positivo, qualità altissima, tagli molto saporiti, una vera sorpresa il Black Cod, una carne ricca di grassi e dal sapore molto intenso che mi ha conquistato. Unico appunto la Tartare, talmente delicata da essere schiacciata dagli altri pesci, avrei dovuto forse accettare l consiglio di un rinforzo con il pepe.

Sui primi di dividiamo, io voglio andare sui sapori forti e viro verso i paccheri ricci e scampi ( che diventano linguine perché tendono a non fare porzioni singole di paccheri ) mentre il mio commensale prende dei mezzi paccheri con ragù di mare. Partiamo da questi ultimi, ragù col pomodoro, molto abbondante, molto delicato.

La mia porzione di linguine è abbondantissima, non hanno lesinato ne sulla quantità della pasta ne in quella degli scampi sgusciati, annegata nel brodetto scuro dei ricci. Sapore forte ma senza esagerare, crostacei morbidissimi e che fanno un bel gioco di contrasti con il gusto dei ricci, linguina che forse non è la pasta migliore per l’abbinamento.

Siamo satolli e passiamo al caffè saltando direttamente secondo e dolce, non di meno apprezziamo la piccola pasticceria che ci viene portata, un rotolo di gelato ricoperto di granella mandorle e nocciole, una specie di ministecco senza stecco e con tanta bontà.

Conto finale 72 euro a testa su cui incidono i 5 euro di coperto e, per un terzo, la bollicina di pregio ( che comunque valeva assolutamente la spesa ). Commento finale positivo, locale molto elegante, materie prime di qualità assoluta, ottima scelta delle combinazioni, forse un po' troppo legato alla tradizione ed alla brianzolità ma che finisce nella lista di quelli in cui tornare.

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