Gioia del gusto

Recensione di del 30/11/2014

Locanda Vecchia Pavia - al Mulino

74 € Prezzo
10 Cucina
9 Ambiente
9 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 74 €

Recensione

A Pavia ci sono tanti ristoranti, ce ne sono di cattivi, di mediocri, di buoni; di molto buoni a mio giudizio ce n’è solamente uno: il “Vecchia Pavia” di Oreste Corradi. Senza fronzoli, senza sbavature, senza voli pindarici gastronomici! Una buonissima cucina con i piatti che sembrano dipinti, ma con la certezza del gusto.

Difficile non restare stupefatti dalla ricchezza della cantina, tanti vini per tutte le borse, con un solo denominatore, la scelta accurata. Da non sottovalutare l’ondata di magnifici liquori tra cui scegliere per finire in bellezza la cena o il pranzo.

Come si capisce da questa breve introduzione questo ristorante merita una visita, chiaramente un neo c’è, neo che in questi momenti di crisi non è da poco: il costo. Io credo però sia meglio andare una volta di meno e avere un cibo perfetto piuttosto che accontentarsi del risultato di qualche neofita della ristorazione!

Con mia moglie siamo andati un sabato sera, dopo un’assenza di parecchi anni; Oreste, sempre perfetto e gentile ci ha accolto come se ci fossimo visti la sera prima, ci siamo accomodati, sedie comode, tavolo spazioso. Piccolo amuse-bouche delizioso (fondutina al tartufo per mia moglie e per me parmentier sempre al tartufo). Scegliamo con calma, piatti sempre diversi ed ordiniamo una mezza bottiglia di vino (con l’età ahimè bisogna contenersi), scegliamo un Chianti giovane di Antinori, il Santa Cristina.

Io inizio con degli spaghetti agli aromi di acciughe, arancia e peperoncino, equilibrati e con il giusto grado di piccantezza, la mia compagna prende dei cappellacci di magro, arricchiti da porcini appena scottati. Ottimi.

Come secondo piatto scelgo un filettino di fassone cotto e caramellato nel vino rosso che ha accanto uno sformatino di patate. Poche verdurine danno una nota di colore. La carne si scioglie in bocca pur nel suo sapore maschio di manzo. Piatto che nella sua perfezione commuove!

Mia moglie opta per un rombo cotto con verdure, di solito il rombo si sposa con i carciofi, qui invece era sposato ad altro, ma sempre ottimo il risultato.

Per ultimo ci siamo concessi un dessert, semplice per la compagna di vita, ovvero sorbetto di mela verde ed elaborato il mio, crema bruciata di frutto della passione con semifreddo di zabaglione. Un passito di malvasia piacentino ha contribuito a terminare in dolcezza la serata.

Non sto a dire delle tovaglie, bicchieri, posate: tutto all’altezza del locale.

Comodo il parcheggio nel cortiletto del mulino. Il ristorante è relativamente piccolo, nella bella stagione si apre con una bella veranda che da su un giardino, aumentando la ricettività.

Abbiamo speso complessivamente 148 euro, ben spesi.

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