A due passi dalla Certosa di Pavia, in una piccola...

Recensione di del 28/07/2007

Locanda Vecchia Pavia - al Mulino

59 € Prezzo
10 Cucina
8 Ambiente
10 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 59 €

Recensione

A due passi dalla Certosa di Pavia, in una piccola e deliziosa corte è ricavato questo tranquillo ristorante dal target medio-alto. I tavoli sono disposti lungo una veranda che si affaccia su di uno splendido giardino. Le sedie imbottite, l’apparecchiatura di qualità e le composizioni di fiori freschi contribuiscono a dare un tono di eleganza, contraddetto solo da piccoli dettagli. Il personale in livrea nera è impeccabile, attento, cortese, molto professionale. Non una sbavatura, ma soprattutto tanti sorrisi ed attenzioni. Ci portano subito l’acqua, microfiltrata, due calici di Berlucchi rosè, un vassoietto con alcuni piccoli appetizer, melanzane e zucchine in pastella, una mousse di cernia strepitosa (ma ci troverò dentro due squame belle grosse), un cestino di grissini con semi di sesamo, due mini croissant e pane tagliato a fette.

Ci viene portato il menu (anche quello di mia moglie riporta i prezzi, svista per me di alcuna importanza visto che non ero là con l’amante). Propone piatti della tradizione pavese: piatti di carne, pesce e anche con le rane.
Sono le 14.00 e gli altri ospiti sono al dolce, decidiamo pertanto di limitarci negli ordini. Tra i vini rossi da 375 ml scegliamo un prodotto ricavato da uvaggi Cabernet, Sauvignon e Merlot (10 euro). Iniziamo con un risotto con taleggio e asparagi per due persone. Riso carnaroli con ottima mantecatura, preparato in pentola di rame, quindi impiattato sotto i nostri occhi. Il taleggio è nella quantità minima necessaria a dare sapore e non rendere colloso il riso. L’asparago è tagliato a piccole striscioline. Piatto ottimo e delicatissimo. Porzioni adeguate.
Proseguiamo con due piatti di carne: vitello in crosta con cipolline glassate per lei e filetto di Fassone con senape per me. Entrambe le carni sono di ottimo taglio e ben preparate, più saporito il filetto di Fassone, delicato e non invadente il gusto della senape. L’accompagnamento dei due piatti è il medesimo: patate novelle, zucchine, carote, cipolline glassate. Tutte queste in versione mignon.
Alle 15 e 20 nel ristorante siamo rimasti solo noi, decidiamo di rinunciare al dolce e ordiniamo due caffè, che ci verranno serviti con piccola pasticceria, anche questa di ottima qualità.
Conto: 118 euro per due primi, due secondi, il vino e due caffè.

In conclusione, nessun passo falso in cucina: tutto buono e convincente dall’inizio alla fine. Servizio perfetto, sempre sorridente e garbato, mai invadente. L’ambiente sarebbe migliorabile, i faretti moderni al soffitto non mi piacciono per niente, così come le plafoniere nere alle pareti e la stoffa verde delle sedie, ma questi sono dettagli.
Un posto incantevole, scoperto per caso, ma dove sicuramente tornerò, magari la sera.

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