Ho già recensito poco tempo fa questo bel ristoran...

Recensione di del 10/09/2005

Locanda Vecchia Pavia - al Mulino

150 € Prezzo
8 Cucina
7 Ambiente
9 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 150 €

Recensione

Ho già recensito poco tempo fa questo bel ristorante alle porte di Pavia, a pochi passi dalla Certosa, ma essendoci tornato ed essendo variato il menù, ho deciso di scrivere qualche altra riga per dare qualche informazione in più.
Arrivato in compagnia di tre amici e di mia moglie, siamo stati fatti accomodare nella bella veranda che dà sui giardini attigui alla Certosa, protetta da zanzariere, per la gioia dei fumatori.
Si stava bene, anche se l'umidità si faceva sentire.

Sempre impeccabile il servizio, curato, oltre che dal signor Oreste, da due giovani camerieri, competenti e preparati.
L'aperitivo propostoci, un Brut Rosé Berlucchi, era gradevole e ci è stato servito con un valido appetizer: una mousse di granchio con insalatina. A parte, come sempre, un vassoietto con stuzzichini di vario tipo, tutti molto buoni e fragranti.

Tra i sei antipasti proposti a menù, io sono ricascato sul sempre encomiabile misto di pesce crudo con finocchietto. E' raro trovare pesce crudo così fresco e saporito in provincia di Pavia! Davvero eccellente. La stessa scelta è stata fatta da un mio amico mentre gli altri commensali hanno scelto un piatto a base di porcini e piovra, che hanno unanimemente definito perfetto.

Mentre scorrevamo la lista per scegliere il primo, il signor Oreste ci ha spiazzati annunciando che erano disponibili i primi tartufi bianchi. Era da un po’ di tempo che eravamo a digiuno di trifola e ci siamo lasciati tentare, anche se lo stesso patron ci aveva informati che, trattandosi dei primi tartufi di stagione, il profumo ed il sapore non sono ancora molto intensi.
Solitamente al Mulino si va per mangiare dell'ottimo pesce, ma questa è stata l'occasione per fare uno strappo alla regola.
Il tartufo, quindi, ci è stato grattato in abbondanza (per compensare il gusto ancora poco pronunciato) su dei tagliolini all'uovo e su un risotto. Ottimi i primi, buono il secondo.

Confesso che abbiamo tutti apprezzato l'occasione per tornare a bere dei vini più corposi, così è stata la volta di un Ornellaia 1997, davvero entusiasmante, servitoci alla temperatura ideale, dopo essere stato scaraffato in un bellissimo decanter. Grande vino che presenta note di mora e cioccolato, vellutato ed appagante.

E' ovvio che sarebbe stato impossibile tornare al pesce e così qualcuno ha optato per un filetto, tenero e gustoso, qualcun altro ha proseguito con il tartufo su due uova, mentre io ho voluto provare il carrello dei formaggi, che qui non avevo mai visto.
Sono rimasto sorpreso per la varietà dei formaggi vaccini, pecorini e caprini che mi sono stati proposti. Davvero un bel colpo d'occhio. La qualità di tutto quello che ho assaggiato era molto elevata.

Se poi contate che ci siamo fatti portare un Sassicaia 2000 (che a me piace meno dell'Ornellaia, ma che è comunque un grandissimo vino), capirete che la serata è proseguita su alti livelli.
Per i dessert (la carta ne prevede otto, se non ricordo male) abbiamo fatto tutti scelte diverse. Io ho preso un'ottima crostatina croccante di lamponi, altri si sono orientati sui dolci al cioccolato. Il vino da dessert suggeritoci, un moscato d'Abruzzo di cui non ricordo il nome, invece non mi ha soddisfatto. E' rimasto quasi tutto nei bicchieri o nella bottiglia.
Il caffè e la piccola pasticceria hanno chiuso una serata davvero piacevole, forse l'ultima della stagione all'aperto, ma per me che non fumo poco male…

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