Io e un mio caro amico ci rechiamo a Cernusco alla...

Recensione di del 07/09/2006

Due Spade

48 € Prezzo
7 Cucina
10 Ambiente
9 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Scarso
Prezzo per persona bevande incluse: 48 €

Recensione

Io e un mio caro amico ci rechiamo a Cernusco alla caccia di questo ristorante, consigliato da un collega buongustaio del mio accompagnatore.
Il ristorante è un po’ nascosto, in zona inoltre ci sono lavori in corso, ma lo raggiungiamo.
Ci colpisce molto l'eleganza del locale, situato in una vecchia fornace con tanto di ciminiera altissima. La ristrutturazione ha abbinato al restauro di antichi elementi, un arredo interno con pannelli di legno. Essenziale ed elegante.
Anche i tavoli sono impeccabili, ben distanziati e poco numerosi. Inevitabilmente questo incide sul servizio: camerieri attenti e presenti, ma non assillanti. Si può mangiare con calma, degustando con tranquillità.

Appena accomodati, ci arriva il menu con stuzzichini vari, tra i quali trecce di pasta sfoglia e frittelle salate. Ci viene servito un prosecco bianco, buonissimo.
Saltiamo gli antipasti e passiamo ai primi. Dopo scarsa attesa ci vengono serviti, il piatto è molto grande ma la porzione è quella di un ristorante di qualità: scarsa. I miei tortelli di ricotta e mortadella al burro nocciola mi soddisfano molto, un’ottima mescolanza di sapori diversi presentati benissimo. Il mio commensale punta sui ravioli di branzino con pomodorini, olive, capperi e timo, ma non è altrettanto soddisfatto. Il piatto non è convincente, rimane a dir suo un po’ scialbo.

Io salto il secondo per potermi buttare a capofitto sui dolci, lui prende un filetto di manzo con patate e salsa all'aglio leggero che solo per dovere di cronaca assaggio. La cottura è ottima, la presentazione impeccabile, ma non mi convince la qualità della carne, che trovo un po’ dura (per quanto lo possa essere un filetto) e la decorazione, eseguita con una salsa dolce che disturba il palato. Ammetto però di essere una purista della carne, meno sapori le si abbinano, più mi piace. Sul presunto contorno (“Filetto con patate”) si può aprire un dibattito: le patate sono rappresentate da un minuscolo sformatino di forma cubica posto accanto al filetto… E va bene, siamo nella nouvelle cuisine. Ci arrendiamo. Il pasto è stato accompagnato da una bottiglia di acqua minerale e da un Rosso del Conte Tasca d’Almerita, ottimo vino siciliano.

Arriviamo ai dolci. Il mio soufflé al cioccolato è buono, senza essere eccezionale. La millefoglie di fragola con salsa al limone ordinata dal mio commensale ci ha colpito per la sua bellezza quando è stata posata sul tavolo, ma mi convince ancora meno del soufflé, a cominciare dalla pasta sfoglia troppo secca.
Due caffè (troppo lunghi) con una selezione di piccola pasticceria, hanno concluso la cena, insieme al conto di 96 euro, che giudico un po’ eccessivo. Usciti dal locale ci siamo fermati nei pressi per fumare una sigaretta, e le urla di qualche dipendente del ristorante che litigava in maniera furibonda con i colleghi, ci ha fatto rimanere male! E l’eleganza?
Il posto è accessibile a chi è in carrozzina, e sottolineo con forza che anche i tavoli in questo caso lo sono, sì che il disabile possa infilarsi per bene sotto, senza piantane che lo tengano lontano dal bordo del tavolo, e mangiare comodamente.

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