Stile e cortesia in Liguria

Recensione di del 06/07/2013

Torre - Hotel

66 € Prezzo
8 Cucina
7 Ambiente
8 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 66 €

Recensione

Con mia moglie sono stato in questo ristorante, annesso all’Hotel, che si trova praticamente sull’Aurelia (purtroppo la posizione non è felicissima), venendo da Celle poco prima della galleria di Albissola, a Capo Torre, dove finisce il comune di Celle e inizia quello di Albissola mare. Pur essendo di origini savonesi e venendo a Celle da 40 anni e passa, non ero mai stato in questo locale, forse perchè si trova fuori mano rispetto a Celle paese.
Oltre all’interno, il ristorante dispone di una ventina di coperti all’esterno. Gli arredi sono semplici, ma di gusto. La gestione è famigliare, il personale gentile e attento, cosa che in Liguria è tutt’altro che frequente.
Il menù comprende diverse portate non banali (finalmente qualcuno che si differenzia!), alcune utilizzano materie prime da presidio slow food, così come ve ne sono altre senza glutine.

Come antipasto opto per un cappon magro, piatto della tradizione ligure con una storia antica, destinato ad essere consumato nei giorni di festa e dalla preparazione articolata. La ricetta originale comprende gallette da marinaio bagnate nell’acqua e aceto, musciamme (carne essiccata e tagliata sottile) di delfino, oggi vietatissima, filetti di vari pesci, principalmente di scoglio, aragosta e tante verdure lessate, tra cui non può mancare la barbabietola rossa. Lo provo incuriosito: ovviamente si tratta di una versione rivisitata, monoporzione, buona, con un bel gamberone in bella vista e... senza l’aragosta (13 euro).
Mia moglie ordina lo “street food ligure”: frittelle di baccalà, acciughe ripiene e focaccine con panizza (10 euro). Tutto buono, ben fatte le frittelle, il pesce a cubotti non grandi.
Discreta la carta dei vini. Innaffiamo il tutto con un bel Vintage Tunina del 2006 (46 euro, prezzo onesto) di Jermann (Friuli), un uvaggio di Sauvignon, Chardonnay, Ribolla gialla, Malvasia istriana, Picolit. Dal colore dorato, sprigiona profumi floreali, di glicine e mimosa. Il gusto è pieno, morbido, attraversato da guizzi freschi e sapidi a rifinire un corpo perfetto. Lungo il finale.

Come seconda portata, ordino il trancio di pescato del giorno (mi sembra fosse ombrina), con purè al lime e friggitelli (18 euro). Buono, anche se il pesce era a mio parere un filo troppo cotto, quindi risultava un po’ asciutto e il purè al lime aveva un profumo eccessivo di questo agrume, che rischiava di coprire quello del pesce; avrei preferito un sentore più leggero.
Mia moglie ordina i tagliolini con gamberi viola e zucchine trombetta di Albenga (14 euro). Un piatto ben preparato nella sua semplicità, dove le materie prime sono di qualità.

Come dolce, prendiamo un soufllè al cioccolato caldo preparato al momento e una crostatina con crema all’acqua di fiori d’arancio amara e lamponi, entrambi proposti a 6 euro.
Chiediamo un paio di calici di passito come accompagnamento. Buoni sia i dolci che il vino. Un po’ asciutta la mia crostatina.
Chiudiamo con un conto di 132 euro.
Concludendo, ci tornerò e ve lo consiglio. Unico neo la location: se non ci fosse l’Aurelia di mezzo, la vista di Capo Torre sarebbe bellissima; se mangiate all’aperto arriva un po’ di rumore della statale. Cucina attenta e con alcune proposte originali, pur se con qualche smagliatura qua e là, ma sicuramente miglioreranno, ho constatato che c’è tanta voglia di fare bene e con stile. Personale gentile, giusto rapporto prezzo/qualità.

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