Una volta giunti a Ceglie Messapica, trovare il ri...

Recensione di del 09/07/2006

Al Fornello da Ricci

60 € Prezzo
8 Cucina
7 Ambiente
6 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Ottimo
Prezzo per persona bevande incluse: 60 €

Recensione

Una volta giunti a Ceglie Messapica, trovare il ristorante non è così difficile, rimanendo nelle strade fuori dal centro storico non mancano le indicazioni con i numerosi segnale gialli posti a quasi tutti gli incroci.

Arriviamo verso le 13:00 e un signore con un giubbino senza maniche ci fa accomodare al nostro tavolo. Anche tutti gli altri camerieri hanno una divisa particolare con una camicia stile scozzese a prevalenza rosa.

L'interno del ristorante è particolare per la zona, con travi e particolari in legno, spicca il camino, dando all'insieme un'aria quasi alpina, sicuramente molto rustica, nessuna concessione a vezzi trendy. Ci viene conseganata la carta, abbastanza completa, facendoci tentare dal menu degustazione improntato a sapori tradizionali. Il menu comprenderebbe anche il vino, ma io scelgo comunque dalla carta un Piromafo della Cantina Valle dell'Asso, un Negramaro del 2001 molto buono e decisamente vantaggioso nel rapporto qualità prezzo (22 €).

Ci vengono servite come appetizer le classiche polpettine in versione mignon, buonissime, accompagnate da un rosè pugliese non di particolare bontà.
Il pranzo inizia con una carrellata di sfiziosità pugliesi, notando che anche per la carta normale questo sarebbe l'unica alternativa prevista per gli antipasti. Così arrivano in ordine sparso varie squisitezze tra le quali fiori di zucca ripieni di ricotta fritti, capocollo di Martina Franca, nodini di burrata e mille altre cose, difficile ricordare tutto, ma impossibile dimenticare la tazzina con il cuore di burrata fresca al suo interno.

Continuiamo il pranzo con gli gnocchi di ricotta su vellutata di zucchine con scorzone estivo, dal gusto molto delicato, ma allo stesso tempo ben identificabile.

Abbiamo proseguito, peraltro già quasi sazi, con una parmigiana di melanzane in tazza con un ripieno ricchissimo di formaggio, pomodoro e qualche altra minipolpettina, molto buona.

Il secondo, un filetto di maiale con salsa al negramaro, fortunatamente servito in dose limitata, ma non certamente avanzato vista la bontà sapida del piatto.

Chiudiamo con il dessert solo perchè previsto dalla degustazione, spinti dalla sola golosità io scelgo una crema di mascarpone, buonissima, e per la mia ragazza un semifreddo al cioccolato bianco, che voleva solo assaggiare per lasciare a me il "difficile" compito di finire, ma che poi alla fine ha spazzolato in prima persona. I dolci sono stati accompagnati da un bicchiere di Moscato di Trani sevito senza nulla chiedere. Caffè a chiudere.

Il conto è stata una piacevole sorpresa, solo le due degustazioni ci vengono addebitate, in nome del fatto che il vino era comunque compreso. Errore, gentilezza o impegno preso con il cliente alla comanda? Non saprei, dubito però che ordinando un Sassicaia avremmo avuto lo stesso trattamento, come è giusto che sia.

Il posto mi è piaciuto, la cucina anche, qualche miglioramento si può fare nel servizio e soprattutto bisogna evitare di andarci la domenica a mezzogiorno per un pasto intimo, infatti a quel momento pranzi di famiglia e bimbi scatenati la fanno da padrone.

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