Vecchio Piemonte

Recensione di del 13/04/2013

La Nicchia

41 € Prezzo
9 Cucina
9 Ambiente
9 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 41 €

Recensione

Cavour, cittadina del pinerolese rinomata per le sue mele. In pieno centro lungo la via principale in un palazzotto del Settecento si trova questo locale condotto magistralmente da Franco e Giulia Turaglio, lui in sala lei in cucina.
Si entra dall'ingresso sulla via e subito si viene affascinati dall'atmosfera della sala da pranzo principale veramente stupenda, sala elegante risalente alla fine del '700, pareti con mattoni a vista, un bellissimo soffitto a cassettoni, le travi antiche, al centro un pilastro con capitello della nota pietra di Luserna, grandi tavoli rotondi ben disposti e distanziati, ricoperti da tovagliato di Fiandra con coprimacchia, comode sedie completamente rivestite di tessuto fino a terra, una bella credenza vetrina, lampade alogene e piantane lungo le pareti. Insomma un gran bel colpo d'occhio, ci si rilassa immediatamente, c'è pure un dehors all'interno del cortiletto per la bella stagione.

Cucina vecchio Piemonte tradizionale territoriale anche però con proposte di mare seguendo un po' le esigenze dei clienti e svicolando dalla tradizione pura piemontese, scelta che comprendo ma non necessariamente approvo.
Molti degli ingredienti arrivano e sono prodotti da agricoltori, allevatori e trasformatori locali. Nel menu trovate sempre gli eccezionali formaggi delle vicine valli come il "sarass d'l fen", specie di ricotta conservata nel fieno dal quale ricava aroma inconfondibile, oppure il "Cevrin" di Coazze (presidio Slow Food), le carni e i salumi non potevano non arrivare dal mitico Silvio Brarda di Cavour, una vera istituzione da queste parti .
Splendida la cantina ospitata nell'infernotto al piano inferiore con mura e volte mattonate con più di 350 etichette piemontesi nazionali e non, nonché una bella proposta di birre e sidri.

Il menu presenta tutta una serie di leccornie tra cui perdersi per la scelta.
Tra gli antipasti:  il fassone cotto e crudo aria di aglio orsino;  animelle di fassone asparagi aceto tradizionale di Modena;  tortino di erbe di campo in pasta fillo e fonduta dolce;
la variazione di galletto (piccola finanziera, insalatina); capesante, il corallo come trippa; carpaccio di pesce mediterraneo, verdure, olio della riviera, sale agrumato di Trapani.
Tra i primi: agnoli verdi ripieni di castelmagno d'alpeggio al burro di Brussino (piccolo paese di montagna);  risotto Carnaroli, pistilli di zafferano, cacao, spuma di caprino; ravioli di anatra e asparagi; lasagnetta aperta con frutti di mare, gocce di pesto d'olive;  crema di ortiche con polpo a lunga cottura.
Tra i secondi: scaloppa di foie gras al Calvados, frutta caramellata; agnello della Val Pellice alle due cotture (cosciotto disossato al forno, bistecchina impanata nei grissini); il libro di Cavour (arrosto farcito);  tagliata di bue piemontese; trancio di pesce al forno in carta fata con carciofi; sella di coniglio grigio di Carmagnola a bassa temperatura.
Tra i formaggi: serass d'l fen, toma di Bobbio Pellice, caprini di Villar Pellice, pleisantif (formaggio delle viole), pecorini, cevrin di Coazze, castelmagno d'alpeggio, fontina d'alpeggio di Chambave .

Sul nostro tavolo arrivano pane di due tipi diversi, grissini e focaccia presentati su vassoietti in legno lunghi e stretti, e appetizer costituito da fette di salame crudo di loro produzione: un gustoso inizio, omaggio della cucina.
Ma veniamo al nostro pranzo e alle nostre scelte. Siamo io, la mia signora e una vecchia coppia di amici.
Dal vasto menu viriamo sul fassone cotto e crudo aria di aglio orsino per me e Ricky, la variazione di galletto per Anna; Patry salta l'antipasto e ordina gli agnoli ripieni di castelmagno.
A seguire, il risotto Carnaroli cacao spuma di caprino per me e Ricky, la scaloppa di foie gras per Anna e la tagliata di bue piemontese per Patry.
Dalla enorme lista dei vini scelgo una rarità, una bottiglia di Malingro, viro rosso ricavato da uve Dolcetto in purezza dalle cantine del Castello di Bagnolo Piemonte, un vino corposo rosso rubino con leggero retrogusto fruttato, di 12.5°,  veramente buono proposto a 12 euro la bottiglia.
Le portate si rivelano tutte azzeccate.

Delizioso il fassone cotto e crudo (battuta di fassone e vitello tonnato alla moda antica, cioè senza maionese); molto ben riuscita la variazione di galletto insaporita dall'aggiunta di olio "Tre Nicchie" presente sul tavolo, è un evo Besuc prodotto in modestissima quantità dall'azienda agricola Mimosa sulle colline di Pinerolo in località Besucco.
Validissimi gli agnoli al castelmagno conditi semplicemente con lo straordinario burro di Brussino; particolare il risotto Carnaroli che abbina sapientemente i pistilli di zafferano aggiunti a crudo alla polvere di cacao amaro spruzzata sul risotto con l'accostamento di spuma di caprino leggera e sapida. Una bella esperienza gustativa non comune.
Eccezionale il foie gras accostato alla salsa di Calvados, che ricordo essere distillato di mele, e accompagnato da frutta caramellata; tenerissima, color rosa, cottura media perfetta per la tagliata di bue piemontese, anch'essa insaporita dall'olio Besuc.

Siamo ingordi ma non riusciamo ad assaggiare i formaggi, sarà per la prossima visita, in compenso ai dolci qualcuno non rinuncia: la variazione dolce di fragole per Anna composta da gelato, torretta e bavarese molto molto delicata, tortino di cioccolato con zabaione al Moscato per Ricky e Patry, un classico, un evergreen della pasticceria piemontese a dir poco fantastico.
Con i caffè deliziosa mini pasticceria composta da meringhette, brut e bun, praline al cioccolato, biscottini.
Offerta di Genepy non industriali a completare un pranzo da ricordare.

Costo complessivo 165 euro, 41 euro a persona, molto, molto ben spesi.
Conclusioni: per la qualità della cucina e la perfetta presentazione dei piatti, per l'ambiente raffinato, per la cura del servizio, per i prodotti offerti stiamo veramente parlando di un posto giusto, certamente uno dei migliori ristoranti provati nell'ultimo periodo. Complimenti vivissimi a tutto lo staff della Nicchia.
Consiglio vivamente questo ristorante a tutti i mangioni senza se e senza ma, bravissimi!

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