Enrico è sempre un grande

Recensione di del 21/02/2014

Devero - Hotel

160 € Prezzo
9 Cucina
9 Ambiente
9 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 160 €

Recensione

Il ristorante Devero, all'interno dell'omonimo hotel, non si può non notare passando sull'autostrada A4: ha una forma rotonda e interamente colorato con bandierine.

A prescindere dall'impatto iniziale e soprattutto dal pregiudizio sulla vicinanza dell’autostrada, oltre le bandierine e l'hotel si nascondono le cucine e le sale del ristorante del bravissimo Enrico Bartolini che insieme al ristorante Devero - Enrico Bartolini, gestisce anche le cucine del Bistrot e del servizio in camera dell'hotel.

All'estero i ristoranti stellati all'interno degli hotel sono molto più frequenti e, lasciatemi dire, maggiormente considerati dal pubblico. Ma se teniamo conto che per gestire un ristorante all'interno di un hotel bisogna fare i conti con le esigenze di una clientela eterogenea che obbliga ad essere molto flessibili, colazioni, servizio in camera, pranzi veloci, cene di lavoro e che il Devero, grazie alla mano di Enrico, riesce anche a richiamare appassionati Gourmet ansiosi di provare la sua mano, capiamo che grande opera hanno realizzato Enrico e il suo staff.

La cucina del ristorante Devero - Bartolini è una cucina raffinata, elegante, organizzata sapientemente per emozionare i nostri palati attraverso un uso magistrale delle ottime materie prime utilizzate tra equilibri e contrasti.

Siamo in sei: due coppie di cui una con due figlie. La mia compagna ed io arriviamo un po' in anticipo: ci accomodiamo nel salottino d'attesa vicino all'entrata. Nel frattempo ci viene offerto un aperitivo.

All'arrivo dei nostri commensali ci accomodiamo al tavolo: è quello antistante la cucina che si può ammirare tra una banda di vetro incastonata sulla parete in mattoni che divide la sala dalla cucina.

Prima di iniziare a descrivervi i piatti e la serata, mi soffermo su quello che abbiamo scelto come accompagnamento all’intera cena: una fantasmagorica bottiglia Magnum Breg Anfora di Josko Gravner 2003. Uno spettacolo della natura. Vino vinificato in anfora per 7 mesi e affinato in botte, ha un colore arancio molto spiccato e dei profumi ricchissimi di frutta, fiori appassiti e spezie. Ma la cosa che colpisce più di questo vino è la sua capacità di cambiare durante tutta la serata, andando a toccare via via note sempre più alte e complesse, adattandosi alla perfezione alla nostra cena, fino al dolce.

Il primo piatto su cui testiamo, anzi assaggiamo, il delizioso vino è il benvenuto dalla cucina: un finto peperoncino, contenente un gambero rosso. Iniziamo proprio bene.

Da qui si susseguiranno una serie di piatti che ci sazieranno prima con la vista e poi con i sapori, definiti, intensi, equilibrati.

Le "Alici di scoglio tra Saor e Carpione" sono un’apoteosi dell’alice, il cui gusto esalta le nostre papille. Il mio piatto, “Patata soffice, uovo e uova”, piatto che conosco e ho assaporato diverse volte, mi delizia con questo gusto rotondo, dolce, ma non invasivo.

I “Bottoni di olio e lime al sugo di Caciucco e polpo cotto alla brace” sono deliziosi, equilibrati, forse troppo. Le mie papille si sarebbero aspettate un sapore più intenso del cacciucco e del polpo alla brace, ma ottimo anche questo piatto.

Alcuni di noi prendono gli “Scampi impanati”. Piatto che sembra banale e che viene, forse appositamente, servito in modo banale, almeno rispetto a come si è stati abituati fino a questo momento. Ma una volta addentato scopri che tutto quello che gli occhi, il naso e la mente si aspettavano è racchiuso dentro alla panatura.

Al primo morso si diffonde il sapore dello scampo che dentro è rimasto appena cotto, quasi fosse stato pescato e intrappolato nella panatura. Bravi.

La “Guancia di vitello con patate al burro d’alpeggio” chiude le nostre portate. Da sottolineare la delicatezza della carne.

Una piccola pasticceria deliziosa e il caffè chiudono questa esperienza dove l’unica nota negativa è la mancanza di un cordiale abbraccio ad Enrico che purtroppo è all’estero per lavoro.

Alla prossima.

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