Giudizio Personale: Molto positivo.

Cuc...

Recensione di del 18/01/2008

El Molin

83 € Prezzo
10 Cucina
9 Ambiente
8 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 83 €

Recensione

Giudizio Personale: Molto positivo.

Cucina: Innovativa, con gusti e sapori di ispirazione regionale, materie prime ottime.

Una cosa su tutte mi ha colpito, l’armonia totale dei sapori. Mai un contrasto esasperato, mai un sapore a sovrastare gli altri, ma sempre un perfetto equilibrio di tutti gli ingredienti nel piatto.

Abbiamo mangiato:
Seduti al tavolo, ci viene chiesto come consueto se gradiamo un aperitivo, solo io gradisco e arriva uno calice di spumante del quale però non ricordo la casa, credo un Maso Martis, Trentino Doc, ma non ci scommetterei un soldo neanche se lo trovassi per terra.

Poco dopo arriva il primo omaggio dalla cucina:
Spuma di patate con aringa affumicata e la sua bottarga, il primo superficiale assaggio è intrigante, la spuma e il profumo di aringa si sposano alla perfezione, poi si affonda il cucchiaio e si scoprono dei pezzi di aringa sul fondo, perfetto.

Dalla lunga lista dei vini, a causa delle innumerevoli curve che ci separano da casa, possiamo permetterci solo una mezza bottiglia per accompagnare la cena, scegliamo dalla lista uno Champagne Bruno Paillard, première cuvée, in carta a 30€.

Ordiniamo entrambe il menu degustazione La Gioia del Palato:
Capesante cotte a bassa temperatura in oliocottura, cavolo cappuccio stufato, croccante al sesamo e tagliolini di gamberi affumicati.
Ottime e gustose, grazie alla cottura a bassa temperatura conservano integro il sapore del fresco, sembrava di mangiarle crude, però cotte... difficile rendere giustizia. Diversi e divertenti gli accostamenti possibili con il resto degli ingredienti nel piatto.

Tagliolini di pasta al fumo di ginepro, tartufo nero dei monti lessini e fontal di cavalese caldo.
Due generose porzioni di tagliolini letteralmente ricoperti di scaglie di tartufo. Perfetto e classico il connubio fra il tartufo, la pasta all’uovo e il formaggio fuso; l’affumicatura della pasta ha aggiunto poi quel tocco in più.

Per il secondo, chiediamo una variante (gentilemente accolta senza problemi dallo chef), dato che io desideravo provare il piccione. Arriva quindi il piatto secondo il menu originale:
Lombata di agnello in crosta morbida di misto capra con patate nostrane all’olio novello, seguito dal mio Piccione cotto su corteccia di pino, belga e cappuccio brasato.
Un’ottima lombata lodata e finita golosamente e gelosamente dalla mia commensale, avrebbe potuto, in altre occasioni, farmi rimpiangere la mia scelta. Il piccione era, però, ben oltre le alte aspettative. Roba d’altri tempi. La corteccia viene posta dentro la pentola e sopra di essa viene cotto il piccione, che si impregna quindi di quei profumi tipici di questo legno. Arriva al tavolo ancora con il coperchio chiuso, che viene infatti tolto solo all’ultimo, per conservare al massimo gli aromi. Piatto che da solo vale la visita, chiaramente se gradite il genere.

Finiti i secondi, lo chef torna a chiederci se gradiamo il dolce proposto nel menu o se vogliamo scegliere qualcosa dalla lista.
Io mi faccio tentare e prendo Rapa rossa, cocco, liquirizia, e croccante al mais, mentre per la mia commensale arriva Il nostro Zelten… come da menu degustazione.

Con il dolce avrei gradito un abbinamento ad hoc, ma pur essendo presenti in carta numerosi vini da dessert, mi vengono offerti al calice solo due tipologie, un moscato-traminer trentino e il Dindarello della Maculan. Piccolo sconforto iniziale, ma conscio che comunque con il mio dolce l’abbinamento ideale era forse solo l’aria, scelgo il primo e me lo tengo per la piccola pasticceria.

Trionfo di profumi per lo Zelten, splendida rivisitazione di questo dolce tradizionale. Non da meno il mio dolce, subliminale la liquirizia per me, dato che è stata usata solo la polvere del legno di liquirizia che personalmente adoro, riportandomi a quando da piccino prendevo i legnetti di liquirizia in farmacia.

Arriva poi la Piccola Pasticceria servita in una scatolina colorata, una decina di piccolini pasticcini di ottima fattura, ad accompagnare i nostri due caffè decaffeinati.

Servizio:
Lo chef a prendere le ordinazioni e tre persone per gestire le comande e i vini. Servizio sufficiente anche se non all’altezza del locale. Qualche sbavatura di tono e alcune lacune hanno contribuito a farmi abbassare il voto del servizio altrimenti da 9 pieno.

Ambiente:
Contesto molto carino, si entra scendendo delle scale in pietra in una saletta raccolta, pochi tavoli, molto distanziati, muri spessi di pietra a volta e porte in fasciame di legno massiccio. Tavoli apparecchiati in modo elegante con anche un bel candelabro a tre braccia a sottolineare l’atmosfera intima e raccolta della sala. Molto, molto gradevole.

Rapporto qualità/prezzo:
Buono. Sia per le materie prime che per il livello di cucina espresso.

Conto:
2 coperti 6€; 2 menu 110€; 1 vino 30€; 1 aperitivo 6€; 1 vino dolce 6€; 1 acqua 3€; 2 caffè 4€.
Totale 165,00€

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