Il paese di Cavaglietto, nella campagna novarese, ...

Recensione di del 15/05/2009

Arianna

66 € Prezzo
9 Cucina
8 Ambiente
9 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Ottimo
Prezzo per persona bevande incluse: 66 €

Recensione

Il paese di Cavaglietto, nella campagna novarese, si trova a pochi chilometri dalle città di Borgomanero (ca. 15 Km.) e Novara (ca. Km. 25) ed è facilmente raggiungibile dall’Autostrada A26.
Il ristorante è dotato di piccolo parcheggio dietro al locale stesso, oltre alla disponibilità di altri posti auto nella contigua bella piazza del Municipio.

Aperto nel lontano 1965, è oggi gestito dai coniugi Viazzi, lui in cucina e lei in sala.
L’ambiente è elegante, raffinato e piacevole, tavoli ben distanziati, fiori e candele su ogni tavolo.
All’ingresso veniamo accolti dalla gentile e sorridente Caterina che ci accompagna al nostro tavolo e che ci seguirà con attenzione e discrezione per tutta la durata della nostra permanenza.

Apre la nostra cena uno stuzzichino di tonno affumicato di loro lavorazione, accompagnato dal cestino del pane che, come le paste ed i dolci, è di produzione propria ed è composto da pane all’uva, integrale, bianco, alle olive, nero, un ottimo inizio.

La nostra scelta è stata così composta:
Lumache in salsa al prezzemolo: ottimo piatto, le lumache cotte alla perfezione e la salsa le accompagnava perfettamente.
Carpaccio di fegato grasso d’oca con confettura di fichi, accompagnato da pane tostato all'uva: porzione abbondante, materia prima d’eccellenza e ottima anche la scelta del pane.

Proseguiamo con i primi piatti: mezzi paccheri di Gragnano con asparagi e calamaretti spillo: pasta al dente, pesce ottimo, e mezzelune di taleggio al burro e salvia, squisiti.

Come secondi ordiniamo: rognoncini di vitello al gorgonzola di Cavaglietto, ed anche questo piatto non delude il nostro palato e ci dimostra ancora la qualità della materie prime usate, e selezione di formaggi: Taleggio, Raschera, tome di capra, Maccagno, Gorgonzola di Cavaglietto in due stagionature, Castelmagno, accompagnati da miele e cugna, in un crescendo di bontà per una golosa di formaggi come me.

Il tutto accompagnato da un ottimo Nero d’Avola “Harmonium” 2004 dei Firriato.

Purtroppo non riusciamo ad assaggiare i dolci perché ormai oltremodo sazi e con i caffè arrivano le coccole: baci di dama, meringhette, tartufi al cioccolato e cedro candito.

Dalla creatività dello chef, senza perdere di vista la tradizione, e da materie prime di ottima qualità, accompagnata da una carta dei vini curata e di tutto rispetto che consta circa 350 etichette sia italiane che francesi, da un servizio molto attento (nel corso della serata il cestino del pane verrà sostituito prontamente e non mancherà mai vino nei nostri bicchieri), nasce un locale sicuramente da annoverare tra le nostre migliori esperienze in zona e consigliare a chiunque apprezzi la cucina di livello superiore.

Anche il rapporto qualità/prezzo, considerando che il vino da noi scelto aveva un costo di Euro 28,00 (con un ricarico onesto), è assolutamente ottimo.

Dulcis un fundo, lo chef a fine pasto esce dal suo regno e viene a raccogliere le sue ben meritate lodi.

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