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Recensione di del 10/05/2007

Agriturismo Il Molino

20 € Prezzo
7 Cucina
5 Ambiente
7 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Ottimo
Prezzo per persona bevande incluse: 20 €

Recensione

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Ciò che ho imparato frequentando gli agriturismo è questo: “O mangi la minestra o salti dalla finestra”. Anche per l’agriturismo “il Mulino” il motto è lo stesso ed è assolutamente plausibile dal momento che tutto ciò che viene proposto è frutto della selezione e della produzione assolutamente genuina e artigianale, della cascina.

Ci troviamo a Cavaglià, piccolo paesino tra Santhià e Biella, in particolare a pochi metri dallo svincolo autostradale di Santhià sulla A4, direzione Biella.
La location è ovviamente una cascina immersa nel verde (e, aihmè, tra le zanzare) tra campi di riso e balle di fieno, a cui si accede percorrendo una strada in mezzo ai campi, indicata comunque dall’insegna del locale dalla statale. Il parcheggio è agevole nel cortile di ghiaia. Un piccolo dehors all’aperto, consente anche di cenare all’aperto, idea immediatamente abbandonata a causa dei fastidiosi insetti.

L’ingresso è anonimo e ricorda vagamente un vecchio bar ARCI, con perline alle pareti, bancone in fondo. Un tavolo con una giara enorme di vetro trasparente, appoggiata su un tavolo, raccoglie eventuali mance lasciate dai clienti. A destra attraverso un piccolo disimpegno, si accede alla sala ristorante. Anche quest’ultima non mi ha colpito particolarmente: molto grande, con tavoli abbastanza distanziati, toni delle pareti sull’azzurro, e qualche quadro appeso qua e là. Nel complesso un ambiente piuttosto freddo e anonimo, senza slanci di originalità. In fondo alla sala un tavolo dedicato ai formaggi, un altro con oli e vari condimenti e una sorta di piccola credenza con esposti i vini.

Alcuni tavoli da due sono divisi solamente da un tavolo rotondo. Siamo in due e la ragazza presente in sala, ci fa accomodare su uno di questi accanto a un tavolo occupato da una coppia. L’apparecchiatura è essenziale con tovaglie color beige bicchiere per acqua e per vino e cesto del pane con grissini e pane di stampo industriale, appoggiato sul piccolo tavolino rotondo che funge da separè.

Ci viene subito offerto uno stuzzichino consistente in patatine tipo nachos e maionese artigianale dal forte sapore di limone. Chiediamo se è possibile avere un prosecco al calice, ma sono solamente disponibili vini a bottiglia e comunque niente prosecco.
La ragazza ci spiega che è possibile avere due tipi di menu: uno con cinque antipasti, carne alla griglia (la loro specialità) a scelta tra polletto alla griglia, tagliata di filetto di maiale, costata di manzo, spiedone di pollo e maiale o grigliata mista con spiedini salamella, costine e braciole e per finire dolce a scelta tra torta con crema alla birra o panna.

L’altro menu, invece prevede anche il primo piatto a scelta, di cui però non ho indagato, scegliendo la prima soluzione.
Nel menu è compreso anche il vino da loro imbottigliato rosso o bianco. La scelta cade sul rosso e la ragazza ci porta una Barbera piuttosto giovane con la bottiglia riportante il logo del locale.

Inizia la carrellata di antipasti, alcuni serviti da un vassoio comune.
Salame e salame al vin brulè: su un tagliere cinque fettine di salame e quattro di salame al vin brulè tagliato sottile. Il primo assolutamente normale, il secondo più gustoso.
Tomino con olio, prezzemolo e peperoncino: da un vassoio comune ci viene offerto un piccolo tomino, senza aglio e delicato.
Insalata di polletto e fagioli: piatto freddo, con fagioli “veri” e striscioline di pollo. Piacevole.
Carne cruda all’albese: sottili fettine di manzo dal colore rosso, con scaglie di parmigiano pepe e sedano. Ottimo. Ne chiedo un assaggio in più.
Asparagi burro e parmigiano: in un piatto ovale una manciata di asparagi assolutamente normali conditi con burro saporito di cascina e parmigiano.
Fin qui devo dire, nulla di eccezionale. Apprezzabile i sapori genuini dei piatti proposti, un po’ meno la quantità delle proposte. Avremmo volentieri preferito una fettina in più di carne o un cucchiaio in più di insalata di pollo, ma abbiamo entrambi notato come la ragazza sembrava volutamente non generosa nelle porzioni.
Supponiamo allora che la cena sarà abbondante.

Scegliamo quindi io la tagliata di maiale e il mio commensale lo piedone di maiale e pollo.
Appeso a una sorta di trespolo ci viene portato questo piedone. Il grasso della carne cola sulle zucchine e sui pezzi di wurstel presenti sullo spiedo e si adagia sul piatto sottostante andando a condire patate e pomodori alla griglia su di esso adagiati. La carne è ottima e abbondante in effetti.

Il mio filetto: mi aspettavo il classico piccolo filettino di maiale a cui sono abituata e invece mi arriva un pezzo enorme di filetto (alla faccia del maiale) con cottura decisamente al sangue (della quale, cottura, ero stata preventivamente avvertita) di colore insolitamente rosso, morbidissimo saporito, diciamo che non avevo mai mangiato un maiale così buono.
Nel piatto una patata piccola e un mezzo pomodoro grigliato.

Dopodiché, ci viene proposto l’assaggio dei formaggi. Esitiamo dato il senso di sazietà, ma poi ci avviciniamo al carrello su cui sono esposti i formaggi e scopriamo un’ampia varietà di tome più o meno stagionate, tutte diverse, all’incirca una dozzina, con accanto vasetti di miele scuro e salsa di pere.
Direi che l’assaggio è d’obbligo e rimaniamo completamente soddisfatti per avere ceduto alla piacevole tentazione.

Per finire il dolce: scegliamo la torta alla panna e ci arriva una piccolissima porzione di torta con pan di spagna crema pasticcera e poca panna un tantino deludente.
Per finire caffè, e grappe offerte di cui una con alloro e anice stellato, prodotta dalla cascina, molto gustosa.

Il conto: tutto quello che vi ho elencato, vino, acqua, formaggi compresi, per la modica cifra di 20 euro a persona!
Incredibile. Il menu con il primo costava 25 euro.
Rapporto qualità/prezzo decisamente vantaggioso. E’ chiaro che la scelta, come in tutti gli agriturismo è limitata a quanto proposto e di questo bisogna essere preventivamente consapevoli prima di scegliere un locale come questo.
Sottolineo la carne decisamente ottima e abbondante, i formaggi tipici di alpeggio da assaggiare assolutamente, per i quali varrebbe solamente la pena di tornare. Genuini, sì, ma non indimenticabili, gli antipasti.

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