Recensione di del 23/04/2019

La Taverna del Pian delle Mura

33 € Prezzo
7 Cucina
6 Ambiente
7 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 33 €

Recensione

Piuttosto fiducioso per aver letto una recensione, per quanto datata, di uno storico mangione, ho fatto tappa nei pressi di Vivo D’ Orcia con meta serale in questa Trattoria.

E nel complesso ci siamo trovati bene; pur se qualcosina in più me lo aspettavo.

Una volta parcheggiato, con qualche...difficoltà, mi sono lanciato con un balzo felino e sotto una pioggia battente, all’ interno di questo piccolo ristorante. La Taverna del Pian delle Mura è ospitata in un altrettanto piccolo edificio quasi immerso nella natura: descrizione piuttosto onirica visto il tempo e le tenebre, fatta sulla fiducia nel suddetto recensore.

Menu variabile a seconda delle stagioni e a seconda delle disponibilità delle varie materie prime.

Proprietaria molto disponibile a spiegare nei minimi dettagli sia i piatti proposti, che tutto ciò che ci sta dietro; dalle stagioni alla scelta dei fornitori. Filosofia che, quando non eccessiva e non sottointende “messaggi complessi”…, condivido abbastanza anch’ io.

Una tipica Osteria Slow Food.

Pochi tavoli disposti in due sale. Tavoli apparecchiati in stile corrispondente a quanto scritto sopra.

Possibilità di qualche coperto in più all’ esterno, nella bella stagione.

Menu interessante dal quale ho scelto: “ Orzotto con fagioli neri di Lucca e carciofi”. Una zuppa molto densa e altrettanto saporita. Buona e adatta al tempo da lupi che ha accompagnato il nostro finale di giornata. Gustata fino all’ ultimo cucchiaio.

Come sempre curioso, quando ho sentito che al posto della Faraona, veniva proposto “ l’ocio”, il maschio dell’ oca in toscano, non ho resistito.

E l’ ho ordinato, pentendomene quasi subito. Non perché fosse cattivo!

Anzi era molto saporito. Ma la lavorazione della parte edibile è stata lunga e laboriosa; non conoscendo per di più l’anatomia dell’ “ocio”.

Una comunque interessante esperienza; da non ripetere per quanto mi riguarda.

Infine il dessert: il “Caffè in forchetta”. Che aveva attirato fin da subito la mia attenzione. Una specie di panna cotta di caffè quasi puro e dal sapore di conseguenza intenso, con caramello e chicchi di caffè.

Così chiamato per la sua consistenza che permette appunto l’utilizzo della forchetta.

Buono ed originale. Anche se mi ha un po’ compromesso il sonno; essendo piuttosto sensibile al caffè serale. Salvo non lo metabolizzi guidando a lungo. Ma qui l’ hotel distava solo tre km dalla Locanda.

Anyway, una cena interessante, anche i piatti di mia moglie lo erano-anzi forse ancor di più- in un ambiente non banale e con un servizio attento e curato. E prodigo di spiegazioni.

Conto finale di 65 euro con Q/P normale calcolando che anche qui mi sono limitato ad un solo bicchiere di vino, rosso, della casa.

Spiegatomi anche quello, mi sono dimenticato di memorizzarlo.

Comunque fosse Sangiovese o fosse Montepulciano, mi è andato bene e mi è piaciuto nella sua categoria.

Foto della recensione

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