Per festeggiare un mese di matrimonio decidiamo di...

Recensione di del 24/10/2009

Osteria da Pietro

85 € Prezzo
9 Cucina
9 Ambiente
10 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Ottimo
Prezzo per persona bevande incluse: 85 €

Recensione

Per festeggiare un mese di matrimonio decidiamo di tornare all’Osteria da Pietro, che in precedenti visite ci aveva parecchio soddisfatto.

Dopo aver prenotato un paio di giorni prima, arriviamo verso le 20.30, e incontriamo il Sig. Pietro che ci accoglie calorosamente con un stretta di mano prima di farci accomodare al tavolo.

Il locale, risalente al Cinquecento, è situato nel pieno centro di Castiglione D/S, dopo la porta di ingresso si scende da una scalinata e si accede alla prima sala dove, oltre ad un ampio tavolo, fa bella mostra di sé un grande camino, sulla destra vi sono altre due sale con 4/5 tavoli ognuna.

Le sale hanno il soffitto a volta con pareti di colore chiaro e le porte color verde salvia, il pavimento in cotto e impreziosito da alcuni tappeti; i tavoli hanno un tovagliato a nido d’ape color ecrù, su cui svettano il calice per il vino e un bicchiere blu per l’acqua, i piattini per il pane, dei fiori freschi completano il tutto.

E’ presente inoltre il dehors che si affaccia sul cortile interno della casa, in altra occasione avevamo infatti cenato fuori apprezzandone l’atmosfera, in effetti il locale è estremamente curato con arredi di buon gusto.

Poco dopo esserci seduti una cameriera, che si rivelerà molto gentile e disponibile così come l’altro cameriere addetto al servizio, ci porge i menu che prevedono diversi piatti sia di impronta tradizionale che creativi; dopo un breve consulto optiamo entrambi per il menù degustazione, proposto a € 70,00.

Mia moglie chiede una piccola variazione al patron, la sostituzione dei ravioli di zucca con gli agnolotti di piccione con fegato grasso, poiché lei non ama particolarmente la zucca, variazione accolta senza problemi.

Dalla lista dei vini optiamo, visto il nostro amore per la terra di Toscana, un Nobile di Montepulciano Torcalvano (14°) del 2006 (24,00 euro) che si dimostrerà una buona scelta anche se non entusiasmante.

Come benvenuto ci vengono offerti dei bocconcini di polenta con lardo, della salsiccia avvolta nella pancetta fritta, oltre al cestino del pane che viene suggerito di intingere nel fantastico olio del Garda, versatoci in una apposita tazzina presente sul tavolo. Oltre a ciò il cameriere ci porge una crema di porcini con una capesanta, veramente squisita e con un accostamento azzeccato.

Incominciamo il tour previsto dal menu con il luccio in salsa, specialità tipica mantovana, che viene preparato con un pesto di capperi e olive taggiasche e guarnito con polenta, ottimo inizio.

Gli antipasti continuano con il baccalà con verdure, si tratta di un piccolo trancio con delle verdurine sminuzzate, molto delicato ma che non mi ha convinto appieno, forse l’assaggio meno gradito della cena.

Decisamente più interessante il terzo assaggio, delle lumache con spinaci. Anche qui siamo nel solco della tradizione, il piatto è decisamente gustoso apprezzato da entrambi.

Mentre osserviamo l’andirivieni del personale, che si muove con sincronia, viene portato il risotto ai pistilli di zafferano, robiola di roccaverano e una spruzzata di noce moscata.

A mio parere il piatto migliore della serata, sapore molto deciso per via dello zafferano, la robiola posta sopra il risotto è stata lasciata volutamente intera per meglio apprezzarne il sapore, mentre la punta di noce moscata ha dato quel tocco in più.

A seguire vengono serviti i ravioli di zucca con burro fuso per me, mentre per mia moglie gli agnolotti di piccione e fegato grasso.

I ravioli sono molto buoni, morbido e saporito il ripieno e sottile la sfoglia, anche mia moglie ha giudicato ottimi gli agnolotti, conditi del fondo bruno, anche se ha evitato il fegato grasso che era cosparso sopra il piatto, poiché risultava a suo giudizio troppo pesante.

Siamo già piuttosto pieni, anche se le porzioni sono calibrate proprio per arrivare al termine del menu, ed ecco che arrivano le costolette di agnello con salsa al marsala e tortino di patate e porri.
Le costolette sono leggermente rosate con la salsina che lega piuttosto bene, anche in questo caso abbiamo entrambi apprezzato la validità della mano in cucina, che se non sbaglio è gestita dalla moglie e dalla madre del patron, raro caso in cui nuora e suocera producono qualcosa di positivo insieme....

Terminato il piatto il cameriere pulisce il tavolo dalle briciole con una palettina e poco dopo ci porge il pre-dessert: una tazzina con crema alla vaniglia, della macedonia servita in un bicchierino, dei “brutti ma buoni” e dei biscotti alle mandorle, tutti assaggini molto buoni. Poco dopo arrivano i dolci, che abbiamo potuto scegliere direttamente dalla carta, torta delle rose con zabaione per me e pere al porto con gelato al fiordilatte per mia moglie.

Anche la torta è tipico della zona, si tratta di un dolce a pasta lievitata con un ripieno di burro e zucchero; già di per sé è ottima, abbinata poi allo zabaione caldo diventa sublime, ovviamente non bisogna guardare le calorie... Le pere sono buone, ovviamente più leggere, ma non sono entusiasmanti come l’altro dessert.

In definitiva abbiamo giudicato la cena estremamente positiva, per l’ambientazione che è molto elegante, per il servizio sempre disponibile e sorridente, ma ancor più per la cucina di ottimo livello.
Sicuramente i prezzi non sono “popolari”, ma se si tiene conto che tra i piatti previsti dal menu ed i vari piatti di apertura e predessert, sono arrivate 7/8 portate ritengo che il costo sia ampiamente giustificato.




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