Era da un po’ di tempo che avevamo intenzione, io ...

Recensione di del 03/01/2009

Osteria da Pietro

88 € Prezzo
8 Cucina
10 Ambiente
10 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 88 €

Recensione

Era da un po’ di tempo che avevamo intenzione, io e un mio amico, amanti della buona cucina, di provare il ristorante “Ostaria da Pietro”. Avendo programmato una giornata nei pressi di Mantova, abbiamo deciso di prenotare e degustare la cena.
Il ristorante, facilmente individuabile nel centro storico del paese, e ubicato in un vecchio edificio del 500, si presenta, sin dall’ingresso come un ambiente elegante, curato e di contenute dimensioni. Veniamo accolti da Pietro, con un caloroso benvenuto e una stretta di mano; con cortesia veniamo accompagnati al tavolo.
Il luogo è incantevole: incute quasi reverenza per storia e bellezza; i soffitti con volte a vela testimoniano la struttura antica dell’edificio. Sobri ed essenziali gli arredi delle sale e ben architettata l’illuminazione con lampadari moderni e luce a pavimento; quest’ultimo, in cotto, “riscaldato” da numerosi tappeti, i cui colori contribuiscono a creare un atmosfera calda ed elegante. Le tavole sono ben distanziate e apparecchiate con piattino per il pane e piccola ciotola per degustazione olio, calice da Chardonnay e un secondo calice in vetro colorato per l’acqua.

Iniziamo la cena con un calice di Franciacorta Chardonnay dai toni vivaci; un vino dal carattere deciso che unisce finezza, freschezza ed eleganza ad una buona struttura, dal profumo ampio e dal sapore poco aggressivo al palato. Ottima e gradita proposta.

Il menu, che avevamo precedentemente valutato sul sito web del ristorante, offre una buona varietà di piatti della tradizione culinaria mantovana, con rielaborazioni lusinganti; una sola proposta di degustazione a 75 euro.
Ordiniamo alla carta.

Nell’attesa, il benvenuto della cucina con uno stuzzicante appetizer costituito da un bocconcino di polenta con salame mantovano, crostino con lardo di Colonnata e un involtino di salamella al forno avvolta in una sottilissima sfoglia croccante; quest’ultimo incredibilmente saporito e sfizioso.
Un secondo assaggio con tre palline di formaggio tenero delicatamente aromatizzate alla paprica e ai semi di papavero.
Un assaggio di olio extravergine del Garda, profumato, dal colore tendente al verde e dal gusto fruttato con leggera sensazione di amaro e piccante e retrogusto di mandorla.

Un cestino con buona varietà di panini in piccolo formato e leggerissimi cracker, ottimi per degustare l’olio di oliva. Su suggerimento di Pietro ho accompagno i piatti con un calice di Barbera d'Asti Pomorosso 2005, un vino dal profumo di mora, amarena e con note speziate; lascia una lunga persistenza in bocca. Un vino di grande struttura.

Antipasti.
Lumache, carciofi e menta rosolate in padella con burro.
Delicato ma un po’ amaro il sapore d’insieme e poco “gommosa” la consistenza delle lumache rispetto al tradizionale; nell’insieme un ottimo assemblaggio degli elementi e ottima fusione dei sapori.
Luccio in salsa di olive nere taggiasche, capperi di salina, con patate all’olio extravergine.
Saporito e gradevole nella consistenza d’insieme.

Nell’attesa dei primi piatti, a sorpresa, crema di cannellini con pancetta croccante; molto delicata e saporita.

Primi piatti.
Maltagliati di pasta fresca con astice, melanzane e pomodorini.
Un piatto nobile e di discreta struttura, ma che non ha suscitato particolari emozioni di gusto.
Capunsei conditi con tartufo nero delle colline moreniche del Garda.
Una rielaborazione raffinata, di delicata consistenza risultante in un sapore deciso al palato; gusto e olfatto in piena sintonia percettiva.

Un ulteriore omaggio dalla cucina: tortelli di zucca conditi con burro fuso e parmigiano. Un piatto tipico con materie semplici ma di grande sapore.

Secondi piatti.
Gamberoni rosolati allo zafferano con sformato di pecorino e provolone auricchio.
Forte il contrasto tra le differenti consistenze e sapori degli elementi che costituiscono il piatto, con intense provocazioni al palato, le cui percezioni di gusto andavano dal sapido, all’amaro, allo speziato. Piatto non particolarmente apprezzato.
Costolette di agnello rosolate con zenzero, salsa al marsala su tortino di patate.
Ottima preparazione del piatto, ma non sorprendente per originalità di gusto.

Abbiamo rinunciato al dessert, tuttavia, con i caffè ci è stata servita della piccola pasticceria di loro produzione. Deliziosa.

Conclusioni.
Una cena splendida caratterizzata da un servizio attento e impeccabile dove l’eleganza e la sobrietà nella scelta delle porcellane da tavola (Villeroy & Boch) esalta ulteriormente le pietanze nella loro presentazione.
Conto finale: 175 euro, di cui: 14 € per i due calici di Franciacorta, 8 € per il calice di Barbera e 15 € per acqua e caffè.

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