Sono a Cefalù, uno dei più bei borghi marinari che...

Recensione di del 12/05/2012

Nangalarruni

38 € Prezzo
8 Cucina
7 Ambiente
7 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 38 €

Recensione

Sono a Cefalù, uno dei più bei borghi marinari che abbia mai visitato: devo cenare. Qui è tutto turistico per cui decido di cambiare aria. Mi consigliano Castelbuono, un piccolo paese collinare distante 12 km, subito alle porte del Parco delle Madonie. Sono decisamente malato e associo subito il paese ad un locale tipico, pluricerebrato da Slow Food come strenuo difensore delle tradizioni culinarie siciliane: parto in quarta o meglio in seconda stante le innumerevoli curve che devo affrontare per raggiungerlo. Non mi pentirò della scelta, in primo luogo per la bellezza del paese che raccoglie stupende vestigie delle varie dominazioni sicule, per la vivacità dei suoi abitanti (strade colme di gente sino a tarda notte con tantissimi giovani), ma soprattutto per l’esperienza culinaria nel locale di Giuseppe Carollo, patron del Nangalarruni. Cominciamo proprio da quest’ultimo che, stanco di girovagare per mezza Europa, nel 1984 torna al paese natio ed apre questo locale il cui nome deriva dal tipico strumento musicale a bocca siciliano (scacciapensieri, marranzano od appunto nangalarruni, così suole dire da queste parti).
La parola d’ordine è materie prime locali di eccellenza, cucina a chilometri zero e vino in quantità e qualità. Sì perché, per chi lo desidera, è possibile fare una iscrizione gratuita all’UVA (unione volontaria alcolizzati) di cui Giuseppe è logicamente il presidente.
Il ristorante è ubicato proprio nel centro di Castelbuono, a pochi passi dal corso principale: arredamento tipico di una trattoria, ma con luci un po’ soffuse e vino un po’ dappertutto. Menù basato su verdure, funghi (in gran quantità), carne di manzo e di maialino nero delle Madonie.

Decidiamo di mantenerci relativamente leggeri; sformato di verdure, funghi e ricotta come antipasto, ottimo, ed un primo, ma di eccellenza. Giuseppe infatti ci propone una chicca: uno spaghetto di grano duro al basilisco. No, non è un rettile, bensì un pregiatissimo fungo che si trova nelle Madonie solo nella tarda primavera. Esperienza superlativa: spaghetto cotto perfettamente saltato in padella con lamelle di basilisco profumatissime, compatte e di sapore intenso. Indimenticabile. Associo al tutto un po' d’acqua minerale (poca in realtà) ed una bottiglia di Nero D’Avola dell’azienda Morganti, decisamente piacevole.

Pensierino finale: una osteria tipica, obbligatoriamente da visitare se si è in zona. Cucina del territorio, funghi e vino a volontà, clima amichevole. Consigliato caldamente.

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