Nella terra della grassa Bologna sono pochi i rist...

Recensione di del 07/02/2007

Il Sole - Antica Locanda del Trebbo

145 € Prezzo
8 Cucina
8 Ambiente
7 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Scarso
Prezzo per persona bevande incluse: 145 €

Recensione

Nella terra della grassa Bologna sono pochi i ristoranti che puntano in alto e il Sole è certamente uno di questi. A Trebbo di Reno nella prima periferia di Bologna e soprattutto fuori dal caos cittadino è qui che si trova il Sole anche noto come "Antica locande del Trebbo" ricavato da una vecchia stazione postale di fine ottocento

Appena arrivati, ci accogli subito un signore attempato, che scopriremo più tardi essere il padre dei fratelli Leoni ovvero i maestri della cucina. Ci vengono prelevati i cappotti e ci accompagnano al nostro tavolo dove approfittiamo per scambiare quattro chiacchere, tanto per rendere l'atmosfera più rilassata; subito ci viene chiesto se gradivamo un calice di champagne o un loro aperitivo, per l'occasione un gin fiz caldo-freddo, optiamo per quest'ultimo, ci viene servito in una coppa martini, gradevole il contrasto del ghiaccio con la spuma tiepida in superfice ottimo preludio per questa cena.

Nell'attesa dei menu approfitto per dare un'occhiata all'ambiente che noto essere suddiviso in tre sale, più una bella veranda ad uso estivo, due gli ambienti più grandi e uno, il nostro, più intimo con soli tre tavoli tondi ben distanziati. La cura degli arredi a mio avviso lascia un po' a desiderare, con un commistione di troppe tipologie, dalle mensole laccate nere con faretti inglobati, al legno da rivestimento verde, al tappeto rosso, al pavimento di altro colore ancora. La tavola è ampia ma anche qui non particolarmente curata, forchetta, coltello e tovagliolo beige della stessa stoffa della tovaglia, bicchiere dell'acqua, del vino e null'altro, risultando così un po' scarna.

Pochi minuti di attesa e ci vengono portati i menu, e qui finalmente niente da ridire, la scelta è ampia in tutte le portate, si spazia dal mare alla terra in una giusta proporzione, mai perdendo di vista gli ingredienti tipici del nostro territorio, ritroviamo infatti i passatelli, i capelletti, il tartufo, il manzo, il tutto ovviamente rivisitato e presentato in chiave moderna, senza mai smontare eccessivamente la struttura di questi piatti di tradizione; sono presenti anche due menu degustazione e cosa molto piacevole ci viene fornita una carta delle acque con una quindicina di tipi diversi, sia nazionali che internazionali. Che dire? Certo fa piacere avvertire questa ricerca del prodotto, nel casa dell'acqua la scelta, a mio avviso è più per curiosità che per gusto o qualità, comunque sia optiamo per una bottiglia di naturale scozzese, "Royal deeside".

Fiore all'occhiello de Il Sole è certamente la carta dei vini, di notevole importanza con una selezione ampia di tutte le regioni italiane e un'attenzione particolere per i territori vocati come la Toscana e il Piemonte, ben fornita anche la parte storica e la sezione dedicata all'estero con un'ovvia prevaleza della Francia. La nostra scelta ricade su un vino del territorio per la precisione il "Bonzarone 2001", cantina dei colli bolognesi, Tenuta di Bonzara, indicato in etichetta come, Colli bolognesi rosso, in realtà un grande Cabernet, con profumi strutturati ed immediati, ottima senzazione in bocca, un vino che si lascia bere molto volentieri.

Torniamo alla nostra cena, nell'attesa di entrare nel vivo della serata ci viene portato un piatto di benvenuto, per me una simpatica mini zuppiera con cappelletti in brodo di cappone, ben fatti, nella pasta e nel ripieno e soprattutto al dente, ottimo anche il brodo.

Dopo un giusto tempo di attesa ci viene servito l'antipasto, fegato grasso d'oca in cocotte di rabarbaro caramellato al caffè e spuma di mais, sublime, forse come antipasto leggermente pesante, altro appunto che mi sento di dire è che lo avrei presentato perlomeno tiepido e non freddo com'era, pregevole ed originale la spuma di mais che si abbinava splendidamente al fegato grasso.

Per continuare, come primo mi viene servito, un risotto al formaggio di capra e salsa tartufata con piccione, splendidamente mantecato il risotto, forse leggermente al dente ma pregevole, ottimo l'abbinamento col piccione, che risultava perfetto nella cottura.

Si passa al secondo, Tartare di manzo alla Capaldo>: in un piatto di ceramica bianca rettangolare ed allungato, sono posizionati cinque cubetti di tartare, ognuno dei quali abbinato ad un ingrediente diverso, si va dal primo con germogli di soia e riso sushi, forse il più gustoso, si passa al secondo e terzo rispettivamente con tartufo bianco e tartufo nero, per procedere col quarto dove vengono abbinati degli spinaci e si conclude con una marmellata di frutta e goccie di liquirizia. Bello nella presentazione, ma con alcuni alti e bassi negli abbinamenti, buono con il riso e i germogli, non altrettanto con marmellata e liquirizia.

Visto il tempo residuo e la curiosità, approfitto per richiedere il menu e ordinare un dolce, cercavo qualcosa di leggero e rinfrescante e opto per, Insalata di mango e gelato al timo. Qui i fratelli Leoni sono inciampati clamorosamente, il gelato era anche buono, peccato che dopo poco fosse sciolto, l'insalata di mango, sepolta sotto alle palline di gelato era del tutto anonima, forse per colpa di un mango non al giusto punto di maturazione, in definitiva un dolce da dimenticare.
Decisamente più gustoso il mini tortino al cioccolato aromatizzato al rosmarino che ci è stato portato come pre-dessert.

Concludiamo la serata con un immancabile caffè. Con gentile concessione dei fratelli Leoni e accompagnato dal padre approfitto per fare un giro nella cantina appena sistemata. Anche con quest'ultimo fuori programma il giudizio complessivo non è dei migliori per un locale che punta molto in alto, non voglio certo dibattere sui 145 euro di spesa, ma piuttosto sul servizio, che non può permettersi di sbagliare acqua tra naturale e gasata, oppure leggere l'etichetta del vino per sapere di che cosa si tratta, anche nei piatti ci sarebbe qualche ritocco da fare. Quello che in ogni caso rimane è la grande ricerca delle materie prime e la voglia di proporre la cucina della nostra tradizione in modo originale e perchè no anche divertente.

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