La mia compagna ed io decidiamo di provare l'Hoste...

Recensione di del 18/12/2011

Hosteria La Cave Cantù

48 € Prezzo
8 Cucina
8 Ambiente
8 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 48 €

Recensione

La mia compagna ed io decidiamo di provare l'Hosteria La Cave Cantù in una tranquilla, tersa, ma piuttosto fredda domenica sera di dicembre. La mancanza di nebbia o foschia, piuttosto comune in questa zona, permette di apprezzare fin da subito lo stupendo panorama notturno che la terrazza naturale della Certosa Cantù offre agli avventori. L'edificio ha sicuramente subito un restauro conservativo: lo si nota anche dall'ordinato ciottolato del parcheggio, dell'androne e dell'ampio cortile (che pare molto interessante in estate). Fasci di luce dal basso esaltano efficacemente la struttura nella notte.
L'ingresso avviene da una delle porte-finestre che danno sul cortile, direttamente in una delle due sale (la più piccola) che costituiscono il locale. Veniamo fatti accomodare ad un tavolo in un angolo della sala principale, dal quale possiamo contemplare con calma i dettagli d'arredo. La prima impressione è decisamente positiva: colori caldi, luci soffuse, tavoli abbastanza distanti tra loro, piuttosto ampi ed apparecchiati in modo semplicemente elegante, eleganti come le comode siede dall'alto schienale. Tutte informazioni che si possono reperire direttamente dalla fotogallery del sito: noi non possiamo far altro che confermare con la nostra esperienza diretta.
Giancarlo, il gestore del locale insieme alla moglie Camille, ci si fa incontro e ci recita a voce le proposte dell'osteria: sono parecchie, sia di terra che di mare, anche se appare fin da subito evidente che uno dei punti di forza del locale sia la cospicua offerta di pescato, cucinabile, a scelta del cliente, con differenti cotture. Noi, reduci da un impegnativo week-end gastronomico in Riviera, scegliamo di orientarci sulle proposte di terra.
Iniziamo con un antipasto a testa: la mia compagna sceglie un misto caldo di verdure, io un misto di salumi. In attesa dei piatti ci vengono serviti l'acqua ed il vino: per accompagnare il pasto la nostra scelta cade su un più che discreto (e dall'ottimo rapporto qualità/prezzo) Oltrepò Pinot Nero “Brumano” 2006 di Ruiz de Cardenas, produttore proprio di Casteggio. Approfitto di questo dettaglio per una breve menzione della carta dei vini: non è immensa, ma è piuttosto completa. Un'intera sezione è giustamente dedicata al territorio ed ai suoi tesori spesso dimenticati, su tutti l'OP Spumante Metodo Classico ed il Pinot Nero, che probabilmente in questi luoghi non dà il meglio di sé né produce risultati accostabili alle vette qualitative della Borgogna né a quelle dell'Alto Adige, ma comunque consegna prodotti più che dignitosi, grazie all'impegno di alcuni, tra cui il sopracitato Ruiz de Cardenas.

Arrivano gli antipasti: sono entrambi buoni, forti della loro semplicità.
Terminati gli antipasti ci si fa nuovamente incontro Giancarlo per offrirci un nuovo ventaglio di opzioni per il primo: anche qui la scelta è piuttosto ampia, ed è altrettanto difficile prendere una decisione. Re tra i primi sono senz'altro i risotti, declinati in vario modo, e gli spaghetti ai frutti di mare (che serviti in quel momento nel tavolo a fianco appaiono molto ben presentati ed abbondanti). Noi invece prendiamo un'altra strada: tagliolini al tartufo per la mia compagna, mentre io opto per gli gnocchetti verdi con speck e finferli. Entrambi i piatti sono più che discreti per il gusto, così come valida è la presentazione. La nostra preferenza va sicuramente agli gnocchetti, soprattutto a causa di un tartufo nero scipito e poco aromatico.
Veniamo ai secondi, o meglio al secondo, dal momento che decidiamo di condividere una tagliata di manzo: la carne è tenera, succosa e cucinata al punto giusto. E' accompagnata a nostra richiesta da un mix di patate al forno e verdure grigliate. La scelta di piatti è comunque ampia, sempre con una leggera prevalenza di secondi a base di pesce, se la memoria non ci fa difetto.
Concludiamo la nostra cena ancora condividendo una mousse al cioccolato certamente soddisfacente ma non indimenticabile: ad accompagnare due piccoli calici di Recioto di Gambellara. La mezza bottiglia, utilizzata per la mescita, viene lasciata al tavolo a nostra disposizione, particolare gradito ma di cui non approfittiamo.
A seguire, per chiudere veramente, caffè ed ammazzacaffè (per me) a base di Caol Ila 12 yrs, servito ottimamente con bicchiere di acqua ghiacciata a parte.

Conclusioni: il nostro giudizio è complessivamente buono ed il locale merita sicuramente altre future visite. L'ambiente costituisce forse l'aspetto più convincente della nostra esperienza, supportato tuttavia da una cucina convincente e da una scelta di piatti che ci ha soddisfatto, così come il servizio attento e cortese di Giancarlo e Camille.
Persino il conto, che poteva risultare inaspettatamente sgradito a causa della mancanza di una carta cui fare riferimento, è risultato corretto e perfettamente nella media: 95 euro.

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