Arrivati a destinazione io e la mia metà alla cano...

Recensione di del 01/03/2009

Osteria San Guido

35 € Prezzo
7 Cucina
7 Ambiente
7 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 35 €

Recensione

Arrivati a destinazione io e la mia metà alla canonica ora di pranzo domenicale (ore 13:30), ci sediamo, avendo debitamente prenotato un tavolo giorni prima, in questo caratteristico ristorante ristrutturato circa un decennio fa quando il Marchese del posto decise di dare una svolta culinaria all'ampia scuderia che prima vi sorgeva: risultato, un ambiente molto carino e confortevole anche se con alcune piccole pecche da globalizzazione che lasciano francamente perplessi in una cornice carducciana (vedi bicchieri ikea).
Croce e delizia iniziale, il menu: positivamente limitato ai piatti del giorno (segnale di freschezza e genuinità), ma limitata la scelta (tre primi e tre secondi).

Si parte con l'antipasto toscano: salumi locali, bruschetta al pomodoro e ai fegatini, trancino di frittata di zucchine e melenzana grigliata al naturale. Niente male ma di certo non indimenticabile.

Primi.
Io prendo i ravioli al ragù di chianina (un primo che scelgo molto spesso proprio per testare la saggia semplicità della cucina del posto), e lei opta per una lasagna alle verdure con una base costituita da una succulenta cremina ai pomodirini freschi.
Piena sufficienza per i ravioli, un otto tondo per la gustosa lasagna, consigliata a tutti coloro i quali amano la cucina tradizionale con quel pizzico di personalizzazione innovativa che ti fa identificare il posto in cui sei andato con la pietanza che hai gustato.
La mia compagna cede con onore le armi ed io, imperterrito, proseguo.

Tenero e saporito brasato di vitello al vino rosso con contorno di cipolline gratinate. Il tutto innaffiato da un corposo Bolgheri Donna Olimpia vendemmia 06: barricato 12 mesi, gradazione 13,5° il giusto equilibrio per un Bolgheri da pasteggio; superare tale gradazione rischia di inebriare eccessivamente i sensi a discapito del gusto.
Da notare positivamente la genuina "traccia" di olio crudo del posto lasciata cadere dallo chef al termine della cottura di ogni pietanza sottoposta al nostro palato.

Un'esperienza nel complesso di sicuro positiva, che non passerà alla storia, ma che comunque, considerato l'ambientazione e il discreto rapporto qualità/prezzo ci ha fatto trascorrere una serena domenica di fine inverno.

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