Ho riflettuto a lungo prima di redigere questa rec...

Recensione di del 02/09/2012

San Martino

30 € Prezzo
7 Cucina
4 Ambiente
7 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Scarso
Prezzo per persona bevande incluse: 30 €

Recensione

Ho riflettuto a lungo prima di redigere questa recensione per il disagio di descrivere un pranzo non soddisfacente servito da una signora di cui ho apprezzato garbo e gentilezza, unitamente al desiderio di assicurare il gradimento dei propri clienti. Pur attribuendo un grande valore alla qualità del rapporto umano, in generale ed in particolare di chi per professione è a contatto con il pubblico, ho dovuto ricordare a me stesso che il primo piacere che si persegue in un ristorante è la fruizione di una cucina che appaghi il proprio gusto, in un ambiente gradevole e tale da favorire una rilassata convivialità. Alla fine, con lo spirito di rendere un servizio utile alla comunità dei Mangioni, ma anche di segnalare allo stesso gestore le inadeguatezze a cui porre utile rimedio, mi sono deciso ed ecco qui la descrizione del mio pranzo alla Trattoria San Martino.

La scelta di questo locale, non censito da ilmangione.it, mi è stata suggerita da una recensione comparsa un mese prima sul Corriere della Sera, ove venivano messe in risalto le capacità del giovane chef.
Con un giorno di anticipo, prenoto un tavolo per quattro. Mi risponde lo chef, che con grande gentilezza mi avverte che il giorno successivo sarebbe stato un po’ particolare a causa di un suo impegno per cucinare in un altro contesto. Vengo comunque rassicurato sulla possibilità di consumare piatti ben fatti, semmai con una possibilità di scelta un po’ ridotta.
Ritenendo che ciò non costituisca un problema, confermo il nostro arrivo per l’indomani.

Il locale, situato nel centro di Cassina, all’esterno ha l’apparenza di una vecchia trattoria sistemata in un anonimo edificio del paese.
All’ingresso, ci si trova in un locale frequentato da gente del posto ove campeggia un grande banco da bar. Su un lato sono disposti dei vassoi di antipasti di verdure. Su un altro lato sono disposte alcune "abominevoli" slot-machine. Sul muro è appeso un televisore a schermo piatto che rimarrà acceso, seppure a volume non altissimo, per tutta la durata del nostro pasto.
Da questo locale si accede ad un ambiente migliore, ove, sui lati dotati di finestre, sono sistemati tavoli con panche di legno su tre lati. Le panche laterali sono più lunghe del necessario, tanto che, per due volte, sedendomi sulla sedia a fianco, vi ho battuto una ginocchiata.
Il tavolo è apparecchiato con tovaglia di stoffa, tovaglioli di carta, sottopiatti dall’aspetto plasticoso, stoviglie in stile trattoria senza pretese. Al centro un contenitore di grissini industriali.

La gentile signora che ci ha accolto, ci ricorda che non tutti i piatti elencati nel menù sono oggi disponibili, ma tra quelli fruibili optiamo con convinzione per quattro risotti ai porcini, tre medaglioni di faraona ed un tomino alla piastra.
Dalla minimale lista dei vini scegliamo un Rosso Valtellina 2006 Cantina Gallo, che ci viene portato in tavola già aperto e che mi è parso di qualità inferiore ad altri vini valtellinesi assaggiati anche recentemente.
Insieme al vino, ci vengono portati dei calici con serigrafato il livello di mescita corrispondente a 10 centilitri ed il marchio Vigne Regali, che fanno pensare ad un omaggio della stessa ditta.
Nell’attesa la signora ci porge un tagliere con salame affettato, omaggio della cucina, in attesa della cottura dei risotti. Insieme al salame, abbastanza buono, ci vengono portate delle ottime michette, croccanti e morbide, vuote all’interno, prevedibilmente prodotte dal forno distante pochi passi dal ristorante.

Il riso ai porcini, ci viene servito con un livello di cottura medio, espressamente richiesto, come compromesso per rispondere ai desideri di chi lo voleva più o meno cotto.
In superficie, la cucina ha aggiunto olio d’oliva dal colore intenso. Per contro, i porcini sono poco visibili. Il piatto non emana il profumo che ci saremmo aspettati ed il sapore dei pochi porcini presenti è appena avvertibile. Non possiamo affermare che il piatto sia cattivo, ma da porcini ben cucinati ci saremmo aspettati molto di più.

I medaglioni di faraona, sono in realtà dei pezzi di petto ed altre parti parzialmente disossate, accompagnate da polenta e patate arrosto. La faraona, in un sugo con un po’ di funghi, tra i quali riconosco porcini e finferli, ha un sapore scialbo e per di più è anche quasi fredda. Richiedo pertanto una ripassata nel microonde, ove prevedibilmente era già stata prima di essere servita.
Il tomino alla piastra viene presentato in un piatto con al fondo un sughetto non identificato da chi lo aveva ordinato, con l’accompagnamento di spinaci (o erbette) e di un crostino di pane abbrustolito. Non l’ho assaggiato, ma non è stato oggetto di critiche.

Come dessert, due millefoglie alla crema ed uno strudel di mele con una pallina di gelato al limone, giudicato mediocre da mia moglie, che tra l’altro non ha gradito il gusto del gelato in accompagnamento.
Per finire, tre caffè e amaro Spluga, la cui bottiglia ci è stata lasciata a disposizione, alternativa al ben più noto e, a mio avviso migliore, Braulio.

In sintesi, la cucina è stata una delusione, a cui tuttavia non mi sento di negare la sufficienza, concedendo alla gestione che la presenza dello chef avrebbe assicurato un livello qualitativo migliore.
Il servizio, pur con le manchevolezze descritte, è stato caratterizzato da una gentilezza estrema. La signora mi ha invitato ad andare nel vicino comune di Maggio a trovare suo figlio che cucinava per la festa del paese e si è augurata di poterci avere un’altra volta come ospiti. Francamente sulle prime non ne siamo rimasti entusiasti, ma forse potrebbe essere concessa una seconda chance a questo locale per verificare il livello qualitativo in condizioni standard.
L’ambiente della sala pranzo non è sgradevole, anche se poco curato. I piatti di antipasto nel bar ed il televisore acceso non sono il massimo. Le slot-machine all’ingresso sono un pugno nell'occhio e le toilette non sono per nulla all'altezza delle mie aspettative.

Il conto di 122 euro per quattro persone è in linea con quelli praticati in zona, ma la modestia della cucina e le manchevolezze dell’ambiente, rendono scarso il rapporto qualità/prezzo.
Nel dettaglio: 36 euro per quattro primi, 46 euro per quattro secondi, 18 euro per tre dolci, 4,50 euro per tre caffè, 15 euro per una bottiglia di vino e 2,50 euro per l’acqua minerale, niente coperto; l’antipasto di salame e l’amaro sono stati offerti.
Ricevuta fiscale n.695 del 2 settembre 2012

Considerando le manchevolezze riscontrate, mi sento in dovere di terminare dando alcuni suggerimenti al gestore, il cui garbo mi fa pensare ad una disponibilità ad accettare critiche ed a mettere in atto azioni correttive.
La mamma dello chef mi ha detto che suo figlio non sa dire di no quando gli viene chiesta una cortesia e non ha saputo rifiutare la richiesta di cucinare per la festa del paese. Purtroppo non sapere dire di no può comportare risvolti negativi e inconciliabili con l’attività del ristorante, che credo debba costituire il focus della gestione. L’opportunità di fare delle scelte vale anche per il televisore e soprattutto per le slot-machine, che saranno forse un motivo di attrazione per il bar, che si è costretti ad attraversare, ma sono incompatibili con la gestione di un ristorante che si rispetti.
Da ultimo ritengo necessario un immediato riordino delle scale che conducono alla toilette e altamente consigliabile una radicale modifica della toilette stessa.

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