In Casatenovo conosco bene l’Enoteca Rocca, sempre...

Recensione di del 23/04/2010

Rocca

21 € Prezzo
5 Cucina
7 Ambiente
6 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 21 €

Recensione

In Casatenovo conosco bene l’Enoteca Rocca, sempre ben fornita di etichette molto particolari, ma non mi ero mai avventurato a provare il ristorante di proprietà, che si affaccia su una delle strade principali del paese. A livello di cucina, mi aspetto sia supportata dal medesimo team che sviluppa - con buona reputazione - attività di catering nella zona: curioso, lo sperimento in un giorno infrasettimanale all’ora di pranzo, entrando quando non ci sono ancora altri avventori ma col forno delle pizze già caldo e pronto alle ordinazioni.

Il locale è studiato per potersi configurare anche da wine bar, potendo servire un gazebo esterno, capace di un’ulteriore quindicina di coperti: all’interno, l’arredamento moderno si integra perfettamente col movimento architettonico dell’ambiente, in cui si alternano rientranze ad arco con mattone a vista e scaffaliere in cui tanto buon vino è in bella vista. E’ bello e particolare anche l’effetto “tenda” ottenuto facendo calare file di calici dal soffitto, utili per separare ulteriormente diversi settori dell'ambiente. Il bancone del bar all’ingresso fa da contraltare ad un ampio piano - di supporto al forno delle pizze - posizionato in fondo al locale.
Chiedo per prima cosa ad una delle due cameriere in sala se sia possibile optare per menu alla carta invece dell’offerta guidata a prezzo fisso e mi viene data conferma al momento in cui veniamo fatti accomodare: la tavola è apparecchiata in modo minimalista, con tovagliette all’americana (plastificate in modo “artigianalmente orginale”, tutte diverse tra di loro, personalizzate con temi della Brianza e dell’enologia in genere) e tovagliolo di carta.

Il menu – partendo dal fondo – presenta varietà estesa di pizze, secondi di carne che non hanno nulla da invidiare - almeno sulla carta - a quanto proposto dalle “Steak House”, una buona offerta di primi e quattro antipasti freddi. Visti i tempi ristretti, decidiamo di andare per un tagliere di salumi e formaggi – tagliere attraente perché conclamato con miele e mostarde di cui c’è ampia varietà in esposizione - e per una porzione di bue affumicato.
Chiedo a questo punto la carta dei vini e mi trovo “spiazzato”, in quanto mi viene presentata una lista non particolarmente estesa, senza indicazione alcuna di Cantina o di annata. Deluso decidiamo per due calici di Sfursat, unico vino offerto al bicchiere insieme al Brunello. La mia delusione continua al momento in cui il calice mi viene portato senza alcuna informazione sulla bottiglia di provenienza. Ci sono difficoltà da parte della cameriera nel sapermi dire di più: devo sbirciare io stesso sul banco per scoprire che proviene della Cantina Triacca, Tenuta La Gatta. Lo Sfursat, ottimo, impiegherà almeno una decina di minuti a cominciare a dare il suo meglio, provenendo da una bottiglia appena stappata.

In attesa dei piatti, ci viene portato il cestino del pane, che con piacevole sorpresa è arricchito dalla presenza di spicchi di focaccia calda, testé sfornata. Meno soddisfazione invece con l’arrivo dei piatti. Molto sottile il carpaccio di bue affumicato, presentato con formaggino fresco di Montevecchia al centro del piatto, condito con olio di qualità: si fa gradire ma senza lasciare traccia a livello di sapore. Di minor spessore invece il tagliere: i salumi – diversi, con presenza di crudo, bresaola e salame a pasta grossa - denotano una provenienza industriale, che in quel di Casatenovo ha quasi dell’ovvio. Meno ancora regalano i formaggi, tutti a pasta molle, che non si lasciano ricordare se non per la presenza di una spruzzata di pepe che è quantomeno originale. Pur cercando di affogare i formaggi nella buona qualità del miele e della mostarda di cipolle, la quantità dell’accompagnamento è così scarsa da finire troppo presto.
Cerchiamo di consolarci con un dolce, andando a scegliere due porzioni di tiramisù della casa, preferito alle quattro/cinque offerte di torte tutte di produzione propria. Presentato in bicchiere, di questo tiramisù incuriosisce positivamente la presenza di canditi all’arancia affogati nel caffè: si sente però la mancanza di freschezza nella crema che “soffre di anzianità”.

Con due caffè, si chiude a 42 euro: se si considera che 12 euro sono dovuti ai due calici di Sfursat, 15 euro a testa (di cui 1 euro per il coperto, 1 euro per il caffè, 2 euro per il dolce) sono un prezzo “onesto” per un pranzo senza acuti: molta apparenza ma poca sostanza, però con ricarico assolutamente accettabile.

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