Per superare la nostalgia di Pontremoli appena las...

Recensione di del 21/11/2008

La Taverna - Antica Osteria di Chero

30 € Prezzo
7 Cucina
6 Ambiente
7 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 30 €

Recensione

Per superare la nostalgia di Pontremoli appena lasciato e concludere degnamente il pomeriggio trascorso gioiosamente con i miei cari, ho quasi imposto l'idea di regalarci una cena in qualche luogo adeguato e preferibilmente situato lungo la via del ritorno. La scelta pare mi abbia dato ragione: questa volta infatti non sono stato bersaglio di sarcastiche allusioni da parte di mio figlio e, soprattutto, di mia moglie che risultano essere giudici alquanto severi relativamente alle mie, secondo loro, frequenti insane proposte culinarie. Mia figlia, per antico pudore, non commenta anche se il suo ritrovato appetito mi è sembrato piuttosto eloquente.

Il locale si trova nel piacentino, lo si raggiunge percorrendo l'autostrada A1, uscita Fiorenzuola seguendo poi le indicazioni verso Carpaneto dove, con un briciolo di buona sorte, si arriva a Chero, minuscola frazione in cui pare risultano prosperare più ristoranti che abitazioni. Essendo i primi commensali della serata abbiamo il avuto tempo di guardarci intorno: il locale è ricavato all'interno di una vecchia costruzione, soffitto basso caratterizzato da travi a vista, arredamento e stoviglie di dignitosa fattura.

Si inizia: i “pisarei e fasò” cucinati "basotti", brodosi e con le cotiche come vuole la tradizione, bortellina o forse è meglio dire "burtlèina" (sottile disco di pasta fritta) accompagnata dai classici salumi emiliani, tortelli piacentini al burro e salvia e fagottini di castagna con ragù di zucca e uvetta.
Una citazione particolare la meritano i "pisarei e fasò" che praticamente cancellano dalla memoria quelli che sino ad ora mi erano stati propinati come tali: una vera scoperta. Muovo invece un appunto alla preparazione dei fagottini, pasta ottima di giusta consistenza ma, ahimè, particolarmente insipidi.

A seguire: petto d’anatra in salsa di miele e vino rosso e selezione di formaggi, erborinati compresi, con gelatine. Miele e vino rosso hanno deliziato il palato esaltando le fettine di carne cotte al punto giusto.

Dessert: torta casereccia, budino al cioccolato e cioccolatini della casa ai sei sapori: preparazioni semplici ma non per questo scontate, decisamente gustose e ben realizzate.
Ad accompagnare la cena, come vuole l'ormai consolidata tradizione famigliare, tre bottiglie rigorosamente d'acqua con la licenza di un, solo uno, bicchiere di ottimo Porto per il sottoscritto.

Il servizio: cordiale, preciso e inappuntabile. I titolari poi si sono dimostrati oltremodo disponibili anche a soddisfare alcune nostre ovvie curiosità mostrando inoltre di amare il loro lavoro in funzione di ciò che esso può e vuole rappresentare. In sintesi: cucina profondamente radicata alla tradizione, esaltata da materie prime di buona qualità cucinate con passione anche per l’indubbio piacere di voler proporre e riscoprire antiche e memorabili preparazioni che, credo, ai più siano del tutto sconosciute.
Nostalgia del tutto passata, si torna a casa commentando con piacere la giornata e la mia scelta, questa volta azzeccata, non è forse vero Pietro?
Prezzo a persona: 30,00 € tondi, tondi.

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