Il ristorante Il Frantoio si trova nel comune di C...

Recensione di del 25/04/2010

Il Frantoio

28 € Prezzo
8 Cucina
9 Ambiente
9 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Ottimo
Prezzo per persona bevande incluse: 28 €

Recensione

Il ristorante Il Frantoio si trova nel comune di Carasco, nell’entroterra di Chiavari. Per chi proviene dall’autostrada A12, si consiglia l’uscita di Lavagna, poi si seguono le indicazioni per Carasco. Poco dopo la salita di San Lazzaro, si imbocca una stradina in discesa (c’è il cartello con le indicazioni del ristorante), si prosegue dritti fino a quando sulla destra si trova l’insegna del locale. È una strada secondaria in una zona dove ci sono capannoni e cantieri marini, essendo domenica sera troviamo facilmente parcheggio in una piazzaola adiacente il ristorante.
A piedi imbocchiamo la salita che conduce alla porta d’ingresso, varchiamo la soglia e saliamo una rampa di scale, poi sul pianerottolo superiamo la porta del bagno ed entriamo nella sala del ristorante.
La sala è ampia, sulla sinistra notiamo una grande tavolata apparecchiata, scendiamo un gradino, superiamo alcuni tavolini e ci dirigiamo verso il banco bar dove ci attende un ragazzo che ci chiede se abbiamo prenotato. Dopo aver risposto affermativamente veniamo condotti ad un tavolino d’angolo tra una parete e un muretto che divide in due questa sala.
Il ristorante oltre questa sala ha una saletta più piccola in cui troneggia nel mezzo un frantoio. Nella sala principale invece c’è un bel camino. L’arredamento è semplice, alle pareti bianche sono appesi alcuni utensili in rame. Tovaglie e tovaglioli sono di stoffa beige.
Nonostante il locale sia in una zona industriale, ma dal momento che è al primo piano, si riesce a godere di una bella vista grazie alle colline verdi circostanti.
Non è a prima volta che mi reco in questo locale, ci ho anche festeggiato la mia prima comunione. In questi anni non è cambiato, e ogni volta che ci ritorno non resto delusa.

Una volta accomodati al tavolo ci viene chiesto se preferiamo vino rosso e bianco, e se gradiamo l’acqua. Insieme al vino rosso, che è di loro produzione, ma non è molto buono, ci viene portato un cestino di pane con grissini confezionati.
Mangiamo delle olive nere che sono in una ciotolina, mentre attendiamo gli antipasti che non tardano ad arrivare.
Si inizia con fagioli cannellini conditi con sugo e cipolle, due striscie di focaccia alla salvia fatta da loro e ancora calda, due fette di frittata di verdure, salame e prosciutto crudo, tre fette di panissa, due quadrati di pasta fritta con ripieno di crescenza, due barchette di pasta brisée ripiene di formaggio, un assaggio di vitello tonnato, due mini spedini di pere, formaggio e una mezza oliva verde, e due spedini con mozzarella e pomodoro a ciliegia, infine, carpaccio di vitello con la rucola.
Tutti gli antipasti sono molto buoni e le porzioni adeguate, per essere pignoli ammetto che la panissa non è proprio come l’orginale, ma è un’imitazione molto riuscita.

Dopo aver portato via i piatti dell’antipasto e le posate e aver ricevuto tutto pulito, arrivano i primi: ravioli rossi con crema di asparagi e basilico, davvero eccezionali non li avevo mai mangiati; maltagliati rossi e verdi con crema di funghi e prezzemolo, un alternativa a base di funghi davvero ottima al posto del solito sugo rosso. Trofie al pesto con fagiolini e patate, erano un po’ insipide, ma comunque buone.

Ancora un cambio di piatti e posate (con coltello seghettato adatto alla carne) e si riprende la cena con bistecchina di vitello ai ferri accompagnata da due fette di polenta e formaggio, il tutto abbastanza saporito; fritto misto alla piemontese con zucchini, fette di mela, semolino dolce e stecchi con prosciutto e formaggio (non siamo amanti del fritto, ma mangiamo tutto e lo apprezziamo perché non è unto), infine arrosto con patate e funghi, mi aspettavo qualcosa di più.

Ci vengono proposto cinque o sei alternative come dolce: il mio ragazzo sceglie il tiramisù,che apprezza, ed io rimango soddifatta dal semifreddo al pistacchio cosparso di granelli di cioccolato bianco.
Decidiamo di non prendere il caffè e ci avviamo alla cassa. Il conto totale è di 56 euro. Il rapporto qualità/prezzo non può essere che ottimo. Si esce sazi, senza aver speso una fortuna, inoltre si ha la possibilità di assaggiare moltissime delizie.
Gli antipasti sono pressochè sempre gli stessi, a seconda del periodo possono variare i primi i secondi, mentre a seconda della giornata i dolci.
Per quanto riguarda il servizio non ho proprio da lamentarmi: c’era una tavolata di venti persone che festeggiavano un battesimo e un’altra coppia. La titolare e un ragazzo si alternavano a portare/togliere i piatti e non ci hanno fatto mancare nulla.
Questa volta non voglio dire di più sul servizio per timore di essere giudicata imparziale: infatti, conosco bene il cameriere, studente universitario, che ha da poco iniziato a lavorare lì.

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