Domenica di fine gennaio, buona per una puntata su...

Recensione di del 28/01/2007

Il Frantoio

25 € Prezzo
8 Cucina
8 Ambiente
7 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Ottimo
Prezzo per persona bevande incluse: 25 €

Recensione

Domenica di fine gennaio, buona per una puntata sulla Riviera di Levante, a respirare un po’ d’aria di mare e per un pranzetto. Siamo in cinque - famiglia al completo - e tutti, grandi e non, motivati a mettere a dura prova la fama del ristorante Il Frantoio.

Arriviamo a Carasco e una buona segnaletica ci porta ai piedi della salita di accesso al ristorante, che scopriremo essere effettivamente un vecchio frantoio. L’edificio è collocato in una zona di cantieri marini e capannoni e ci lascia un pelo perplessi. Da fuori sembra un po’ dimesso, ma appena entriamo ci ravvediamo, l’ambiente è caldo e familiare, in una delle due sale troneggia il vecchio frantoio e ci sono vari utensili della passata attività. Veniamo fatti accomodare al nostro tavolo, comodo e non troppo a ridosso di altri.

La focaccia alla salvia già presente sulla tavola è invitante e accompagna un discreto Prosecco di benvenuto. L’unica scelta permessa è l’acqua - gasata o naturale - il resto fa parte del menu fisso.

Iniziamo con gli antipasti.
Cannellini al sugo, leggermente piccanti, gradevoli; un piatto con assaggi di frittatina di patate, tortina di verdure, gnocco fritto con ripieno di crescenza, il tutto molto buono; continuiamo con un piatto di affettati e crostoni con l’olio nuovo: salame (poco saporito), crudo, pera con caciotta e pomodorino con mozzarella, senza infamia e senza lode; carpaccio con rucola e grana, buono; panissa (farinata ligure) e per concludere gli antipasti un discreto vitello tonnato.

Passiamo ai primi.
Corzetti alle mandorle: sono dischi di pasta un po’ spessa conditi con burro fuso e mandorle tritate, buoni e originali.
Tagliatelle paglia e fieno al sugo di carciofi e funghi, delicate e molto apprezzate da tutti.
Trofie al pesto, con fagiolini e patate come da tradizione, con la T maiuscola, da 10 e lode, ottime.

I secondi.
Un fritto composto da mela, semolino e uno spiedino con mozzarella e prosciutto. Asciutto, ma non all’altezza delle altre portate. Potrebbe però essere un gusto personale.
Un buon pollo alla piastra con un contorno di polenta anch’essa alla piastra, buona… ma che c’azzecca?
Siamo veramente in crisi e crediamo di aver finito... sbagliato! Arriva un arrosto di vitello ai funghi, lo assaggiamo solo per dovere di cronaca e non è niente male, morbido con funghi molto saporiti.

I dolci.
Qui si sceglie, e la scelta è davvero imbarazzante… impossibile ricordarli tutti. Originali (tra tutti cito una padellata di mela calda con gelato) e classici, noi optiamo per due creme catalane, un semifreddo al torroncino, un semifreddo all’arancio e una panna cotta, tutti squisiti.

Da bere, una bottiglia di rosso con etichetta del ristorante, accettabile, quattro bottiglie d’acqua e digestivi offerti ma non accettati. Arrivare ai caffè – buoni, come non sempre si trovano al ristorante - è stata dura, le porzioni sono giuste, ma il numero è veramente elevato. Dodici più i dolci… solo metodo e abnegazione ci hanno permesso di arrivare in fondo!

Unica nota forse negativa, vista la recensione fatta dall’amico gallianun ad Agosto, riguarda il menu, che non sembra variare molto durante l’anno.

Il prezzo è l’ultima piacevole sorpresa di questo locale: 25 euro, tutto compreso.

Alla prossima,
Stefy e Max

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