Ritorno sempre volentieri al Ristorante Bazzini, c...

Recensione di del 27/08/2010

Bazzini

35 € Prezzo
7 Cucina
9 Ambiente
7 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 35 €

Recensione

Ritorno sempre volentieri al Ristorante Bazzini, che campeggia nel centro di Canneto Pavese.

Si parcheggia – trovando ampia disponibilità proprio di fronte all’edificio che funge da albergo e ristorante – ed, attraversando la strada principale, si entra nella struttura, che si sviluppa su diverse sale. La bella giornata estiva rende ovvio andare a cercare posto in terrazzo, dove veniamo accompagnati dal cameriere "storico", Bruno, che ci permette, in questo venerdì mezzogiorno, libera scelta di dove accomodarsi: io e mio padre siamo gli unici clienti di giornata, con solo un terzo incomodo che lascerà di li’ a poco.

Il colpo d’occhio sulle collina di MonteBruciato è come sempre splendido e capace di rasserenare l’animo più cupo. Le viti sono cariche e il tendone che copre la terrazza riesce a togliere il caldo e far godere della brezza che ogni quantanto si fa sentire. I tavoli sono sufficientemente spaziati e serviti anche di tavolino di supporto: le sedie sono in plastica verde con cuscino, che ben si sposa cromaticamente con le tovaglie rigorosamente bianche. Il posto tavola è apparecchiato con cura con doppia posateria e bicchiere, con una candela a lasciare immaginare anche quel tocco di romanticismo che non guasterà nell’occasione della cena.

Ci viene offerto il menu – peraltro già affisso in bacheca all’ingresso - e, di lì a pochissimo, la sollecitudine del cameriere diventa quasi pressante per portarci alla decisione.

Decidiamo di saltare gli antipasti, peraltro fortemente incentrati sulla possibilità di contare su materie prime tradizionali e di qualità, salumi e funghi su tutto. Preferiamo provare come gli stessi ingredienti vengano interpretati nei “primi”, andando a puntare su un patto di tagliolini con porcini. Come secondo, non trovando disponibilità giornaliera di assaggiare un rognoncino trifolato, ci buttiamo – rispettivamente – su anatra e su una dorata di funghi.

Come vino, non essendoci presentata alcuna carta ma essendo stata annunciata la disponibilità di tutte le migliore etichette dell’Oltrepo e di Canneto – con bottiglie in bella esposizione all’ingresso -, ci lasciamo consigliare, alla ricerca di un “rosso giovane e brioso”. Ci viene portata una bottiglia del Bonarda autoctono, imbottigliato con etichetta del ristorante, che servito leggermente freddo si dimostra all’altezza dell’aspettativa. L’attesa per i primi e’ limitata e viene ingannata con abbondante assaggio della micca oltrepadana, di varietà leggermente più sapida e più sottile.

I tagliolini sono ottimamente presentati nella loro semplicità. I porcini rilasciano un profumo molto intenso e capace di accompagnarsi al meglio con il basilico, che dà supporto al gusto senza prevaricare sui funghi. La pasta è fresca per un connubio eccellente. Unico neo, per un piatto decisamente riuscito, è sulla quantità, appena accettabile anche per chi è uso a non abusare delle porzioni.

Di li’ a poco è la volta dei secondi. Io ho optato per un carpaccio di petto d’anatra, che mi viene servito ricoperto da uno strato abbondante di rucola, a sua volta nascosto completamente da una copertura totale di “raspadura”. Nulla da dire sulla qualità dei tre singoli ingredienti, in amalgama con un filo d’olio: ma sinceramente è difficile apprezzare il sapore dell’anatra, con rucola e raspadura ad annullarsi a vicenda. Il piatto di porcini dorati è composto da otto pezzi di medie dimensioni, presentati con limone. L’impanatura è forse un po’ asciutta e il porcino non riesce completamente di suo a compensarla (da cui – probabilmente - la presenza dello spicchio di limone che pero’ – una volta spruzzato sul fungo- ne ucciderebbe la delicatezza di sapore….)

Come dessert, tra i diversi dolci al carrello, andiamo per un semifreddo al torroncino: si rivela buono anche se e’ forse troppo abbondante la presenza di caramello, che contribuisce alla decorazione.

Chiudiamo con due caffè per un totale di 70 Euro.

Esperienza buona in ambiente naturale di prim’ordine, in cui ottimi ingredienti sostanziano una cucina semplice e tradizionale.

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