Una recensione promessa. La prenotazione è per qua...

Recensione di del 28/09/2008

Al Fuoco di Brace

33 € Prezzo
7 Cucina
6 Ambiente
7 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 33 €

Recensione

Una recensione promessa. La prenotazione è per quattro persone alle ore 20:00, il tragitto è facile, una volta arrivati a Stradella si prenda la direzione per Santa Maria della Versa e a circa metà strada alla frazione Vigalone s'incontra la Trattoria Al fuoco di brace. La viabilità è scorrevole, al contrario in senso di marcia opposto dove le ultime targhe Mi s'apprestano a ritornare a all'ovile con magari bagagliai pieni di vino e con autisti satolli e soddisfatti. I pavesi riprendono così il controllo del territorio fino al prossimo fine settimana. Parcheggiamo facilmente davanti al locale, entriamo e con gentilezza genuina ci fanno accomodare al nostro tavolo.

L'ambiente è quella della trattoria anni '70,con perlinato a metà parete, specchiera in mezzo alla sala, tovagliato rosso e bianco, posateria old level e doppio ordine di bicchieri. In netto contrasto le sedie troppo moderne invece di un bel impagliato con legno massiccio.
Ci viene portato il menu, esposto anche esternamente, dove la prima percezione è che la carne di diversi tagli e razze fa la padrona con anche naturalmente dei piatti tradizionali. Noi siamo per quest'ultimi, nonostante "l'offerta speciale" delle fiorentine di chianina a soli € 45 il chilo (sigh!)... questo però è un altro discorso.

Ordiniamo quattro salumi misti, l'immancabile trittico con del lardo aromatizzato, cotechino, funghetti e cipolline. Salumi di buona qualità accompagnati da una solo discreta micca, tenendo conto che da queste parti si panifica anche di domenica. Il salame è tagliato "carta velina" e non come si conviene per meglio gustarlo, al cotechino mancava però "la mostosità appicicosa" del cucinato al momento.

Di primo invece quattro ravioli di stufato che da soli valgono il viaggio. Sono stati portati in tavola fumanti e da una prima occhiata si poteva dedurre della loro marcia in più; mia moglie, autentica buongustaia, li ricopre di formaggio grana ed io per un secondo sono tentato di chiamare i "caramba" per punire questa offesa al miglior piatto della serata. Il raviolo si presentava di forma quadrata più grossa della norma, con un taglio di pasta sottile, poco uniforme e lineare, tipico del casalingo. Il ripieno visto la dimensione dei ravioli, è in quantità generosa che unito al sugo, lasciato grosso, rendono onore anche allo stufato. Quella che sia la provenienza dei ravioli non mi è data a sapere ma comunque Chapeau!

Di seguito una costata che il menu recitava d'angus irlandese di 1,2 chili servita tagliata, che ci dividiamo in tre, buona, con contorno di fagioli alla toscanaccia e patate al forno, quest'ultime presenti solo nel conto e non sul tavolo, poco male visto la quantità di carne da "sbranare".

Concludiamo con un gelato, una torta di mele casalinga, tre caffè, tre acqua da ristorazione e una bottiglia di bonarda Quaquarini. Il conto e di € 130. Tutto quello poteva sembrare un difetto passa benissimo in secondo piano, la trattoria fa la trattoria, si mangia bene e si esce soddisfatti.

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