Cena prenatalizia con gli zii, un piccolo paese Ca...

Recensione di del 15/12/2012

Tirabusun

30 € Prezzo
8 Cucina
7 Ambiente
8 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Ottimo
Prezzo per persona bevande incluse: 30 €

Recensione

Cena prenatalizia con gli zii, un piccolo paese Candia Canavese, un piccolo locale "Il tirabusun" tradotto dal piemontese "il cavaturaccioli". Due vetrine e la porta d'ingresso sulla strada principale, varcata la quale ci si trova nell'unica sala ristorante, graziosa, raccolta con il bancone bar in fondo al locale, una trentina di coperti non di più in questa vecchia casa con il soffitto a volta e due possenti colonne in pietra a sorreggerlo, tavoli in pesante legno massello, sedie impagliate, illuminazione discreta e musica non invasiva in sottofondo.
In sala la misurata simpatia del gestore Signor Antonio, in cucina la moglie Signora Nadia coadiuvata da un aiuto.
Cucina prettamente di natura piemontese, molto legata alla tradizione e ai prodotti del territorio con utilizzo di presidi slow food quali ad esempio: la carne piemontese proveniente dagli allevatori dell'Associazione La Granda di Gerola(Cn), la piattella Canavesana di Cortereggio (fagioli bianchi reniformi piuttosto piatti con buccia sottile), le paste di meliga (mais) del Monregalese (Mondovi') e tanto altro ancora. Pane grissini e pasta fatta in casa.
La mise en place è semplice ma corretta; sottotovaglia, tovaglia e tovaglioli bianchi, bicchieroni per l'acqua, calici per i vini rossi, flûte per i bianchi, posate classiche, cestino con tovagliolo per le fette di pane casareccio.
Menù in eleganti cartellette vinaccia, la possibilità di scelta menù degustazione o alla carta su cui poniamo la nostra attenzione, le proposte di questa sera sono variegate,
antipasti:
-tris di razza bovina piemontese comprendente,la cruda della Granda battuta a coltello,il vitello tonnato,la salciccia di Bra
-la cruda con cipolle di Tropea caramellate
-la "gradisca" girello marinato con miele di millefiori,sale,bacche di ginepro e the verde servito con pan brioche caldo e pomodorini datterini confit
-selezione di salami con pane caldo e burro della Valchiusella composto da salame di puro suino della macelleria Brarda di Cavour una vera e propria istituzione in Piemonte,così come il salame di bue e barbera, il salame cotto del salumificio Nadia di Arè di Caluso e l'immancabile salame di patata della tradizione canavesana della macelleria Teresa di Caluso.
-terrina di cipolle al forno antica ricetta della "nonna Cia"

per i primi piatti:
-gnocchi di patata con toma di alpeggio
-risotto carnaroli con funghi porcini,
-i classici agnolotti
-le tagliatelle all'uovo con ragù di salciccia di bra

per i secondi piatti:
-tagliata di razza piemontese con patate al forno
-trippa in umido con piattella canavesana
-costata con osso
-guanciale di razza peimontese
-coscia di maiale al forno con mele "Runse"(tipiche mele rosse con buccia lucente senza ruggine, di polpa bianco crema sfumata di rosa originaria di Cavour e salvata dall'estinzione in tempi recenti)

per i dessert:
-gelato alla crema tiramisù
-zabaglione al passito di Caluso con le paste di meliga del Monregalese
-bonet

Veniamo omaggiati dalla cucina con prosecco e degli ottimi salatini caldi. Il prosecco è così gradito che decidiamo di continuare la nostra cena con lo stesso vino Prosecco Valdobbiadene Foss Marai superiore.
Le scelte dei commensali sono state variegate: tris di razza piemontese per me con un ottimo vitello tonnato all'antica cioè senza l'appesantimento della maionese, solo salsa di tonno, olio e prezzemolo e una gustosissima carne cotta alla perfezione, leggermente meno ottimale la carne cruda per la presenza di qualche nervetto di troppo, eccezionale la mitica salciccia di Bra.
Carne cruda con cipolle di Tropea per lo zio, molto apprezzata, solo un grande piatto di vitello tonnato per la zia, gustatissimo e un grande piatto di salumi per Patrizia, accompagnato da un saporito burro della Valchiusella, spalmato sul pane caldo per gustare i buonissimi salumi tra cui eccelle il salame al barbera e il salame di patata, tutto ampiamente soddisfacente.
Breve pausa, mentre il locale si va riempiendo di due tavolate spiacevolmente rumorose e dopo ecco arrivare le altre portate scelte: gnocchi di patate con toma d'alpeggio per la zia e Patrizia, perfetto connubio con una toma molto saporita, risotto al funghi porcini per lo zio che ha gradito, io non l'ho assaggiato, ma il sughetto mi pareva un po' slegato. Per me invece la tagliata, veramente molto molto buona; carne eccezionalmente tenera, molto gustosa, dalla cottura media; perfetta, tra le migliori che abbia ultimamente assaggiato, complimenti.
Terminiamo con i dessert:
la parte del leone va assolutamente al calice di zabaglione al passito di Caluso scelta di zio, Patrizia e me, perfetto, tiepido, spumoso il giusto, un vero e proprio paradiso gustativo; ogni cucchiaiata un sospiro di goduria, che piacere affondare le paste di meliga in questa delizia, ne porteremo il ricordo per un po, bravissimi. Altrettanto godurioso, ma un gradino sotto il bonet di zia, presentato splendidamente in piatto rotondo con scritta in cioccolato "tirabusun", assaggiato è parso di gusto più che appropriato nei suoi componenti basilari e cioè cioccolato e amaretti.
Due caffè per concludere un'ottima cena.
Il conto totale è stato di 119 euro, assolutamente in linea con l'ottima cucina, anzi direi per nulla caro.
Conclusioni:
Un ottimo indirizzo gestito da una coppia giovane di sicuro avvenire, bravi nella conduzione, nelle proposte della cucina tradizionale piemontese, ragazzi non perdetevi e continuate così, la strada è tracciata.
Per tutti i mangioni è assolutamente consigliato.

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