Un caro amico di queste parti, fine conoscitore de...

Recensione di del 04/07/2008

Antica Osteria Cera

104 € Prezzo
9 Cucina
8 Ambiente
8 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 104 €

Recensione

Un caro amico di queste parti, fine conoscitore della realtà sociale della provincia, ce l’ha confermato: Cera è un punto di arrivo per chi voglia distinguersi. Dall’industrialotto parvenu alla coppietta clandestina, dall’incredibile somma tradotta in autovetture di lusso nel grande parcheggio alla quantità di magnum di prestigiosi champagne aperte ai vari tavoli, tutto testimonia una solida connotazione consuetudinaria. C’è però un particolare che va assolutamente sottolineato: note di colore a parte, in questo locale elegante, in particolare l’area della veranda coperta con un piccolo giardino zen, c’è spazio anche per chi voglia gustare piatti di pesce senza orpelli e con una garanzia di freschezza e qualità di materia prima estreme.

Un venerdì sera a locale pieno, almeno un’ottantina di coperti, il servizio regge bene anche se i tempi necessariamente si dilungano. Poco male, le sedie sono comode, i tavoli ampi e ogni particolare di classe, dalle tovaglie ai calici di cristallo e, particolare non da poco, i camerieri sorridono gentili senza l’ombra della spocchia che ci era capitato di notare in qualche visita precedente.

Finalmente arriva il cestino dei pani caldi e fragranti nelle varianti più ghiotte e con dei crackers da applauso: allora si può attendere con ancora maggiore tranquillità intingendo uno o l’altro pezzetto nella ciotolina di profumato olio dei Monti Iblei oppure spalmandoci sopra dell’ottimo burro salato.
Il menu è piuttosto semplice, due degustazioni (la più completa, da concorso, a 100 euro) e una carta che promette bene.

E’ quasi impossibile rinunciare ai crudi, “i colori del mare”, la cui presentazione su un grande piatto viene accompagnata da un utilissimo bugiardino con l’indicazione dei 12 + 1 (perché il tredicesimo arriverà separatamente alla fine) piccoli assaggi.
Si parte in sordina con il delicato branzino al naturale con basilico e acqua di pomodoro, poi una più ghiotta battuta di tonno con salsa di senape e capperi, ancora degli scampi, da urlo, con olio all’erba cipollina; a seguire delle seppioline con finocchietto selvatico e pinoli la cui collosità lascia una grandissima piacevolezza al palato.
Molto bene la capasanta con acqua di vongole e lime, meglio ancora la tartare di pesci di scoglio con maggiorana, cozze e una piccola giardiniera, esaltante la zuppa fredda con canocchie e triglia marinata al timo, buonissimo il mezzo pacchero con ricciola affumicata, robiola e ristretto al Porto. Il filetto di tonno marinato con la salsa pizzaiola è di qualità ma non lascia stupefatti, la pasta fredda con vongole, alici e prezzemolo è un piacevole intermezzo; il piccolo cono di pasta phillo con lo sgombro è goloso, ma lo stupendo gambero rosso al lemon grass, insalatina e salsa di lamponi a sgrassare ha sapore e consistenza sublimi.
E’ un sentiero da percorrere con i sensi all’erta, intervallato boccone dopo boccone da un sorbetto al lime e zenzero che ripulisce dai differenti sapori che si alternano. La conclusione è essenziale, degna di lode: un’ostrica selvaggia servita in un cucchiaio con dell’eccellente burrata, traduzione del sapore estremo di mare che pervade ogni papilla.

Anche il primo è un piatto molto valido: complimenti allo chef per la scelta non scontata degli spaghetti con crudo e cotto di crostacei e molluschi, mantecati e serviti al dente: Vicidomini, di Castel San Giorgio, marchio campano da ricordare…

Se leggerezza e profumi tenui sono le caratteristiche del branzino al vapore al profumo di limone con timo e schiacciata di patate, la croccantezza contraddistingue il fritto misto di acquadelle, scampi e gamberetti.

Grande cena, accompagnata da due calici del vino base di Marcel Deiss, l’Alsace, il cui uvaggio raggruppa sette differenti vitigni e altrettanti di un ottimo champagne rosé, oltre ai due consueti aperitivi dalla Franciacorta. La carta dei vini denota comunque una scelta meditata di etichette valide e offerte con ricarichi non troppo onerosi.

Dalla carta dei dolci rimane il rammarico di non aver assaggiato un curioso gelato al basilico, fragoline di bosco, olio del Belice e olive nere caramellate: sarà certamente per la prossima volta.

Conto a 209 euro in totale per tre, ma va sottolineato che il nostro piccolo accompagnatore si è limitato ad una abbuffata di pane e olio e al fritto, in linea con un livello qualitativo complessivamente molto alto.

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