Era una di quelle giornate di ottobre che vorresti...

Recensione di del 09/10/2011

Zeffirino Kulm

50 € Prezzo
7 Cucina
8 Ambiente
8 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 50 €

Recensione

Era una di quelle giornate di ottobre che vorresti non solo ricordare, ma anche fare in modo che si ripetano per almeno sette giorni, in modo da assimilarle e goderle appieno. Detto in parole povere, era una bellissima giornata e, di base a Camogli, abbiamo deciso di assaporare la luce magica del tramonto dal punto più alto raggiungibile andando verso la vetta di Portofino ed il suo Parco. Strada estremamente tortuosa, con panorami sempre più belli mano a mano che si saliva; il mare, da quell’altezza, sembrava calmo, ma piccole increspature bianche facevano capire che gli equipaggi delle vele faticavano per governare. Siamo arrivati alla vetta proprio al tempo giusto per vedere il sole immergersi e diffondere una luce magica, con sfumature verdi ed indaco.
L’unica costruzione in un piccolo pianoro sopra una discesa ripidissima, fitta di ogni essenza mediterranea, è l’Hotel Portofino Kulm. Un bel palazzo con quella aria un po’ vecchiotta ma gradevole, come se ne vedono spesso in Liguria.

Abbiamo ordinato gli aperitivi, ma cominciava ad essere freddo per cui siamo andati a finire di berli all’interno dell’albergo. C’era un po’ di confusione, la fine di un congresso, ma non era un problema trovare comode poltrone.
Il ristorante apriva alle 20, per cui dopo poco ci siamo trasferiti al primo piano (c’è una comoda ascensore) e ci hanno fatto accomodare ad un tavolo abbastanza grande (eravamo in quattro).
Il tavolo si presentava molto bene, belle posate e bei bicchieri, l’acqua ci è stata servita subito, insieme al solito cestino con pane e grissini.
Tutti abbiamo deciso di ordinare due portate e di lasciare a dopo la scelta dell’eventuale dolce.

Io ho ordinato, come primo piatto, spaghetti con le vongole e pomodorini.
Gli altri hanno scelto un piatto ligure tipico, i “pansotti”: il nome deriva dal termine dialettale usato per dire “pancia” e cioè “pansa”, termine che venne poi usato per descrivere quella specie di raviolo panciuto. Il ripieno consiste in teoria di cinque erbe selvatiche che si troverebbero solamente sul monte di Portofino, in realtà più prosaicamente di borragine e bietole, ammorbidite con ricotta.
Piatti curati, servizio celere, come vino abbiamo optato per un Pigato consigliato dal manager del ristorante, ottimo ed a giusta temperatura.
Come secondi orata in crosta di patate, forse un po’ asciutto come piatto ma buono, e costolette di agnello, ben fatte.
Un solo dolce, semifreddo, forse il meno brillante della serata.

Ben tenuti pulitissimi i servizi. In conclusione ottima serata, prezzo giusto considerando l’ubicazione e l’ambiente (intorno a 50 euro a persona).

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