Un'impervia salita seguita da una repentina disces...

Recensione di del 24/04/2010

Taverna di Campagna dal 1997

41 € Prezzo
7 Cucina
8 Ambiente
8 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 41 €

Recensione

Un'impervia salita seguita da una repentina discesa: così si raggiunge la Taverna di Campagna dalle porte di Camagna Monferrato. Prima di entrare, è obbligatorio un tributo alle colline monferrine di fronte al ristorante. Ci accomodiamo nell'accogliente e intima sala del ristorante e la simpatica gestrice del locale mette in chiaro quello io e la mia ragazza ci aspettavamo: menu degustazione per tutti.
C'è da scegliere fra due primi e due secondi: preferiamo entrambi i "sigari ripieni di radicchio e melanzane in salsa di noci" ai Ravioli ripieni di fave e primo sale al pesto, e il "fritto misto monferrino al cuore di bue al marsala". Da bere prendiamo una Freisa di Accornero: eccellente.

Si inizia a cenare con una quenelle di carne cruda di ottima qualità, presentata con degli spruzzi di colorate salsine che si rivelano molto più interessanti di un semplice abbellimento.
Quindi, galantina di coniglio alle erbe con fagioli cannellini, resa fresca e gradevole dalla scelta degli aromi.
Infine, un anonimo sformatino di spinaci, risollevato dalla bagna caoda che lo condisce. Alla fine degli antipasti possiamo dirci soddisfatti del connubio di tradizione e innovazione proposto dal locale.

Arrivano i sigari: il classico piatto deciso, gustosissimo di primo acchito, apprezzabile sul lungo andare solo quando i sapori hanno il loro giusto equilibrio. Non è esattamente il caso del mix di radicchio, melanzane e, soprattutto, noci che tende ad anestetizzare il palato.
La pasta della casa è però di ottima qualità, impressione confermata dai tajerin con ragout di anatra, più amati dei sigari, con l'unico difetto di un ragout un po' acquoso (ma il sapore dell'anatra è preservato).

Tutto bene, comunque, fino al fritto monferrino. Servito senza alcun contorno e composto come da tradizione di elementi dolci e salati, il fritto si è rivelato decisamente ostico da affrontare. Buono il fegato, mediocri le cotolettine di manzo e maiale, abbastanza stucchevoli il semolino, la mela e l'amaretto. Tuttavia l'amaretto ha consentito di neutralizzare il cervello, appena toccate da entrambi, sul quale preferisco non esprimermi essendo la prima volta che lo mangiavo.

A questo punto la mia ragazza aspettava impazientemente il dolce. La faccio soffrire ordinando per me il piattino di formaggi, dove spicca un Blu del Moncenisio. Il dolce è a sorpresa e, sinceramente, non mi ha lasciato alcun ricordo.
82 euro il totale, di cui 63 per i due menu. Per fortuna la Yaris non ha mangiato il fritto e tiene alla grande sulla salita e sulla discesa che ci riportano verso l'agriturismo di Accornero (fantastico).
Forse ci siamo trovati meglio in altri ristoranti piemontesi, più attenti alla sostanza e meno alla forma. Tuttavia, lasciando da parte il fritto, la Taverna di Campagna costituisce una variazione sul tema che può interessare a molti mangioni di passaggio nel Monferrato (soprattutto se in coppia).

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