A conclusione di una densa settimana "gastronomica...

Recensione di del 02/12/2012

Gambero

85 € Prezzo
8 Cucina
4 Ambiente
6 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Negativo
Prezzo per persona bevande incluse: 85 €

Recensione

A conclusione di una densa settimana "gastronomica", mio marito sceglie il tanto blasonato e chiacchierato (in positivo) Gambero a Calvisano. Avevo prenotato una settimana prima, sapendo che i coperti non sono molti e domenica alle 13 arriviamo puntuali al ristorante. Da fuori è il classico locale che non ti dice niente, appena varchi la porta invece ti si apre un mondo. L'ambiente è molto bello, molto "caldo", un misto di arredamento abbastanza classico con dei tocchi di modernità che stanno molto bene. In primis le porte a vetri che danno anche una maggior sensazione di spazio. Veniamo fatti accomodare nella sala principale, ad un bel tavolo rotondo e grande. La cosa che subito ci balza "all'orecchio" è che, nonostante ci siano si e no 26 persone, c'è moltissimo rumore. La maggior parte sono tavoli da due, ma ci sono due tavoli da 6 i cui commensali si comportano come se stessero in un'osteria.
Arrivano subito i menù, accompagnati da un aperitivo del quale non ci viene annunciato nulla, quindi non sappiamo cosa sia. In ogni caso, niente male. Poi, leggermente sfasato come tempi, un benvenuto dalla cucina, consistente in tre piccoli assaggi, molto semplici ma molto buoni.
Scegliamo le nostre portate e mio marito sceglie anche il vino che ci accompagnerà oggi: Cabernet Le Zalte di Cascina La Pertica, anno 2004. Un vino spettacolare.
Nel frattempo il rumore in sala è davvero infernale e la cosa ci infastidisce abbastanza, anche perché io e mio marito, pur non essendo molto lontani, non riusciamo praticamente a sentirci quando parliamo.
Arriva un secondo benvenuto dalla cucina: mini terrina di vitello, tiepida e devo dire molto buona.
Nel frattempo notiamo che il servizio è abbastanza veloce, un pochino impersonale se vogliamo ma piuttosto efficiente.

Antipasti.
Per entrambi culaccia con sfogliatine tiepide e mostarda di pere leggermente senapata. Il piatto è nero con adagiata la culaccia, buonissima. A parte c'è un vassoio rialzato con queste sfogliatine che praticamente assomigliano molto a delle brioches salate, sono tiepide, fragranti e buonissime. Poi arriva il cameriere con un contenitore in mano e ci serve lui un pò di mostarda di pere, che è una cosa strepitosa. Buonissima. Che le pere di solito sono così dolci, invece evidentemente è stata messa la giusta dose di senape tale da equilibrare. Piatto semplicissimo se vogliamo, ma gustosissimo. Bravi.

Primi piatti.
Mio marito salta, io invece mi faccio tentare dai tortelli di zucca con cotognata di mele e parmigiano. Beh, devo essere sincera: da applauso. Io sono mantovana di origine, quindi ho sempre mangiato i tortelli di zucca fatti in casa dalla mia nonna che non avevano niente a che fare con tutti gli altri, ma questi sono veramente simili. Perché anche la mia nonna ci metteva la mostarda di mele cotogne e una bella dose di parmigiano. Veramente buoni, buoni, buoni. Meno male che c'è ancora qualcuno capace di fare dei tortelli di zucca che possano essere chiamati tali. E oltretutto la porzione è anche piuttosto abbondante.

Secondi piatti.
Io sono piena come un uovo, mio marito opta per il cappello del prete brasato con polenta e purè di patate. E, anche qui, applauso. Mio marito, che sulla carne è quello che in gergo da noi chiamasi "pittima" (ossia uno al quale non va mai bene niente, che ti trova anche un microgrammo di grasso nascosto), mangia a quattro palmenti senza scartare neanche una briciola (anche perché di grasso non c'è nemmeno l'ombra). Oltretutto la carne è talmente tenera che non c'è nemmeno bisogno del coltello e anche la salsa è buonissima. Bravi bravi bravi.

Cediamo alla tentazione dei formaggi, il cameriere ci chiede se preferiamo mucca o capra e alla fine ci dice che farà un misto lui.
Arrivano due bellissimi piatti fiorati con quattro assaggi di formaggio: abbiamo una robiola di mucca, spettacolare; un taleggio un pò stagionato, buonissimo; un capra fresco che per i miei gusti è però eccessivamente saporito, e un capra stagionato buonissimo. Accompagnati da una mostarda di mele spettacolare.

A questo punto siamo veramente pieni e alziamo bandiera bianca sul dolce. Ordiniamo i caffè e, mentre aspettiamo, arriva il pre-dessert: un piccolo tiramisù, una piccola crème brûlée e una mousse al gianduia e pere. Poi arriva il Sig. Gavazzi con un ulteriore assaggio, che chiama "caldo freddo": praticamente una millefoglie (calde) con le pere (fredde), meraviglioso. Per finire piccola pasticceria.
Chiediamo il conto, 170 euro così suddivisi: due coperti euro 8, due antipasti euro 40, un primo euro 19, un secondo euro 25, due formaggi euro 14, un vino euro 55, un'acqua euro 3, due caffè euro 6. Sono sincera: ho letto due volte perché mi sembrava troppo poco. Davvero un conto onestissimo per la qualità del cibo.

Che dire? Abbiamo davvero mangiato benissimo, piatti se vogliamo molto semplici ma con ingredienti di prima qualità e cucinati davvero molto bene. Cappello blu ed applauso alla Sig.ra Edvige. Il servizio direi abbastanza buono, in alcune fasi un po' frettoloso ma pur sempre gentile. Purtroppo la nota dolente, che ha rovinato il nostro pranzo e anche la valutazione complessiva è l'ambiente. Dal mio punto di vista non è tollerabile che in un ristorante di questo livello si permetta ai commensali di tenere un comportamento del genere, di urlare come degli ossessi, perché questo disturba gli altri clienti (e non eravamo gli unici ad essere infastiditi, tant'è che un paio di coppie hanno mangiato di corsa e poi sono fuggite). Per carità, può succedere. Quello che ci ha lasciato molto male è stata, a nostro parere, la reazione del Sig. Gavazzi che è venuto ad accompagnarci all'uscita e a darci i cappotti, chiedendoci se era andato tutto bene. Noi siamo stati sinceri: mio marito, molto gentilmente, gli ha detto che abbiamo mangiato benissimo, ma che in sala c'era eccessivo rumore. Lui si è verosimilmente offeso e ha reagito, a nostro parere, in un modo a noi non gradito. Ha detto che non è colpa sua se i clienti si comportano così, però io non sono d'accordo. Nel senso che è vero che non è colpa sua, però secondo me il ristoratore deve anche tutelare gli altri clienti del suo ristorante, non può secondo me lasciare che uno si comporti in maniera così maleducata senza dire niente, perché questo rovina, a mio avviso, la fama del locale. Anche perché, come giustamente dice mio marito, se non vuoi sentire certe risposte che potrebbero anche non piacerti, allora non fare le domande.
D'altronde, quando usciamo a cena, noi scegliamo appositamente locali di un certo livello perché desideriamo un insieme di cose: il cibo buono, un servizio adeguato, ma anche un ambiente tranquillo, che ci consenta di passare una serata piacevole per riprenderci dalle fatiche settimanali. Quindi ok il rapporto qualità/prezzo ottimo (al quale darò comunque un voto basso per il colore del cappello finale), ma a questo punto spendo anche 20-30 euro di più a testa per avere quello che cerco. Un peccato davvero, siamo rimasti con l'amaro in bocca.

Condividi la tua esperienza

Raccontarci le tue personali esperienze è fondamentale per permetterci di conoscerti sempre di più ed offrirti consigli su misura per te. ilmangione non è più un'esperienza statica, ma una potente Intelligenza Artificiale che impara a conoscerti partendo da quello che ti piace.