Se non si fosse presentata l’occasione di un pranz...

Recensione di del 16/05/2009

Piccola Locanda

85 € Prezzo
8 Cucina
8 Ambiente
8 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 85 €

Recensione

Se non si fosse presentata l’occasione di un pranzo di lavoro a pochi chilometri da Verona, difficilmente avrei avuto il piacere di scoprire, provare ed infine consigliare la “Piccola Locanda”.
In questo ristorante non si arriva per caso, ubicato com’è in una tranquilla strada chiusa di Bussolengo lungo la riva destra del fiume Adige; dato poi che il ristorante è di recente apertura, anche le indicazioni - al momento - non sono molte, eccezion fatta per qualche cartello posto negli angoli più cruciali.

Sistemata l’auto nel comodo parcheggio, ci avviamo verso l’ingresso dove, avendo prenotato per le 13:15, ci accoglie il gentilissimo patron che subito riconosco per i suoi trascorsi di maître in un noto ed avviato ristorante veronese, incarico che ha lasciato per intraprendere questa sua nuova attività in proprio: ammirevole per il coraggio, in tempi così difficili.

Le mura ben ristrutturate che ospitano il ristorante, risalgono all’800: una ex casa padronale articolata su due piani. Al piano terra, subito dopo l’ingresso, è ricavata un piccola rientranza nella quale è sistemato un unico intimo tavolo per due persone. Salendo all’ammezzato troviamo la sala principale con cinque tavoli: l’ambiente è elegante e raffinato, con tracce di tendenza al rustico riscontrabili nel soffitto ligneo con travetti a vista, dagli accessori di decoro sul camino e dalla robusta colonna al centro della sala che sorregge una imponente trave portante di legno.
Piccole le finestre ma che, vista la splendida giornata di sole, rendono comunque una buona illuminazione naturale; quella artificiale è invece assicurata da un lampadario in posizione decentrata rispetto alla sala, oltre a varie appliques alle pareti. Gli ambienti sono dotati di climatizzazione per i mesi estivi.
I pavimenti sono in parquet di legno, impreziositi da bei tappeti sotto ogni tavolo. L’arredo è completato da tendaggi in stile classico, raccolti ad un lato con drappi damascati sui toni del rosso.
Dalla sala principale, salendo un’ulteriore mezza rampa di scale, si raggiungono un’altra piccola sala da pranzo con veranda e splendida vista sull’Adige, indi la cucina.
L’ampio e comodo tavolo al quale veniamo fatti accomodare, è apparecchiato con una bella tovaglia in cotone grezzo ecru e coprimacchia bianco candido di spesso cotone; mancano invece i piattini per il pane che ci verrà servito, gustoso, anche se non prodotto in proprio: troviamo pane bianco ed ai semi di zucca, grissini e pane carasau.

Per iniziare, dopo la rituale scelta dell’acqua, ci viene offerto un aperitivo prosecco extradry Conegliano Valdobbiadene DOC Le Contesse.

Il menu presenta due proposte di degustazione, “Terra” e “Mare”, ma preferiamo diversificare le nostre scelte attingendo dalla carta.

Un’onesta carta dei vini, caratterizzata da una buona presenza di etichette note ed un’ottima selezione dei vini del teritorio, ci guida nella scelta di ciò che abbineremo alle nostre pietanze: un Lugana Santa Cristina 2007 di Zenato, per i piatti di pesce, mentre ci riserveremo un piccolo lusso sul piatto di carne.

Ed ecco quindi che inizia il nostro pranzo con gli antipasti.

Insalata di gamberi con funghi porcini al rosmarino, per me: gamberi deliziosi, bell’abbinamento con funghi porcini e insalatina; rosmarino percettibile, ma non invadente, insomma ben dosato. Una pietanza dall’armoniasa cromaticità rispetto all’altro antipasto.
Porcini trifolati con polentina calda e Monte veronese per il mio commensale.
Sapienti dosaggi anche in questa deliziosa pietanza, che vede protagonisti il gusto robusto del formaggio Monte Veronese e quello dei porcini. Delicatissima invece è la morbida polenta, leggera e discreta nella sua presenza, quasi a voler creare un equilibrio perfetto tra gli elementi. Siamo al confine tra il rustico e il raffinato, laddove gli elementi rustci sono trattati con dosata raffinatezza.

Eleganza e delicatezza nei ravioli neri di branzino su crema di porri, la cui scenografica presentazione è impreziosita da due fili di erba cipollina che ne arricchiscono la piacevolezza, anche olfattiva; la delicata sapidità della crema di porri, attenua l’intensità del gusto della salvia presente all’interno dei ravioli, questi ultimi di ottima fattura e consistenza.

Valgono invece la visita gli gnocchetti in fonduta di formaggi con tartufo di Norcia, setosi al palato e dalla consistenza perfetta, in una sapiente scala di crescente sapidità che, partendo dalla quasi dolcezza degli gnocchetti, passa alla nota amarognola appena percettibile della fonduta del mix di formaggi - composto da fontina ed emmenthal dolce - per finire alla prepotente e sempre gradita presenza del tartufo nero di Norcia.
Due piatti molto diversi, ma entrambi eccellenti nella loro semplicità.

Il piatto di mezzo sarà accompagnato da un Valpolicella DOC Classico Superiore 2000 di Quintarelli, vol.15%, dal costo di 75 euro, che sarà correttamente scaraffato e servito in capaci calici regolarmente avvinati.
Il segreto della superba Chateubriand, il patron Pino Scalici l’ha conservato dalla sua precedente esperienza di maître e portato con sé nella realtà della sua Piccola Locanda: una Chateubriand, quella che viene proposta, che considero la migliore mai degustata.
La carne è tenerissima e con un gusto particolare conferito da alcuni ingredienti usati con sapiente tocco prima della cottura, come ci spiegherà poi lo chef. La condiremo con un delizioso intenso Olio extravergine d’oliva Calmasino del Lago di Garda.
Dolci e al contempo croccanti le patate al forno di contorno: un classico abbinamento, questo, ma esaltato dalla qualità della materia prima e dalla particolare cura che lo chef pone nella sua preparazione. Un boccone dopo l’altro, la pietanza dà il meglio di sé, esaltata anche dal vino d’indubbia qualità.

Nel frattempo, scoccate le 14:30, arriviamo al dessert: carpaccio di ananas con Maraschino, semplice ma molto gradevole per la freschezza e l’abbinamento classico col celebre liquore.

E mentre ci accingiamo a chiedere il conto, una telefonata di prenotazione sul filo di lana, preannuncia l’arrivo imminente di un gruppo di sette persone che, nonostante l’ora tarda, saranno regolarmente accolti e serviti: una dimostrazione di cortese disponibilità da parte dello staff della Piccola Locanda.
Il servizio in sala è stato curato personalmente dal solo patron con precisione, efficienza e grande gentilezza.
Il conto, per due, ammonta a 170 euro, di cui 90 per la cantina.

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