Giornata da lupi nella Bassa... piove e fa freddo....

Recensione di del 02/06/2007

Trattoria Campanini

34 € Prezzo
7 Cucina
7 Ambiente
6 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 34 €

Recensione

Giornata da lupi nella Bassa... piove e fa freddo.
Comperiamo del buon Parmigiano Reggiano al caseificio di Diolo, nei pressi di Soragna, e poi allunghiamo fino a Busseto dove, camminando sotto la lunga teoria di portici per ripararci dalla pioggia, ci imbattiamo nella “Salsamenteria Baratta”, locale storico e assolutamente suggestivo. E’ quasi mezzogiorno e i tavoli sono tutti prenotati, ma, molto gentilmente ci fanno accomodare per un aperitivo. E’ bello sedersi ad uno dei piccoli tavoli e ascoltare le voci dei sempre numerosi avventori dalla caratteristica cantilena, tipica di chi vive in questa parte d’Italia. L’ospitalità del patron è sempre grande in questo posticino, che mi sento di consigliare a coloro che vogliono rappacificarsi con la vita e passare un poco di tempo in assoluto relax.
Ci portano una bottiglia di Monterosso, leggero e frizzantino e un vassoio con del culatello, del crudo, qualche fetta di salame e della pancetta stratosferica, il solito ottimo pane mollicoso perfetto con i salumi e una piccola terrina con dei ciccioli croccanti.
Come promesso ad una delle ragazze che servono ai tavoli, lasceremo libero il tavolo velocemente per permettere a chi ha prenotato di potersi sedere, ma è sempre faticoso alzarsi e andarsene da un posto così ameno. Pago per il tutto 12 euro! Mi viene da sorridere, pensando che a Milano, un aperitivo di tale livello mi sarebbe costato almeno 30 eurini.

Torniamo alla macchina sotto una pioggia battente e dopo qualche chilometro arriviamo da Campanini.
Il locale mi ricorda una di quelle classiche trattorie di campagna stile anni ‘60. Una casa tipica di queste parti, dipinta di un simpatico color verdolino. All’interno, lunghe tavolate mi riportano alle domeniche di quando, da bambini, si andava con tutto il parentado a mangiar fuori. L’apparecchiatura è spartana, i colori un po’ troppo vivi ma siamo in campagna e va bene così.

Replichiamo l’aperitivo, chiedendo del culatello e del crudo di Parma con torta fritta. Ottimo il prosciutto, un po’ troppo sapido invece il culatello. Il tutto ci viene servito con cipolline agrodolci e dei sottoli piuttosto anonimi.
Non si sbaglia invece con gli anolini in brodo di terza. Grande questo brodo, denso e saporito, e a mio gusto perfetti gli anolini di un’impalpabile consistenza e cotti al punto giusto.
Mia figlia opta per delle caramelle di pasta fresca con Taleggio e culatello, che assaggio e trovo molto equilibrate.
Per secondo ci arriva della semplicissima anatra arrosto. Niente d’indimenticabile, ma fatta come si deve.

Chiudiamo con Torta Paradiso con zabaione e del Bisulan e Malvasia, una sorta di ciambella da inzuppare nel dolce vino frizzante della zona.
Per non appesantirci col vino, visto che devo guidare fino a Milano e non vorrei incorrere nei controlli, decido di pasteggiare con della Fortana. Il problema è che si beve così bene che, in tre, ne prenderemo due bottiglie. Tanto valeva...
In conclusione: un posto che va benissimo per una gita domenicale dove la parola “Fantasia” credo sia assolutamente sconosciuta e dove, al contrario, risulta più che mai viva la voglia di conservare le tradizioni. Poi, forse, a questi posti io ci sono affezionato e non faccio fatica a godere di ciò che offrono.
Conto per tre, 102 euro.

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