Serata di fine luglio, in quattro: dove si va a ma...

Recensione di del 24/07/2010

La Volta Rossa

30 € Prezzo
5 Cucina
6 Ambiente
6 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Scarso
Prezzo per persona bevande incluse: 30 €

Recensione

Serata di fine luglio, in quattro: dove si va a mangiare, evitando possibilmente la ressa di Milano-città? Optiamo per questo locale a metà strada tra il wine bar e il classico ristorante. Arriviamo in questa corte lombarda (rimordenata), intorno alle 20:45: abbiamo prenotato, ma complice forse i primi esodi ci rendiamo conto che alcuni tavoli sono, e resteranno, comunque liberi.
Ambiente carino (soffitto a volta e mattoni a vista) ma senza particolare cura dei dettagli, con alla pareti quadri in stile moderno decisamente poco consoni al contesto vagamente agreste della corte (compreso un dipinto accanto al nostro tavolo con raffigurato Hitler con una F stampigliata sulla fronte, de gustibus...).
Dopo pochi minuti uno dei due camerieri che si alterneranno nel corso della serata ci porta il menu e la carta dei vini. La scelta dei vini è discreta ma non certo sterminata, tenuto conto che di enoteca si tratta.
Il menu (che varia mensilmente) è incentrato su taglieri di formaggi (della Valtellina, erborinati, francesi e d'alpeggio) e salumi, oltre ad alcune varietà di bruschette (classica con pomodoro origano, con caprino e noci, con robiola, olio piccante e rucola). La lista include anche una ridotta scelta di primi (la mia compagna opta per un risotto con melone e menta) e di secondi (io prendo un filetto con aceto balsamico e patate al forno).
Le bruschette sono mediamente buone (alcuni potrebbero però non apprezzare la quantità di aglio in quelle con il pomodoro).
Il riso è gradevole e fresco (condizione necessaria nelle estati della pianura padana) ma con una cottura del tutto errata: i chicchi sono duri, ben aldilà di quanto richiesto da una cottura "al dente", non consentendo così una perfetta mantecatura.
I taglieri di affettati sono di discreta qualità (con un buon culatello) anche se in dose meneghina (ovvero scarsa) con un rapporto qualità/prezzo poco favorevole.
Il mio filetto all'aceto balsamico è di esecuzione corretta, non particolarmente tenero (ma la richiesta di volerlo ben cotto può aver inciso), tutto sommato accettabile e starei per dire discreto, se non fosse che a mio avviso l'aceto balsamico è stato scottato per troppo tempo con la conseguenza di qualche retrogusto di bruciato di troppo nel filetto.
Dolci non degni di nota: una torta cioccolato e pere con pere fredde di frigo e un cioccolato-budino che non voleva saperne di amalgamarsi con la frutta e la frolla, e una piccola pasticceria (ma proprio piccola per 7 euro: tre cantucci, due baci di dama e un amaretto) in accompagnamento ad un calice di moscato di pantelleria Donna Fugata.
Concludiamo la serata con caffè e un limoncello, fatto dal cuoco, che ci viene presentato come ottimo ma si rivelerà invece scialbo, insapore, e decisamente poco alcolico.
Insomma, un locale piacevole per passare una serata con amici, ma in cui è consigliabile limitarsi ai taglieri di salumi e formaggi con una buona bottiglia di vino in accompagnamento, senza aspettarsi una cucina da ristorante (cosa che non è).
Conto di 121,50 euro in quattro con tre bottiglie d'acqua, una di Nero d'Avola Siclys, due caffè, una sambuca e un limoncello.

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