In un sabato sera prefestivo e con poche idee, dec...

Recensione di del 30/04/2011

Guzzina

65 € Prezzo
10 Cucina
8 Ambiente
9 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Ottimo
Prezzo per persona bevande incluse: 65 €

Recensione

In un sabato sera prefestivo e con poche idee, decidiamo di prendere al balzo il suggerimento di un amico di qualche giorno prima, il quale mi suggeriva questo vecchio ristorante alle porte della Brianza.
Inizialmente eravamo un po' titubanti, io l'avevo provato molti anni fa e l'avevo trovato decisamente deludente. Un ristorante tra tanti, perso nell'anonimato della provincia milanese; alla fine, l'insistenza del mio amico nel garantirmi una svolta netta sia alla cucina che all'ambiente, ci ha convinti a provarlo.
Il ristorante si trova all'interno di una vecchia corte ristrutturata e molto ben tenuta. All'ingresso si trova una piccola sala "estiva" apparecchiata ma non ancora utilizzata per via delle temperature non adeguate.
Una volta suonato il campanello si viene accolti dal sommelier che ci fa accomodare al tavolo e ci accompagnerà nelle scelte lungo tutta la cena.
Purtroppo a causa di dieta rigidissima sono costretto a declinare l'aperitivo, cosa che invece mia moglie prende; insieme all'aperitivo ci viene offerto un piccolo assaggio di finger food composto da una piccola oliva denocciolata ed impanata e dei piccoli triangolini di polenta leggermente croccante.

Dopo un'attenta visione del menu decidiamo di mangiare alla carta, optando per due crudi di pesce alla maniera dello chef, una linguina grezza con seppie nere e bianche ed una spruzzata di polvere di corallo per me, mia moglie opta per dei ravioli di farina di grano saraceno ripieni di burrata con vongole, cannolicchi e crema di asparagi. Il sommelier ci consiglia di aspettare ad ordinare il secondo, cosa che diligentemente facciamo.
Per quanto riguarda le bevande io mi accontento, ahimè causa dieta, dell'acqua; mentre a mia moglie viene consigliato un pinot grigio di cui non ricordo il nome del produttore.
Le tempistiche ed il servizio sono praticamente perfette, non una sbavatura, servizio che devo ammettere non mi sarei aspettato di trovare con prezzi tanto concorrenziali.

Ed ora arriviamo alla cucina. Il vero trionfo di questa nuovissima realtà!
Dopo l'ordinazione ci viene servita una piccola entrée composta da una crema di patate delicatissima accompagnata da poche vongole veraci che equilibrano la sapidità in modo magistrale.

Dopo questa piccola degustazione finalmente arriva il crudo. Niente di tipico e banale, qualcosa di veramente nuovo ed innovativo quasi da alta cucina.
Il piatto è rettangolare, nero ed ha un che di orientale; è composto da cinque assaggi, il sommelier ci indica da dove partire per poter gustare il crescendo di sapori.
Il primo assaggio è un frutto di capasanta spogliato del corallo e servito con del sedano croccante e della maionese delicata, un'accoppiamento apparentemente banale ma squisito; il secondo assaggio è un piccolo carpaccio di pagello con un pomodorino pachino, una piccola striscia di burrata ed una delicatissima salsa al guacamole, per abbinamento ed equilibrio dei sapori è sicuramente il migliore, sicuramente da provare anche come antipasto singolo. Il terzo assaggio è una piccola tartara di merluzzo del mediterraneo accompagnata con dei capperi che fa diventare questo antipasto un crescendo wagneriano e ci rende sempre più curiosi sui sapori successivi. Il quarto è l'apoteosi; una tartara di polpa d'astice accompagnata con un piccolo assaggio di tartara di vitello al wasabi. Per me meravigliosa, per mia moglie il wasabi è un po' troppo invasivo. E per finire un'ostrica cruda aromatizzata alla liquirizia, purtroppo non essendo un amante dei frutti di mare crudi non è stata la mia preferita, ma comunque ha chiuso eccellentemente questo antipasto.

Per quanto riguarda i primi posso giudicare solo il mio non avendo assaggiato i ravioli di mia moglie, che peraltro ha trovato squisiti.
Le linguine alle seppie consistevano nelle classiche linguine nere con piccoli pezzi di seppia mediterranea cotta tipo ragù, con l'aggiunta di una julienne sempre di seppia ma cruda in testa che ha portato il piatto verso una delicatezza inaspettata.

Devo dire che avremmo anche potuto fermarci, ma oramai la curiosità la faceva da padrona, così abbiamo optato anche per un secondo; mia moglie ha scelto un trancio di ventresca di tonno su una crema di carciofi, mentre io ho optato per i cubi di tonno impanati alla milanese, patata schiacciata al lime e wasabi.
Un piatto veramente fantasioso, molto equilibrato, in cui la freschezza del lime e l'aggressività del wasabi vanno a contrastare la consistenza del tonno rendendolo un piatto molto effervescente!

Alla fine purtroppo abbiamo dovuto rinunciare al dolce (ed io alla dieta quella sera).
Poco prima del conto, oramai a fine serata lo chef, Maurizio Di Prima, è venuto in sala a chiederci pareri e giudizi intrattenendoci e spiegandoci un po' la sua storia professionale; rimando i mangioni al sito del ristorante per leggere le esperienze dello chef per non prolungare oltremodo la recensione.
In conclusione: la cucina è veramente eccezionale, con un unico piccolo neo (quasi una mosca bianca come neo), le porzioni, soprattutto per quanto riguarda i primi, sono forse troppo abbondanti. Cosa rarissima oramai nella ristorazione di qualità milanese.
Il servizio è veramente molto professionale e puntuale, direi da ristorante di livello superiore rispetto al conto che abbiamo pagato.
Per quanto riguarda la carta dei vini, purtroppo non posso dare giudizi, e spero che qualche mangione meno a dieta di me presto potrà giudicarla.
L'ambiente invece alla fine della serata si è rivelato leggermente freddo come temperatura, se ci fossero stati in sala un paio di gradi in più non avrebbe guastato; detto questo la nuova gestione è operativa da marzo, quindi avranno tutto il tempo di correggere questo piccolissimo inconveniente.
Direi che è assolutamente un ristorante da provare. A noi i ragazzi della Guzzina ci hanno conquistato e ci torneremo presto.

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