Andiamo dopo molte segnalazioni da parte dei nostr...

Recensione di del 25/07/2009

Lear

107 € Prezzo
8 Cucina
8 Ambiente
7 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 107 €

Recensione

Andiamo dopo molte segnalazioni da parte dei nostri amici in questo ristorante. Usciti dalla superstrada Milano-Lecco il ristorante è poco segnalato, ma avendo il navigatore riusciamo a trovarlo appena fuori dal paese e immerso nella più totale tranquillità della campagna brianzola. Entriamo nel ristorante e ci si presenta un cameriere che ci chiede se vogliamo prendere un aperitivo al bar, siccome siamo leggermente in ritardo rifiutiamo, lasciando a dopo il piacere di una degustazionedi qualche buon rum, visto che nel sito internet fanno riferimento a particolari distillati.
Entriamo nella sala e ci accoglie il maître, molto gentilmente ci fa accomodare, alcuni clienti si possono accomodare all'esterno mentre altri sono nella sala interna a noi tocca, purtroppo l'interno.

Puntualmente ci vengono servite le carte, il servizio è molto cortese e abbastanza puntuale, purtroppo solo abbastanza perchè in sala sono solo in tre e le persone sedute sono sempre molte per un certo tipo di servizio che ci si deve aspettare da un ristorante di un certo livello, comunque la gentilezza e l'attenzione ci sono.
Insieme alle carte, il menu e la lista vini, ci vengono serviti dei grissini a dir poco fantastici, leggeri e croccanti con una leggera untuosità piacevole al palato, e servito "una bollicina", offerta, di Antica Fratta, un buon vino per iniziare una cena con alte aspettative.
La lista vini completa ma di difficile decisione in quanto sono presenti quasi esclusivamente vini di alto livello, anche a volte con ricarichi eccessivi; noi optiamo per un Quarz Alto Adige, anche perchè vogliamo degustare un menu a base di pesce.
Infatti oltre la carta sono presenti due menu, uno di terra e uno di mare.

Ci viene presentato il pane; un dettaglio, ma poi alla fine sono questi che contano: il cestino del pane era abbastanza usurato. Il pane molto buono, goloso, piccoli panini alle olive o integrale e un pane bianco a fette.

Come primo piatto ci viene servita una piccola entrata offerta dalla cucina. Si tratta di un gambero rosso scottato con una crema di insalata scarola affumicata e limone, un piatto che va a colpire tutti i gusti: l'amaro contrasta il dolce del gambero, dell'isalata saltata con del peperoncino va a prolungare la persitenza dolce e lo stesso l'affumicatura della crema; il contrasto acido viene invece da una farina di limone e da una cremina dello stesso però salato: un piatto moderno che fa iniziare bene la cena.

La prima portata della degustazione è una terrina di astice e scorfano con melone e il suo fumetto; il piatto più sotto tono della serata, al contrario del piatto precedente un piatto che ricorda la cucina degli anni novanta, dei grandi alberghi e dei grandi buffet; buona, una terrina di polpa di scorfano con all'interno un medaglione di astice, avvolta in zucchine e carote. Onestamente le zucchine erano un po' scure e il sapore non del tutto fresco, ad accompagnare due palline di melone e una maionese (o almeno cosi sembrava) al profumo di pesce.

A seguire una triglia e fagiolini alla catalana, un piatto molto buono: su un fondo di cipolla rossa brasata sono sistemate delle olive, dei pomodori disidratati, un filetto di triglia tagliato in due, dei fagiolini e del daicon tagliato sottilissimo. Un piatto a tutto gusto dove le cottura appena accennata della triglia dà risalto al sapore del pesce.

A seguire una zuppa di asparagi semifredda con del rombo avvolto nel lardo, e dell'olio piccante, e un insalata di germogli: un piatto sulla via di mezzo tra i primi due, di perfetta esecuzione anche se un po' troppo sapido, ma di facile apprezzamento.

Altro piatto. Un maccheroncino di farro con seppie e piselli, forse "il piatto della serata" se non fosse per l'uso eccessivo della cipolla, che alla fine andava a coprire la delicatezza della salsa e, una nota personale, se la seppia fosse stata cruda serebbe risultata ancora più incisiva.

A seguire gallinella con fagioli borlotti e agretti. Per la mia fidanzata che non ama i fagioli ho chiesto se era possibile avere un altro pesce ed è stato pertato un tataki di tonno in salsa agrodolce. Per quanto riguarda il tonno la cottura era un po' troppo cotta, la salsa agrodolce andava molto sull'orientale perchè sapeva sopratutto di soia. Il pesce era accompagnato da un purè di patate molto morbido con un gusto appena accenato di wasabi (abbiamo chiesto in quanto non riuscivamo a identificare il gusto), mentre la gallinella erano tre cubetti adagiati su una salsa di fagioli e un letto di spinaci, perchè gli agretti del menu erano ormai fuori stagione. La cottura di questo pesce invece era perfetta e l'accostamento dei sapori giusti, a finre il patto c'era un olio rosso forse al peperoncino.

Prima di passare ai dolci che possiamo prendere alla carta, chiediamo se possiamo avere una degustazione di formaggi (ci sono da sette o dieci tipologie): scegliamo dieci per assaggiare in due. I formaggi arrivano già dalla cucina in un piatto con un orpello di carote e erbe quasi medievale: ci sono vari tipi di formaggi, tutti piemontesi accompagnati da una mostarda di fichi e una marmellata di cipolle, buoni ma un po' troppo freddi. Qui però bisogna fare un rimprovero: utilizzare dei formaggi piemontesi quando siamo in Lombardia, la regione regina per quanto riguarda i formaggi...

Prendiamo il dolce, ci viene servito un piccolo pre-dessert, in un bicchierino una mousse al frutto della passione.

Come dessert la mia ragazza prende un morbido alle mandorle con gelato al cocco e frutti di bosco, forse fin troppo stucchevole il morbido in quanto inzuppato da uno sciroppo alla menta, una corona di frutti di bosco e una pallina di gelatoo al cocco mediocre, nel complesso un dolce fatto bene ma nulla di più.
Io invece prendo cioccolato e maracuja incuriosito dall'essenzialità della presentazione, visto che quasi tutto il menu è molto descrittivo. Arriva un piatto con sopra due semifreddi uno al cioccolato e l'altro al maracuja, una pralina con cioccolato aromatizzato al frutto della passione e della granella di biscotto al cioccolato con anche una cialda al cioccolato, buona ma leggermente pesante.
In abbinamento ci viene servito un passito al bicchiere.

Prendiamo un caffè e ci servono una selezione di biscotti secchi e due babà, i biscotti molto freschi anche se un po' ripetitivi e quasi "asciutti".
Visto che è quasi mezzanotte paghiamo il conto e ci dirigiamo verso il bar e ci viene detto che esso chiude appunto a quell'ora, cosi non possiamo dilettarci nella degustazione di qualche buon distillato, sarà per la prossima volta.
Spesa totale 214 euro.
Un posto dove vale la pena tornare anche se a mio parere ci sono da sistemare dei particolari sia sul ricevimneto dei clienti che sul servizio (sia di sala che di cucina), ma visto che il posto è da pochi anni che è aperto e da quello che mi ha raccontato il maître ha subito un cambio di gestione e un avvicendamento tra le file della cucina devo solo pensare che se continua su questa strada può solo andare avanti.

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