La Madia è uno dei ristoranti che ho scoperto graz...

Recensione di del 10/11/2012

Trattoria La Madia

33 € Prezzo
9 Cucina
7 Ambiente
8 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Ottimo
Prezzo per persona bevande incluse: 33 €

Recensione

La Madia è uno dei ristoranti che ho scoperto grazie al nostro sito. Presente anche da tempo sulla guida delle Osterie d'Italia, è sito in una palazzina di Brione. Paesino della provincia di Brescia a circa 650 metri di altitudine.
Per raggiungere il quale è necessario affrontare una ripida e abbastanza lunga salita con dei tornanti impegnativi. Soprattutto se si incontra un altro veicolo in discesa. "Fatica" largamente ricompensata dalla soddisfazione globale che, a mio giudizio, si ricava dai piatti proposti.
E non solo da quelli! Anche la cantina offre una bella ed originale scelta. In particolare per quanto riguarda i cosiddetti vini del territorio.
L'ambiente è caratteristico con numerosi oggetti agricoli e di cucina appesi o comunque esposti nelle due sale principali. Bellissima la madia contenente una grande varietà di formaggi. Uno più bello e grasso dell'altro.
A completare il tutto un servizio che io definirei gentile e attento senza "smancerie".

In questa occasione ho scelto, insieme agli altri commensali, il “menu di monte“.
Dopo un assaggio di “Violino di Capra“, buono, saporito e di grande soddisfazione, siamo passati allo “Strachì Parat“ un interessantissimo, e direi ipercalorico, piatto a base di cipolla e formaggio (formaggella di Collio). Che ci è piaciuto molto e ci ha anche fatto pensare alla “raccomandazione” della gentile proprietaria, che pur disponibile ad aumentare la dose di violino di capra, ci aveva raccomandato di non essere impazienti ed attendere i piatti successivi.
Difatti anche il piatto di “Malfatti con Silter e spinaci“ era senz'altro all'altezza dei precedenti piatti. Ma certamente anch'esso non particolarmente light!
Il menu prevedeva a seguire un piatto a base di capra della Val Camonica. Cotta a bassa (circa 80°)temperatura con fieno. Un piatto che temevo essere troppo forte per i miei gusti. E quindi ho chiesto (chiedendo una deroga eccezionale alla ferrea legge locale), insieme ad altri due commensali, di sostituirlo con il “Manzo all'olio“. Piatto tipico del bresciano. E che mi piace molto.
Devo però ammettere che non ho resistito ed ho assaggiato anche la capra. Che in realtà potrei definire delicata. E buona.
Il dessert del menu di monte è a scelta dalla carta.
Ed io ho ordinato un “tortino” con biscotti al grano saraceno, ricotta e marmellata di mirtilli. Anche questa originale, saporita e di mio gradimento.
Da segnalare che per tutti i prodotti, il menu riporta anche i nomi dei fornitori ed altre notizie interessanti.

Per i vini, abbiamo iniziato con due bottiglie di “Spumante Rosè Spink" della Cantina Zuliani. Un Chiaretto spumantizzato. Quello che si potrebbe definire di pronta beva. Che conoscevo, che mi piace e che ho ordinato anche per la parte femminile della tavolata. La parte maschile, che comprendeva anche due mangioni doc che transitavano in zona e che si sono uniti al nostro gruppo, ha invece proseguito con due rossi. Il primo “Botrugno Ottavianello“ del 2010 è un rosso del Salento (la carta prevede comunque anche qualche produttore “extra-bresciano”) molto leggero, nonostante i 14° di gradazione alcolica, piacevole e con una certa “personalità” (tradotto: un gusto e non solo, originale e nuovo per me). Che utilizza un vitigno, ottavianello, pressochè scomparso.
Il secondo, “Marzemino Montenetto igt“ Tenuta la Vigna, più corposo. E, pur se di uvaggio tipicamente trentino, coltivato in zona.
Simpatica la frase di Hemingway riportata sull'etichetta: “Il vino è uno dei maggiori segni di civiltà nel mondo“.

Il conto finale è stato di 303,50 euro. Con un rapporto prezzo/sodddisfazione ottimo.
Doveroso aggiungere che il personale se vede degli avanzi abbastanzi “corposi” (non solo di vino) suggerisce di portarseli a casa. E per fare questo fornisce dei pratici contenitori in alluminio. Una possibilità decisamente interessante e, soprattutto, proposta con garbo e simpatia. In particolare dal proprietario che accoglie gli ospiti già nel parcheggio.
Nel complesso una piacevolissima cena che ha senza dubbio confermato le precedenti positive esperienze. Non solo mie, ma anche di alcuni dei commensali. Tra i quali una coppia di amici che notoriamente non escono quasi mai, per motivi culinari, dalle mura veronesi. E che per questo ristorante hanno addirittura insistito per ritornarci!
Per capire meglio lo stile e i metodi di questa affascinante trattoria, consiglio di leggere nel sito internet la “Filosofia di Cucina“.
E dopo...provarla di persona!

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