Giorno non domenicale, ecco dunque una visita atte...

Recensione di del 30/12/2008

Trattoria Porteri

56 € Prezzo
7 Cucina
8 Ambiente
7 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 56 €

Recensione

Giorno non domenicale, ecco dunque una visita attesa da qualche tempo per un locale chiuso di Domenica. Parcheggiamo senza problemi un centinaio di metri prima lasciando l’auto al bordo della strada.
All’ingresso si suona il campanello come fosse una casa privata, noi non facciamo in tempo perché un signore ci incrocia uscendo dal locale. All'ingresso fa subito bella mostra una moto d’epoca perfettamente restaurata, poi appena entrati si incontra un vecchio pianoforte. L’ambiente è molto piacevole e caldo, rustico ma elegante.
Veniamo fatti accomodare nella prima sala da pranzo: tavoli con tovaglia bianca e sedie impagliate della massima spartanità ma anche pavimenti in antico cotto di recupero con ampi inserti di marmo bianco a completarne la posa. Sui mobili "della nonna" brocche e vecchio vasellame. Più addentro c’è una seconda sala con un enorme “sicér” ossia un lavatoio in marmo di Botticino dove un tempo venivano lavati i secchi: fa specie la dimensione notevole di circa tre metri di lunghezza. A destra una terza sala con piano ribassato dove troneggiano una Singer, una macchina da scrivere e una bilancia Berkel tutte assai datate; finiture in mattoni, ringhiere in ferro battuto, molti quadri appesi, bandiere, barrique e tante bottiglie.

Una giovane cameriera ci porta l’acqua minerale e il cestino del pane.
La nostra scelta cade sui maltagliati al cinghiale per tutti e tre: un buon piatto, la pasta è al dente mentre il cinghiale è così delicato che penso possa andar bene anche alla numerosa clientela femminile che frequenta abitualmente questo posto. Le quantità sono giuste ma non oltre il giusto.
Di secondo per l’amico controfiletto mentre io e il terzo commensale ci facciamo preparare una fiorentina di circa un chilo da dividere in due. Di contorno patate al forno, per me un’insalata verde e due razioni di polenta.
La carne è su buoni livelli.

La carta dei vini è piuttosto interessante con circa 250 etichette. Spiccano nomi noti così abbiamo il piacere di assaggiare un “Percarlo del 2001”, 14%, un vino zona Chianti che pochi hanno in carta: solo all’olfatto ci lascia a bocca aperta tanto è intenso. Il prezzo di 48 euro lascia intendere che i rincari sono onesti, per esempio il nobile “Asinone” si aggira sui 40 euro. La bottiglia viene aperta al tavolo dopo la dovuta sostituzione dei bicchieri.

Ci resta un po’ di appetito residuo così mentre gli amici ordinano un tagliere di formaggi per due, io attendo il dolce: un semifreddo al torroncino con cioccolato fuso, piuttosto buono. Non conosciamo le quantità di una portata di formaggi ma l’unico tagliere giunto per due persone ci viene fatto pagare 20 euro contro i 12 euro di una portata singola: ci resta il vago dubbio che forse fossero più convenienti due portate separate.

Alla fine il titolare ci scorta per una visita guidata al negozio laddove i numerosi insaccati, culatelli e quant’altro appeso al soffitto, ci fanno tornare l’appetito. Nello scantinato possiamo ammirare una bellissima sala del 1300 con volta, ottima per una cena appartata con amici o parenti.
Tre buoni caffé e il conto di 169 euro, oltre 56 euro a testa di cui 16 però solo per il vino.

Sinceramente pensavo di spendere meno, vino a parte s’intende, ma la quantità misurata delle portate e forse l’ottima digeribilità delle stesse ci ha condotto alla scelta dei formaggi con aggravio di spesa, così come la fiorentina si sa non essere il piatto più a buon mercato, aggiungiamo inoltre non uno, bensì un paio di secondi a testa, ecco che i 40 euro di cibarie sono più che giustificati.
Locale che tutto sommato consiglio, dove si mangia bene (il 7 dato alla cucina vuole intendere un 2009 all’insegna di una maggiore severità), si beve anche bene il tutto in un ambiente caldo e piacevole. Ce ne andiamo con l’intenzione, la prossima volta, di tornare per dare fondo al culatello visto in negozio.

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