Approfittiamo di un weekend in Franciacorta per vi...

Recensione di del 20/01/2006

L'Altro Sapori e Sapere

52 € Prezzo
6 Cucina
8 Ambiente
5 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Scarso
Prezzo per persona bevande incluse: 52 €

Recensione

Approfittiamo di un weekend in Franciacorta per visitare Brescia e la curatissima mostra ospitata al Museo di Santa Giulia su Gauguin e Van Gogh. Stanchi dopo il giro turistico decidiamo di concederci qualche peccato di gola.
La scelta del ristorante è stata, in realtà, piuttosto casuale: nel girellare tra i vicoli del centro storico questo ci ha particolarmente colpiti tra le numerose altre proposte per l'accattivante presentazione.
Due ampie vetrate lasciano infatti scorgere dall'esterno un ambiente molto curato e particolare, da cui decidiamo di lasciarci tentare. Non abbiamo prenotato, il patron gentilmente ci informa che purtroppo per la sera il locale è al completo, ma, essendo piuttosto presto, forse riesce a trovarci due posti fino alle ore 21.30. Decidiamo di accettare la cortese offerta, pur consci che sacrificheremo parte della serata nella fretta della consumazione della cena.

All'ingresso: una libreria a tutta parete ricolma di libri, una poltrona anni '50 e un tavolino ad arredare un angolo lettura. Una scala porta al piano superiore ma non riusciamo a capire se si tratti di una ulteriore porzione di locale. Veniamo accompagnati nella sala contigua: è ampia, divisa in due da una colonna, ospita circa una quindicina di tavoli ben distanziati.
L'arredamento è eclettico ma nel complesso gradevole: grandi soffitti a botte i cui mattoni a vista sono purtroppo stati ricoperti con intonaco bianco, pareti ugualmente bianche impreziosite da quadri di forma circolare sui toni prevalenti del rosso e del nero. Tavoli in marmo screziato ricoperti da una lastra di cristallo. Su una parete campeggia la proiezione ottica a colori di un noto quadro di Andy Warhol.

L'apparecchiatura è sobria ma di buon gusto, con piccolo porta candela per ogni tavolo. Dalla nostra postazione possiamo intravedere la cucina interamente a vista protetta da una ampia vetrata dove due cuochi e un aiuto cuoco lavorano alacremente. Le sedute, moderne e stilizzate, sono rivestite di cavallino, tessuto zebrato o maculato. Nell'insieme, un ambiente piacevole, musica lounge e classica in sottofondo, forse un po' troppo alta per consentire una agevole conversazione.

Veniamo fatti accomodare, ci vengono sottratti i cappotti da una gentile cameriera. Giunge immediatamente dell'acqua naturale non richiesta e un vassoietto con grissini, pezzetti di focaccia e piccoli panini fragranti e piacevolmente tiepidi: all'uvetta, allo zafferano, al latte.

Il menu non è ampissimo. Circa cinque proposte rispettivamente per antipasti, primi e secondi.
La carta dei vini è invece piuttosto fornita, presentata in un grande libro di pelle scura più simile ad un album di fotografie. Volendo fare una scelta al calice, ci viene proposto uno Chardonnay Franciacorta. Ahimè due note di demerito: il vino viene portato stappato al tavolo e non a temperatura, ma quel che è peggio, l'assaggio è proposto al mio commensale per distrazione, perdonabile? non direi, nel bicchiere per l'acqua. Il cameriere, resosi conto un po' tardi dell'errore, ha riparato poi in tutta fretta.
Da qui in avanti il servizio sarà piuttosto frettoloso e non certo impeccabile.

Veniamo alle pietanze offerte.

Antipasti.
Per me: "Flan di asparagi su crema di fontina".
Presentazione molto sobria, forse troppo. Sapore delicato del flan, impreziosita da una crema di formaggio anch'essa non prevaricante. Nel complesso gusto un po' sbiadito. Voto 5,5.
Per lui: "Guazzetto di polipetti su polenta taragna".
Polipetti veramente teneri e cucinati ad arte, leggermente piccanti, gustosi. Porzione generosissima, persino eccessiva per un antipasto. Voto 7.

Primi piatti.
Per me: "Malfatti con ratatouille di verdurine".
Pasta fresca condita egregiamente; verdure, carciofi, zucchine e carote in prevalenza, croccanti e saporite. Buono l'olio del Garda aggiunto a crudo a completare il piatto. Voto 7,5.
Per lui: "Zuppa di cipolle".
Servita forse un po' troppo calda, con un crostone di pane nero ricoperto di formaggio fuso. Buona, ma non eccelsa. Voto 7.

Secondi piatti.
Per me: "Zigeuner (spiedino di carne)".
Piatto dalla presentazione rustica ma piacevole, costituito da una tagliata di carne molto sottile arrotolata intorno ad un bastone di faggio lardellato. In accompagnamento, la medesima polenta taragna assaggiata nell'antipasto, un piccolo cavolfiore bollito e una patata al cartoccio. Voto 7,5.
Per lui: "Tagliata di manzo".
Una mini porzione di carne cotta al sangue e servita in lamelle di circa mezzo centimetro con una gradevole crosticina esterna. Lo stesso scarno contorno del mio secondo. Voto 6.

Dessert.
Per me: "Mont Blanc".
Possiamo, se si vuole operare un notevole sforzo di fantasia, considerarlo una versione destrutturata del noto dolce di castagne. In realtà mi hanno presentato una crema di marroni, stucchevolissima, sormontata da una immensa coltre di panna spray, cosparsa di polvere di cacao amaro. Una delusione. Voto 4.
Per lui: "Sorbetto al mandarino di Sicilia".
Nella norma. Voto 6.

Abbiamo speso in due 104 euro. Di cui 9 euro a testa per gli antipasti, 10 per i primi piatti, 14 per i secondi. Il resto per coperto, acqua e due calici di vino.

Nel complesso, un locale un po' pretenzioso, con alcuni slanci di creatività, ma deludente e decisamente squilibrato nel rapporto qualità/prezzo.

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