Arriviamo in sette sulle prime colline dell'Oltrep...

Recensione di del 12/11/2011

La Buta

40 € Prezzo
8 Cucina
8 Ambiente
9 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Ottimo
Prezzo per persona bevande incluse: 40 €

Recensione

Arriviamo in sette sulle prime colline dell'Oltrepo. La sera è chiara e la luna illumina i flari. Sulla destra si apre un'ampia cascina ristrutturata che ospita il ristorante e la "Tenuta Scarpa Colombi", produttrice di vini. La location è elegante, fiori ovunque, antiche foto e documentazioni di illustri matrimoni lì tenuti, ampi soffitti a volta, preziose ceramiche alle pareti. Il gestore capisce l'interesse e ne parla volentieri. E' di Deruta, località vicino a Perugia, dove numerose aziende artigiane sono specializzate in maioliche d'arte apprezzate perfino in Russia e Giappone. Gente seria, appassionata del proprio lavoro, come avremo modo di sperimentare qui, per l'arte dell'accoglienza. Brindisi di benvenuto con Pinot nero vinificato in bianco dell'Azienda Merlino. Dalla cucina a vista, dietro un'ampia vetrata, sfornano senza posa gli antipasti: deliziose bruschette ai porcini, piccoli arancini, spiedini con zucchine e formaggi, fettine gustose di cotechino caldo, buoni affettati misti, melanzane grigliate. L'adiacente cantina ci fornisce un "Marubbio", 2009, 14°, gran vino rubino intenso e una bottiglia di "Morgana",2010, 12,5, bonarda vivace, lievi sentori di frutta. Particolarmente saporiti gli assaggi di tacchinella farcita e le conchiglie con salmone fresco e affumicato arricchiti con insalata russa. Graditi i piccoli gnocchetti fritti, delicati e non unti, con pancetta e per finire spicchi di sedano con gorgonzola e noci. Entrano comitive di giovani, le tre sale del ristorante si riempiono. Il personale è veloce e solerte.
Da una forma di grana scavata esce un fumante risotto alla zucca, ben cotto e condito, presentato su eleganti ceramiche rotonde. Il gestore e i suoi ragazzi volentieri interpretano i desideri dei "mangioni" e presentano generose porzioni di "pisarei e fasò" gustosissima preparazione con pomodoro e pancetta che io completo con alcune gocce di ottimo olio vergine umbro. Sembra incredibile ma abbiamo ancora voglia di proseguire. Il nostro anfitrione esce da una sorta di pulpito in legno in mezzo alla sala e ci illustra prelibatezze.
Decisamente gustoso il capriolo con polenta, un assaggio di scottadito di agnello, per gli altri un classico filetto e, inusuale per la stagione, asparagi con formaggio. Un giovane cameriere, che scopriamo si sta laureando in medicina, buon psicologo, intuisce ulteriore voglia di polenta e ne porta ulteriori cucchiaiate con formaggi vari. La kermesse non è ancora finita.
All'apertura delle danze per i dolci arrivano guarnizioni floreali con sfogliatine di ananas, gelatine con frutti di bosoo, soufflè di mandorle, cucchiaini con tiramisù e castagnole, uno più buono dell'altro. Grande rischio per la patente da una bottiglia di grappa stravecchia, ambrata, sigillo rosso, 42°, che ci limitiamo ad assaporare con giudizio. All'uscita la luna è sempre lì, come questo ristorante di sicure tradizioni, dalla cucina semplice, genuina e cordialmente ospitale

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