Tornato dal lavoro, propongo a mia moglie di cenar...

Recensione di del 09/09/2009

Storie d'Amore

93 € Prezzo
9 Cucina
8 Ambiente
8 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 93 €

Recensione

Tornato dal lavoro, propongo a mia moglie di cenare fuori. Nessun problema per la mia dolce metà e in pochi minuti si passa dalla “pizza veloce vicino a casa” all’idea di provare un ristorante che mi aveva segnalato un amico quasi un anno fa, da lui visitato per caso poco dopo l’apertura, ma che non avevamo mai avuto occasione di provare.
Nessun problema dicevo? Non proprio. I problemi potrebbero iniziare quando la moglie è in avanzatissimo stato di gravidanza e il ristorante è ubicato a 120 chilometri da casa. Lo spirito però è quello giusto e si parte dopo prenotazione telefonica.
I problemi continuano tuttavia nel momento in cui, causa navigatore non aggiornato, non solo seguiamo la strada più lunga ma dopo aver individuato la via del ristorante, non troviamo traccia dello stesso. Il tempo scorre inesorabile. Iniziano ad affiorare in me i sensi di colpa che solo una cena di grande livello potrebbe cancellare.
Guidati telefonicamente dal gentilissimo Massimo Foffani, coproprietario del ristorante assieme allo chef Davide Filippetto, arriviamo con un po’ di ritardo sulla tabella di marcia al grande casolare, in una piccola parte del quale è stato aperto il ristorante “Storie d’Amore”, non facilmente individuabile dalla strada principale della frazione San Michele delle Badesse di Borgoricco.
Entriamo nella prima delle due eleganti sale in un ambiente già descritto nella precedente recensione che può ospitare un totale di circa 25 persone. Due soli tavoli occupati per un totale di quattro persone noi compresi, mentre la sera precedente si era sfiorato il tutto esaurito. Non male a metà settimana.

Acqua naturale Lauretana e per mia moglie un Aperitivo analcolico di frutta.
Il menù propone una vasta scelta alla carta, per un costo medio di un pasto completo dall’antipasto al dolce di circa 70 euro e due degustazioni: “Assaggi” (di carne e pesce a discrezione dello chef) a 50 euro e “Degustazione della settimana” (antipasto, primo, secondo e dolce con due scelte per ciascuna portata) a 48 euro.
Noi chiediamo, se l’orario lo consente, una degustazione “ad hoc” per provare la cucina dello chef e ci viene proposta una sequenza di sette o otto portate. Decideremo successivamente, su precisa richiesta del maître, di rinunciare ad una portata e mia moglie salterà anche al dolce.
Visto lo stato di mia moglie, chiediamo di evitare crudi di pesce e di carne.
Per me abbinamento al calice, anche qui “aggiustato” in corso d’opera di comune accordo con il maître-sommelier Massimo, che segue i due tavoli. Per mia moglie solo acqua.

Ottimi e lunghi grissini al rosmarino e una buona varietà di pani caldi e altri grissini/crackers autoprodotti anticipano il benvenuto della cucina, un Krapfen ripieno di baccalà che fa ben sperare per il prosieguo della cena. I trascorsi di pasticcere dello chef si fanno sentire.

Il percorso degustativo inizia con una Catalana di scampi con emulsione di basilico e peperone.
Ci viene spiegato che l’idea è quella di associare una catalana ad un pinzimonio. Il piatto è stupendo dal punto di vista cromatico, gli scampi sono cotti al vapore e vi sono vari tipi di verdure e piccoli pezzetti di pan brioche a conferire un minimo di croccantezza. Le emulsioni sparse qua e là nel piatto completano il tutto. Davvero un gran bell’inizio che fa ben sperare per il seguito della serata. Piatto delicato ed equilibrato, di quelli che tanto ammiccano ai gusti di mia moglie.
Vino abbinato è una Ribolla Gialla, di cui ahimè non ricordo il produttore.

Il secondo antipasto è una Variazione della zucca. Le “variazioni” sono un tema ricorrente nella cucina dello chef, per esempio di frattaglie, di seppie, di carne cruda. Qui viene proposta una crème brûlée alla zucca sulla quale sono posti una pallina di gelato alla zucca completata con scaglie di tartufo nero, del formaggio taleggio, zucca fritta su budino alla zucca e formaggio di fossa fritto. A parte, piccoli dadini di zucca e qualche goccia di emulsione a completare il piatto.
Molto piacevole alla vista e fresco al palato, per nulla stucchevole come si potrebbe pensare. Imperdibile per gli amanti del genere.
Vino abbinato un Tocai di cui (di nuovo) non ricordo il produttore; Massimo mi spiega che lo spiccato retrogusto di mandorle del vino dovrebbe bilanciare la dolcezza della zucca.

Proseguiamo con Scaloppa di foie gras, salsa di fichi, patate americane croccanti ed essenza di liquirizia.
Abbinamenti direi piuttosto rodati, c’è poco da aggiungere. Personalissima opinione: un po’ di pan brioche non ci sarebbe stato male, mia moglie ha ovviato pescando dall’ottimo cestino del pane, prontamente sostituito appena si era abbassato “il livello di guardia”.
Rinuncio ad abbinare un vino Sauternes.

Il primo piatto è un Risotto affumicato ai broccoli e baccalà, mantecato alla burrata. Il baccalà è presente sopra il risotto come un “pellicola” e ben si sposa con il sapore dei broccoli.
Vino abbinato:Greco di Tufo San Domenico

Ci viene annunciato che il piatto successivo saranno gnocchi, ma invece ci viene servito (con simpatica battuta del maître) un Gulasch di durelli di pollo.
Doverosa considerazione: mai mia moglie avrebbe assaggiato un piatto simile se non durante una cena nella quale lo chef si era conquistato la sua fiducia. La scuola “Dal Vero” credo si faccia sentire anche in queste preparazioni. Del pane croccante e un gusto leggermente piccante rendono il piatto appetitoso anche per noi che preferiamo generalmente i secondi piatti di pesce a quelli di carne.

Concludiamo le portate principali con Coppa di Patanegra, fagioli del nostro orto e polenta bianca, piatto “rustico” molto goloso. La carne, molto saporita è cotta a bassa temperatura per mantenerla succulenta, i fagioli e la loro salsa la accompagnano degnamente.
Vino abbinato ai due secondi: Syrah Il Bosco, Tenimenti D'Alessandro, semplicemente grandioso l’abbinamento, soprattutto con la carne di suino iberico.

Mia moglie a questo punto dà forfait e chiede un caffè, servito assieme a variegata e squisita piccola pasticceria, io accetto un assaggio di dessert che sarà una Mousse di banana, gelato alla birra e polvere di caffè. Credo che, servito in quantità minore, questo sia un predessert, ottimo infatti per “pulire” e rinfrescare.
Peccato non aver testato le note capacità di pasticcere di Davide, ma non ero nella serata di maggior appetito.

Conclusioni.
Il conto finale è stato di 185 euro per due degustazioni fuori carta, un accompagnamento di vino al calice, due acqua, un aperitivo e un caffè e due coperti (5 euro). Direi un rapporto qualità/prezzo normale per quanto riguarda la nostra cena.

Servizio professionale, puntualissimo ma con quel pizzico di informalità che sta prendendo sempre più piede e che a noi tanto piace. Massimo Foffani sa il fatto suo, mette l’ospite a proprio agio e dimostra una grandissima attenzione per il cliente. Doveroso e sentito il nostro ringraziamento per avere soddisfatto ogni nostra richiesta nonostante l’orario.
L’ambiente ci ha sorpreso in positivo.
Sulla cucina di Davide Filippetto il tam-tam in rete è in atto da qualche tempo e il locale è sempre più frequentato. Noi abbiamo percepito una gran bella mano, a mio modesto parere più marcata negli antipasti e nei primi piatti rispetto ai secondi piatti, se proprio vogliamo cercare il pelo nell’uovo sia chiaro! In tal senso avrei voluto provare un secondo di pesce, come avrei avuto la curiosità di assaggiare un altro dolce; nel primo caso la scelta dello chef è stata sul proporre due secondi di carne: forse il piccante del gulasch lasciava poco spazio ad una preparazione più delicata? Domande che mi sono sovvenute solo a posteriori, per cui non ho chiesto lumi sul momento. Nel secondo caso la tarda ora, l’appagamento della degustazione e la distanza da casa mi hanno fatto desistere.
In definitiva una bellissima esperienza, a mio avviso un locale di cui sentiremo parlare a lungo e che meriterebbe altri passaggi per ulteriori approfondimenti e soddisfazioni di palato.

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