Un ristorante di qualità in campagna

Recensione di del 09/03/2016

La Palta

90 € Prezzo
8 Cucina
8 Ambiente
8 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 90 €

Recensione

In una frazione del paese... tra le poche case prevalentemente di campagna, si trova questo ristorante con un ingresso abbastanza anonimo. L’interno è gradevole, con una prima sala con tavoli in una rientranza a sinistra del passaggio per la successiva, più luminosa, ricavata chiudendo con una struttura quasi completamente a vetri una vecchia barchessa affacciata su un ordinato giardino.

15 in totale i tavoli. Tovaglie bianche lunghe, comode sedie imbottite. Illuminazione, a pranzo in una bellissima giornata di sole non ce n’era bisogno, garantita da lampade a stelo appese al soffitto di legno.

Per centrotavola vasi di vetro cilindrici riempiti di nocciole.

Menù con 6/7 proposte per tipologia di portata con una connotazione pressoché esclusiva di terra e qualche prodotto di provenienza locale come il suinetto del salumificio Morini e la pancetta “Giovanna” dell’azienda Capitelli.

L’unica presenza non di terra è in alcuni ingredienti a completare piatti la cui essenza non è comunque di pesce e tanto meno marina come storione, caviale, acciughe e baccalà.

Unico piatto di pesce, peraltro d’acqua dolce, è la presenza tra i secondi di “filetto di storione ai carciofi con liquirizia”.

Per iniziare un piccolo benvenuto: millefoglie di frittata con crema alla curcuma e mais. Comunque una frittata.

Servito poi un cestino del pane fatto in casa, con lievito madre, alla rapa, al sesamo e bianco e della focaccia.

Le mie scelte:

per iniziare, Zuppa di cachi, fegato grasso d’oca al passito e caldarroste. Ottimo il fegato grasso, leggero di un bel colore chiaro e in quantità soddisfacente per un antipasto. Guarnito con delle caldarroste a pezzi macerate nel passito e i classici pezzi di pan brioche. Il tutto sopra una leggera crema di cachi che a mio avviso non aggiungeva molto al piatto.

Per secondo Capriolo con castagnaccio, crema di nocciole e rabarbaro. Ottima la carne, cotta alla perfezione. Non particolarmente esaltata dall'aggiunta degli altri ingredienti.

Ho avuto anche la possibilità di assaggiare per generosità del compagno di pranzo quello che a mio avviso è stato il piatto migliore e decisamente più caratteristico.

Ravioli di riso tra Oriente e Occidente (piatto che ha vinto il secondo premio in concorso per Internationalimachefcup), ideato e preparato all'epoca del concorso con un altro chef, come prevedeva la competizione che promuoveva l’incontro di cucine diverse, di origine Thailandese.

Ravioli fatti con farina di riso Venere nero, ripieni di cipollotto, erbette e zenzero, conditi con crema crema di cocco, peperoncino e guarniti con scrumble di riso.

Piatto che lo chef ci dice essere diventato un classico che resiste alle varie rivisitazioni delle proposte.

Per dessert un Cremoso di cioccolato bianco con cannoli di ricotta e tartufo e mela selvatica. Ottimo.

Ad accompagnare le portate vino al bicchiere: sauternes per l’antipasto.

Un Colli Bolognesi Dop Rosso per il Capriolo e una Malvasia 2012 passito di un'azienda locale "il Negrese", con il dolce.

Prezzo finale 90 euro per antipasto, secondo, dessert, tre bicchieri di vino, acqua e caffè.

Una pranzo piacevole con prodotti di prima qualità preparati da una sapiente mano senza, tranne che nel caso dei ravioli, che si riscontrino sensazioni straordinarie nell'insieme delle preparazioni.

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