Da diverso tempo desideravamo recarci allo Showroo...

Recensione di del 14/10/2005

Agriturismo La Paideia

40 € Prezzo
7 Cucina
7 Ambiente
6 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 40 €

Recensione

Da diverso tempo desideravamo recarci allo Showroom del Gusto, quando ancora aveva sede a Broni ma, per un motivo o per l’altro, non eravamo mai riusciti nel nostro intento.
Incuriositi e invogliati dalle tante recensioni positive degli amici mangioni, abbiamo deciso di provarlo in un venerdì di ottobre. Il locale da Verona non è vicinissimo e siamo arrivati con un po’ di ritardo anche a causa del traffico intenso del venerdì sera. Ad attenderci, gentile, la signora Ilda, proprietaria dell’Agriturismo "La Paideia" che ospita lo Shoowroom del Gusto, che ci accompagna in sala dove ci attende il nostro tavolo.

Ci accomodiamo nella sala più piccola, quella d’ingresso e adiacente alla cucina; l’ambiente è semplice ma accogliente con decorazioni murali ed il pavimento in cotto. I tavoli rotondi sono ben apparecchiati, con un tovagliato lungo bordeaux con, sopra, una tovaglia bianca. Bicchieri e stoviglie sono di discreta qualità. Sul tavolo una piccola composizione di frutta di stagione.

Dopo qualche minuto il signor Patrizio, unico responsabile di sala, viene a proporci verbalmente le portate facenti parte del menù fisso della serata, per il quale è previsto il relativo abbinamento con i vini al calice, proposti dallo stesso signor Patrizio.
L’acqua naturale viene portata in tavola in un contenitore di vetro a forma di beuta, mentre l’aperitivo che ci viene offerto per gli antipasti è un Pinot nero vinificato in bianco, metodo Charmat "Haris" di "La Costaiola", Oltrepò pavese.

Nell’apposito cestino, un unico tipo di pane di semola rimacinata, fragrante e dal caratteristico colore giallo chiaro.

Dalla cucina arriva un assaggio di "pancetta arrotolata e piccole porzioni di frittata di verdure". La pancetta è molto gradevole, dolce e morbida; la frittata è gustosa.

Il vino che ci viene ora servito è un Vespolino che non incontra il mio gusto in quanto leggermente mosso a causa di una probabile fermentazione in bottiglia, ammessa anche dal signor Patrizio su nostra indicazione (non avendo lui preventivamente assaggiato il vino) e prontamente sostituito con una Barbera di Elio Grasso, molto buona, ma di cui mi sfugge l’anno di produzione.

Come primo antipasto ci viene servita la "lingua di vitello con vinaigrette all’erba cipollina e aceto di mele". Tenera la lingua aromatizzata con la vinaigrette e condita con aceto di mele e piccoli pezzetti di pomodoro. Gradevole la nota acidula dell’aceto di mele che a fine degustazione, lascia in bocca una sensazione di pulizia. Molto buona, voto 8.
Chiediamo poi una piccola degustazione di olio calabrese, molto buono.
Il secondo antipasto è una "Sfoglia con funghi porcini su fonduta di grana padano". Delicata la fonduta, gradevole la sfoglia, gustosi i funghi porcini. Buona, voto 7.

Tra i primi piatti, il "risotto ai funghi porcini" risulta essere di ottima fattura nel gusto e nella preparazione. Perfetta la cottura, ben dosata nel sale, e freschi e profumati i funghi. Il sapore verrà completato da una spolverata di parmigiano reggiano. Molto buono, voto 8.
Seguono poi i "ravioli di brasato con sugo di brasato e burro fuso"; la pietanza, nonostante la sfoglia sia soda e ben preparata, non incontra il mio gusto personale e ne affido la degustazione al mio commensale. Anche qui, una buona dose di parmigiano reggiano a ricoprire il tutto, ma la presentazione non molto accurata, non mi aiuta a superare l’iniziale titubanza. Sufficiente, voto 6.

Il secondo piatto consiste in una "tagliata di scottona con finferli". La carne è molto tenera e cotta al giusto punto di sangue, ma i finferli che l’accompagnano non sono all’altezza della carne anche se, nel complesso, anche questa preparazione non è un po’ carente sotto il profilo della presentazione. Sufficiente, voto 6.

Gusto invece molto i tre formaggi proposti: caprino stagionato, ricotta stagionata e toma caprina a pasta molle; tutti molto buoni e che degusto in abbinamento a miele d’acacia successivamente richiesto al signor Patrizio.

Infine il dessert: uno "zabaione con lamponi caramellati" accompagnato ad un gravedole calice di Moscato Cà del Gè. Una porzione decisamente troppo abbondante, accompagnata ai lamponi caramellati al momento dal patron. Il gusto però, risulterà stucchevole anche per l’eccessiva presenza di note dolci. Anche qui, come nelle altre pietanze la presentazione non è delle più accattivanti. Sufficiente, voto 6.

In più, dalla cucina sarà servito un torrone morbido ricoperto di cioccolato, anche questo preparato dal signor Patrizio, dove al posto delle mandorle vengono impiegate noci. Discreto il gusto ma la morbidezza dichiarata risulterà eccessiva tanto da sciogliersi tra le dita.

Infine due caffè fatti con la moka e il conto, per due, di 80 euro.

Una nota negativa è sicuramente quella rappresentata dalla evidente presenza in sala, ad un certo punto della serata, degli odori intensi provenienti dalla cucina.
La cucina della signora Claudia, che non abbiamo avuto il piacere di conoscere in quanto non ha mai presenziato in sala, al contrario della signora Ilda che ripetutamente passa a chiederci se le preparazioni incontrano il nostro gusto, appare semplice e genuina, onesta ma non entusiasmante. Apprezzabile l’impegno profuso dal marito e patron sig. Patrizio, nel condurre la gestione della sala.

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