Un atto dovuto

Recensione di del 26/10/2013

Locanda degli Eventi

32 € Prezzo
8 Cucina
8 Ambiente
8 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 32 €

Recensione

Nel panorama della ristorazione pavese la Locanda degli Eventi ha ormai acquisito fama e notorietà sino ai territori d'oltremare, travalicando navigli e fiumi padani.
Arriviamo in quel di Borgarello con una coppia di amici milanesi, ansiosi di conoscere la cucina del locale ed il suo chef, al secolo Stefano Bruzzone che demanda l'accoglienza, le comande ed il servizio ai tavoli alla moglie Elena, dispensatrice di cortesia ed attenzioni in sala riuscendo a mantenersi serena e professionale, nonostante in cucina regni cotanto marito...

Compulsiamo attentamente il menu che stuzzica la curiosità palatale con proposte di carne e di pesce improntate alla tradizione gastronomica ligure e padana e che non disdegnano qualche raffinatezza. Noi, palati raffinati più per definizione che per vocazione, optiamo, ovviamente, per portate come dire, "alla carrettiera" scegliendo risotto al salto come primo, caldaia triestina con patate in tecia e bollito misto come secondo.
L'attesa è allietata da una "coccola dalla cucina ": un gradito assaggio di buon salame che accompagnamo degnamente con i tocchetti di focaccia presenti nel cesto dei pani sorseggiando Bonarda vivace, Cresta del Ghiffi di produzione dell'azienda vinicola Fratelli Agnes di Rovescala.
Il riso al salto evidenzia una crosticina piuttosto scura, leggermente bruciacchiata a racchiudere un buon risotto con funghi odorosi e saporiti. Porzione abbondante di un piatto che definirei "perfettibile" soprattutto in ordine ad una certa qual carenza di croccantezza e che tuttavia è gustoso ed apprezzato aggiudicandosi una valutazione positiva.

A seguire i secondi . E' con "viva e vibrante soddisfazione" che lo chef rivendica con orgoglio le proprie radici triestine proponendoci un piatto goloso e assai gustoso composto da prosciutto cotto affumicato caldo tagliato al coltello cosparso da scaglie di cren fresco grattugiato, wurstel, crauti altrimenti detti "capuzzi garbi " alla triestina maniera, e senape.
Dal piatto si sprigiona un vapore intenso e pungente, il gusto è deciso, sublimato dalla presenza del cren che colpisce con tutta la sua forza aggiungendo una nota imperiosa, senza compromettere l'equilibrio complessivo della portata. Ottime anche le patate in tecia tagliate in fette piuttosto spesse e che si sfaldano in una sorta di amalgama che quasi si attacca al fondo della casseruola di terracotta. Chapeau!
Anche il bollito viene promosso a pieni voti, con tutti gli accompagnamenti che gli si addicono, dalla mostarda alla salsa verde.

Soddisfatti e sazi, concludiamo con caffè ed una grappa.
L'immediato dopo cena vede l'uscita dello chef dalla cucina che si intrattiene amabilmente con gli ospiti a menar carole.
Paghiamo il conto per un totale di € 128. Congruo e corretto.
Nessun problema digestivo nonostante la corposità della nostra degustazione.

Gabriela Santippe28 Giunzioni

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