Di quelle fatte per ilmangione.it, questa è probab...

Recensione di del 17/12/2011

Locanda degli Eventi

34 € Prezzo
5 Cucina
7 Ambiente
7 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 34 €

Recensione

Di quelle fatte per ilmangione.it, questa è probabilmente la recensione più difficile. Intendo dire che mentre è usuale, nell’arco di una cena, imbattersi in piatti che convincono di più e altri che lasciano meno soddisfatti, nel caso della Locanda degli Eventi dovrei fare due recensioni nettamente separate, quasi si trattasse di due ristoranti diversi: l’una per descrivere ciò che abbiamo assaggiato in occasione dei primi, e l’altra per riportare le nostre impressioni a proposito dei secondi (entrambi di pesce).
Ma procediamo con ordine. L’ambiente è molto curato, caldo, starei per dire accogliente, con la sua aria di casa, coi tappeti davanti al rassicurante camino (che però, personalmente, avrei preferito non in stile moderno), le tovaglie rosse in stile natalizio, la cortesia e la discrezione della signora che ci ha servito, i bei quadri alle pareti. Un luogo che fa star bene, e in cui si rimarrebbe seduti a lungo a discorrere con i commensali, anche dopo aver finito il proprio pranzo.
Dopo un piccolo benvenuto (fetta di salamino ricoperto di provolone con lenticchie di Castelluccio) e qualche assalto al cestino del pane (pane e focacce piuttosto gradevoli ma freddine, nonostante una temperatura della sala più che generosa), arrivano i primi: pasta fresca con carciofi alla carbonara (per mia moglie) e ravioli di zucca al burro e salvia con tartufo nero (per me). Nulla da ridire, se non sottolinearne le note positive. I ravioli con un giusto (e difficile) equilibrio tra la componente dolce della zucca e la nota sapida della pasta e del condimento, tartufo nero in quantità generose e davvero fragrante, ancorché molto, troppo, freddo (sarà un po’ una costante di tutta la serata: capisco che il tartufo si conservi in frigorifero, però sarebbe stato meglio avere allora dei ravioli ben caldi e non appena tiepidi come nel nostro caso).
Anche la carbonara ci ha convinto, sia per tempi di cottura della pasta (tra l’altro notevole) che per la “gagliardia” e il carattere del condimento, come si addice a un piatto rustico, almeno nel nome.
Ecco, se la serata si fosse conclusa qui, con un dolce e un caffè non avrei avuto nulla da obiettare ad un bel cappellino verde, pieno e convinto. Invece la serata è proseguita con un filetto di pesce persico e porcini, e con un sautè di verdure, gamberi, cozze e vongole. Nessuno dei due piatti, a nostro avviso, era non dico ben eseguito (non faccio il cuoco e non mi arrogo il diritto di parlare di tecnica), ma lontano parente delle portate che avevamo gustato solo qualche minuto prima. Il filetto di persico era totalmente insapore, mentre i porcini erano oltre che intrisi di acqua (presumo mal scongelati quindi), “anemici” e scialbi. Il sautè, pur con verdure gustose e perfettamente cotte (belle turgide come piacciono a me), ha dovuto fare i conti, e noi con lui, con delle cozze asciuttissime, prive di sapore, e perfin secche (riscaldate in modo non proprio felice?). Sul fondo un eccesso di acqua, che i due timidi crostini ai bordi del piatto non avrebbero potuto raccogliere neanche in dieci vite.
Come dicevo, il voto finale, essendo una media, non rende giustizia alla qualità dei primi, ma del resto non è neanche sufficientemente severo con i secondi, e in quanto tale è da valutare solo alla luce di quanto ho brevemente descritto nella recensione. Peccato, perché cortesia, atmosfera e livello di alcuni piatti avrebbero meritato certamente di più.
Conto di 67 euro più che onesto che include due caffè, una bottiglia di acqua e una mezza bottiglia di Pinot Nero.

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