Il ristorante Le Chaudron si trova in una piccola ...

Recensione di del 17/08/2007

Le Chaudron

54 € Prezzo
8 Cucina
8 Ambiente
7 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 54 €

Recensione

Il ristorante Le Chaudron si trova in una piccola piazzetta quasi al fondo di corso Vittorio Emanuele, in direzione Sanremo. Non c'è posteggio privato quindi ci si deve arrangiare come si può nelle vie adiacenti. Lo si distingue per la sua caratteristica veranda verde adiacente ad un chiosco di fiori, circondato da grossi vasi di piante.
E' proprio nella veranda che veniamo accolte, con fare gentile ma un po' distaccato, dalla patron che ci fa accomodare al tavolo prenotato il mattino per la sera stessa. La parete che divide la veranda dalla sala interna è completamente rivestita da un rampicante che, insieme ad un grosso bonsai ed altro verde collocato qua e là, le conferisce un po' l'aspetto di una serra.
C'è anche la possibilità di accomodarsi nella sala interna che avrò l'occasione di visitare a fine serata, più elegante e curata nei dettagli.

Nulla di particolare da segnalare sull'accoglienza, passiamo al menu.
Il locale propone tre menu degustazione le cui portate sono in funzione del pescato locale giornaliero, non sono specificate quindi vengono riferite a voce. La carta è molto variegata, tutta imperniata sul pesce fresco combinata con i prodotti del territorio: crudi di mare, ampia scelta di crostacei, pasta fatta in casa con frutti di mare, astice, aragosta, ecc. Pochi piatti di terra e una selezione di formaggi completano il menu.

La mise en place è abbastanza elegante: tovaglia e sottotovaglia bianca, bicchiere per l'acqua e calici per il vino, cestino con pane e grissini artigianali buonissimi, un vasetto di roselline e un bel portacandele di vetro lavorato ad abbellire il tavolo.

La carta dei vini è essenziale ma ben fornita, con ricarichi corretti. Questa sera però né io né la mia commensale abbiamo voglia di bere vino, quindi passiamo subito le nostre comande, identiche per entrambe.

Dopo poco la patron ci offre come appetizer mezzo fico e una fettina di prosciutto crudo.

Antipasto

Tronchetti di polpo con fagioli bianchi di Pigna, pinoli e pomodori secchi.
Al centro del piatto di ceramica i pezzetti di polpo tiepidi e tenerissimi conditi con olio extra vergine e pomodori secchi tritati; tutto attorno i granelli di pinoli e l'ottima crema di fagioli bianchi di Pigna, prodotto tipico di un paesino a trenta chilometri da Bordighera, considerato nella zona particolarmente pregiato. Ottima qualità del polipo, delicati e ben amalgamati i sapori, notevole l'abbinamento con la cremina di fagioli. Voto 9.

Primo

Ravioli di branzino ed erbette con ragù di capesante e funghi porcini.
Cinque grossi ravioli con un ripieno molto saporito dove l'aroma delle erbe e il gusto del pesce erano ben amalgamati. Il condimento aveva a mio parere un vago sapore di liofilizzato, ed era comunque troppo sapido per i miei gusti, per questo al piatto dò solo 7,5, premiando essenzialmente la bontà della pasta fatta in casa e del suo ripieno ben riuscito. Una preparazione meno soddisfacente dell'antipasto.

Il servizio è piuttosto rapido, praticamente in meno di un'ora avevamo già cenato. I piatti vengono portati in tavola dalla patron che non spende una parola per illustrarli.
Siccome le porzioni sono tipo nouvelle cuisine, io non mi sento sazia e quindi chiedo la carta per scegliere un secondo. Non volendo spendere 40 o 50 euro per un piatto di crostacei, scelgo di farmi portare un antipasto di crudo di mare.
Tartara di pesce spada accompagnato da scampi, gamberi di San Remo, condito con sale agli agrumi e scorze di limoni.
Su un ampio piatto di vetro quadrato mi viene servita una splendida composizione di pesce crudo: su un angolo la tenera tartare di tonno condita semplicemente con scorzette di agrumi e sormontata dai due gamberi di San Remo che si scioglievano in bocca. Al centro un po' di seppioline crude, fuori programma in quanto non indicate nella descrizione del piatto. Le ho trovate un po' dure e insapori. Sull'angolo opposto tre piccoli scampi adagiati su un letto di insalatina. Gamberi e scampi sono conditi con il gustoso sale agli agrumi. I bordi del piatto sono decorati con aceto balsamico e con chicchi di ribes bianco. Piatto molto ben presentato ma, a parte i gamberi, non c'è nulla di memorabile. Voto 8.

Mentre io finisco il mio piatto, chiedo che alla mia commensale venga servito il dolce che io non prendo. Nel menu la scelta è limitata al carrello dei dolci e ai sorbetti. Viene portato il carrello dove è possibile scegliere tra crème caramel e alcune torte fatte in casa, ma dei sorbetti non viene fatto cenno. La mia commensale sceglie un paio di dolci a suo dire buoni che io però non ho assaggiato.

Non prendiamo il caffè e ci viene offerto il limoncello accompagnato da qualche cioccolatino.

Giudicare un locale con un menu così articolato alla prima visita sarebbe un'impresa un po' ambiziosa. Vale senz'altro la pena di riprovarlo per ampliare la visione
Gli aspetti positivi: l'ambiente tranquillo, l'ottima qualità del pesce fresco, la presentazione dei piatti.
Quelli un po' meno positivi: la cordiale freddezza del servizio, i prezzi per me abbastanza proibitivi dei piatti di crostacei, la banalità del carrello dei dolci.

Il conto: due bottiglie di acqua San Pellegrino 6 euro; due antipasti 30 euro; due primi 36 euro; un antipasto servito come secondo 28 euro; un dessert 7,00. Coperti non addebitati.
Totale 107 euro.

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