Il ristorante è aperto da un paio d'anni ed è situ...

Recensione di del 04/11/2007

Creuza de Ma

30 € Prezzo
7 Cucina
7 Ambiente
7 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 30 €

Recensione

Il ristorante è aperto da un paio d'anni ed è situato nel tratto finale di Corso Vittorio Emanuele, in direzione Sanremo.
Sul corso non si può posteggiare, ma si trova parcheggio facilmente, perlomeno in questa stagione, nelle vie adiacenti a pochi passi dal locale.

Prenoto proprio all'ultimo momento per la sera di domenica e chi mi risponde al telefono mi dice che non c'è problema, il tavolo c'è.

Il locale non è segnalato in modo tale da catturare l'attenzione dei passanti: si affaccia sulla strada tra un negozio e l'altro, e lo si nota proprio solo quando ci si arriva davanti. Una porta a vetri immette in un'unica sala rettangolare con una decina di tavoli dislocati su due lati. Lo stile è semplice, arredato con mobili in arte povera addossati alle pareti color salmone tenue. Un bell'arco in pietra fa mostra di sé al centro della sala e, insieme ai faretti sul soffitto e a quelli incassati a pavimento, crea un po' di ambiente.

Vengo accolta dal giovane proprietario, che mi fa accomodare al tavolo. La mise en place è assai semplice: tovagliato color rosa tenue, bicchiere per acqua, calice per vino, posateria in acciaio inox, un piattino con tre fette di baguette e un pacchetto di grissini industriali appoggiato sul tovagliolo.
I tavoli sono quadrati, di legno, e le sedie sono impagliate.

Il locale non è affollato, ma a darmi una certa sensazione di rumorosità sono sufficienti gli altri tre tavoli occupati e le melodie di Frank Sinatra che risuoneranno per tutta la cena a volume non molto basso.

Il menu

Il ristorante propone piatti a base di pesce, con ricette non particolarmente elaborate e piuttosto tradizionali: si può scegliere tra cinque antipasti, tre primi e quattro-cinque secondi, che spaziano tra zuppette di vongole, cozze alla marinara, tagliolini ai gamberi e zucchine, gamberi alla griglia, fritto misto di pesce, orata al forno e via dicendo. Di carne si può scegliere solo la costata. Chiudono il menu formaggi e dolci non meglio dettagliati sulla carta.

Non mi è stata portata la carta dei vini così non mi sono potuta fare un'idea sulla cantina. Mi è solo stato detto a voce che non c'erano mezze bottiglie disponibili e che la scelta al bicchiere era limitata a un Pigato ed un Vermentino di un produttore locale.

Dopo aver indugiato un po' sul menu alla caparbia ricerca di qualcosa di diverso dal solito, alla fine scelgo due piatti abbastanza simili, che forse limitano il mio giudizio sulla cucina di questo giovane ristorante, risultato peraltro nel complesso positivo.

Antipasto

Insalata tiepida di calamari, gamberi e patate.
Su un ampio piatto di ceramica bianca quadrato, arriva al tavolo un'apprezzabile variazione sul tema della classica insalata di polpo e patate.
I pro:
- calamari e gamberi sono freschi, saporiti e hanno una gradevolissima morbidezza
- le patate sono belle consistenti e non si sfaldano
- la porzione è generosa.
I contro:
- un'eccessiva spolverata di prezzemolo che non incontra il mio gusto personale (mea culpa: purtroppo non sempre mi ricordo di chiedere preventivamente di limitarne la quantità)
- l'olio extravergine di condimento non mi è sembrato particolarmente profumato e non aggiungeva aromaticità al piatto.
Comunque il sapore del pesce fresco era ben percettibile e gli ultimi due aspetti non hanno penalizzato la mia scelta più di tanto. Voto 7.

Secondo piatto

Trancio di pescatrice con zucchine trombetta e patate
Quel che ho scritto circa l'olio e il prezzemolo del piatto precedente vale anche per questo. Io ci ho messo sicuramente del mio ad ordinare due piatti simili, ma fra le proposte della carta mi andavano proprio solo questi.
Al centro del piatto quadrato, un trancio di discrete dimensioni di rana pescatrice, abbastanza morbida e gustosa. Tutto attorno le zucchine e le patate tagliate a pezzi grossi, amalgamate con il fondo di cottura che dava un leggerissimo aroma, quasi impercettibile.
Mi è sembrato che il piatto nell'insieme mancasse della giusta sapidità, oppure che, in questa portata più che nella precedente, l'olio non troppo profumato abbia mostrato tutto il suo limite: alla fine mi rimaneva in bocca soltanto la tendenza amarognola del prezzemolo. La pescatrice però era buona e con una cottura adeguata. Voto 6,5.

I due piatti sono stati serviti in tempi piuttosto rapidi, ma chi mi ha servita non mi ha dato l'impressione di volermi mettere fretta; forse ha avuto un occhio di riguardo al fatto che mi trovavo da sola e temeva che mi annoiassi nell'attesa. Mi è parso comunque che anche gli altri tavoli venissero serviti più o meno con lo stesso ritmo.

Dolce

I dolci sono elencati a voce dal proprietario e la scelta si limita ad ananas fresco, torta all'ananas e crême caramel.
Scelgo, con mia grande soddisfazione, la torta all'ananas.
Su un bel piatto ampio una grossa fetta di torta di fattura indubbiamente casalinga, con una pasta molto alta e soffice, non stopposa e senza traccia di bruciature sul bordo, con un bello strato di ananas di copertura. Un dolce molto semplice, genuino e leggero nonostante le dimensioni ragguardevoli della fetta.
Io non sono una cultrice dei dolci, ma in questo caso avrei fatto volentieri il bis, se il grillo parlante della linea non si fosse intromesso. Voto 7,5.

Come abbinamento mi viene offerto un bicchiere di Passito di Pantelleria di Pellegrino, ma, dovendomi mettere al volante, preferisco rinunciare. Comunque ho apprezzato il gesto.

Mi sembra che la forza del locale stia più nella qualità del pesce fresco che nella ricerca di preparazioni originali. Insomma, una cucina classica, senza particolari slanci di fantasia, ma di buona qualità. Dalla mia prima visita posso dire di essermi trovata abbastanza bene: il posto è consigliabile essenzialmente per chi ama il pesce.
Il servizio non è né particolarmente formale né particolarmente espansivo, comunque premuroso perché alla fine di ogni portata il proprietario si accertava sempre che fosse stata di gradimento.

Il conto: un coperto, 1,50 euro; un litro di acqua San Pellegrino, 2,50 euro; un antipasto, 12 euro; un secondo, 18 euro; un dolce, 5 euro.
Totale 39 euro, scontato a 35 e, per mancanza di resto, ulteriormente scontato a 30!
Gesto tanto generoso quanto raro, fatto oltretutto nei confronti di una sconosciuta e non come risarcimento a qualche mia lamentela, quindi ritengo che sia una cortesia riservata a tutti.
In questo modo il rapporto qualità-prezzo che, trattandosi di pesce fresco in località di mare, avrei definito "normale" per 39 euro senza il vino, a fronte di questo sconto diventa "buono" per gli stessi motivi.

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